Delicato e leggero classicismo

Il Teatro alla Scala di Milano inaugura la nuova stagione del balletto con un’inattesa Sylvia di Louis Mérante nella riuscitissima versione di Manuel Légris

Scelta sorprendente quella di Fréderic Olivieri per l’inaugurazione della nuova stagione del suo Corpo di Ballo della Scala, di cui tiene le redini dal 2002. Sylvia, creazione di Louis Mérante del 1876, è infatti un’opera abbastanza rara e che difficilmente compare, ancora oggi, nei cartelloni dei grandi teatri. Il pubblico scaligero non ne serba oramai alcuna memoria visto che per ritrovare l’ultima, e la sola, rappresentazione bisogna risalire fino al 1894 con la coreografia originale riprodotta da Giorgio Saracco. Per questa nuova versione, il Olivieri si è affidato a Manuel Legris, direttore dello Staatsballett di Vienna dal 2010, il cui legame con quest’opera risale agli anni della Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi. Ecco che Sylvia torna a Milano e lo fa riproponendo la coreografia di Legris concepita nel 2018 per il Balletto di Vienna con le scene elegantissime, ricercate e leggere di Luisa Spinatelli.

Il lavoro del coreografo francese si situa in una volontà di grande rispetto per le tradizioni  e per la classicità. Senza tuffarsi in un minuzioso lavorio filologico, Legris ha voluto che la sua Sylvia rimanesse ancorata fortemente alle radici storiche ma seguendo una traiettoria “rinfrescante”, mirando ad una leggerezza che mantiene in sé la giustapposizione delle scene. Per questo motivo il lavoro effettuato con Jean-François Vazelle sul libretto e sulla drammaturgia si è rivelato fondamentale per definire l’efficacia del balletto.

Nel Prologo, Endimione (Gabriele Corrado) compare davanti a Diana (Maria Celeste Losa) facendo balenare la luce dell’amore che inciderà profondamente le azioni dell’opera e che rappresenterà la ragione, profondamente irrazionale e anti-economica, dello svolgersi nel nodo finale. La leggiadria si ottiene con una composizione corale di altissimo livello. Martina Arduino dà vita ad un’intensissima Sylvia, delicata e passionale, e insieme a Claudio Coviello, Aminta innamorato e soggiogato ai poteri divini, creano un duo di raro e compiuto fascino. Straordinario anche Christian Fagetti nel ruolo del rivale Orione e il divino Nicola del Freo, un Eros da brividi.

Su tutto trionfa l’affascinante musica di Léo Delibes, magistralmente condotta dal direttore americano Kevin Rhodes. La composizione fece breccia nei cuori degli spettatori fin dalla prima all’Opéra parigina del 14 giugno 1876. Lo stesso Čajkovskij, assistendo ad una replica l’anno successivo a Vienna, giungerà a asserire “ho ascoltato il balletto Sylvia. In effetti, l’ho davvero ascoltato” consegnando alla storia la musica del balletto come una delle più affascinanti e riuscite. Il riconoscimento della grandezza della composizione, che lo spinse a dolersi del suo Lago dei Cigni, è significativo anche poiché ci indica quanto della grandezza in potenza del compositore russo venne realizzata da Delibes. Un contraltare elegante e sorprendente, la cui frase che coglie l’ascoltatore di sorpresa non può che essere “sembra Čajkovskij”. Ma proprio in ciò si conserva e mantiene l’unicità del musicista francese. Giungendo alle sommità irraggiungibili dell’intemporale, Delibes traccia una linea che apre la storia della musica e la ripercorre a sua guisa.

Spettacolo visto martedì 14 gennaio 2020

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro alla Scala
dal 14 dicembre 2019 al 14 gennaio 2020

Il Teatro alla Scala, in coproduzione con il Wiener Staatsballett, ha presentato:
Sylvia
di Léo Delibes
balletto in tre atti
coreografia Manuel Legris (da Louis Mérante e altri)
assistenti coreografo: Alice Necsea, Albert Mirzoyan
drammaturgia e libretto Manuel Legris e Jean-François Vazelle (da Jules Barbier e barone Jacques de Reinach)
scene e costumi Luisa Spinatelli
assistente alle scene e costumi Monia Torchia
luci Jacques Giovanangeli
direttore Kevin Rhodes
corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
nuova produzione Teatro alla Scala

con
Sylvia Martina Arduino
Diana Maria Celeste Losa
Aminta Claudio Coviello
Orione Christian Fagetti
Eros Nicola Del Freo
Endimione Gabriele Corrado
un fauno Federico Fresi
una naiade Vittoria Valerio
una contadina Antonella Albano
un contadino Mattia Semperboni
un pastorello Valerio Lunadei
due cacciatrici Gaia Andreanò con Alessandra Vassallo
due schiave nubiane Vittoria Valerio con Alessia Auriemma

www.teatroallascala.org

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