Dalla classicità alla modernità

Splendido concerto all’Auditorium di Lione, dove partendo dalla Pastorale si arriva a Bartòk e ai giorni nostri in un affascinante percorso.

È una cosa ovvia che attingere al repertorio delle sinfonie di Ludwig Van Beethoven non lascia mai delusi. Oltre alle dispari, capolavori indiscutibili della storia della musica, ce n’è un’altra che spicca nella produzione del compositore tedesco per la fama conseguita nel corso dei secoli, e anche per la suggestione specifica che riesce a suscitare ad ogni ascolto. Ci stiamo riferendo evidentemente alla Sesta Sinfonia, meglio conosciuta col nome di Pastorale. Presentata al pubblico nel 1808, la Pastorale divenne in poco tempo una delle atmosfere musicali più significative della stagione del romanticismo tedesco, per la centralità che la natura assume come forza indomabile e trascinante, suscitando quello stato d’animo definito “sublime” che accompagnerà tutta la cultura ottocentesca. Non a caso si è spesso parlato di ascendente “kantiano” a proposito della Sesta, perché Beethoven riuscì ad esprimere in note l’impeto della ragione dinanzi al fragore della natura, che si fa musica declinandosi in innumerevoli prospettive, da quella bucolica e lieta, a quella potente e irreprimibile di fredrichiana memoria, con tanto di mare in tempesta. La Pastorale è perciò un inno alla Natura, dove si rincorrono le sonorità onomatopeiche lasciando emergere in questo orizzonte la dignità dell’uomo al suo cospetto.
Non è mai ripetitivo ascoltare l’opera beethoviana, per questa ragione è un piacere ascoltare la Sesta Sinfonia presso l’Auditorium di Lione, eseguita dall’Orchestra nazionale di Lione e diretta da Alain Altinoglu. L’esecuzione è magistrale, sciolta e suadente, come un fiume in piena, fino ai punti più concitati dove diviene anche aggressiva: si tratta del percorso delineato dal genio di Beethoven attraverso i cinque momenti di cui la sinfonia si compone, dei veri e propri “quadri” (tanto che Beethoven avrebbe inizialmente voluto definirla una “fantasia” più che una “sinfonia”) decisamente lontani dalla titanica Quinta Sinfonia e più vicina alla logica del divertissement. In questi quadri si passa dalla felicità della vita rurale all’avvento della tempesta, per concludersi con la gioia della riconciliazione tra uomo e natura una volta passata la bufera. La bellissima serata, non a caso intitolata Sinfonia Pastorale, non si ferma però qui; infatti, dopo la pausa, il concerto organizzato dall’Auditorium prosegue, facendo inizialmente un salto temporale che dall’Ottocento arriva ai giorni nostri. Viene eseguita un’opera di Thierry Escaich, Concerto per clarinetto e orchestra, presentata la prima volta appena qualche mese fa a Parigi. Ci si accorge subito della mutata sensibilità propria della musica contemporanea, dove l’attenzione al timbro e alla sperimentazione prendono il posto della tonalità classica della tradizione. Straordinaria la prova del clarinettista Paul Meyer, e bellissime le partiture dei numerosi percussionisti. In chiusura, si torna indietro di almeno un secolo, e si torna allo spirito impetuoso che avevamo già colto in Beethoven: si tratta infatti del Mandarino Miracoloso di Béla Bartòk, musica di una pantomima di un atto ispirata a un’opera di Menyhért Lengyel. Un’opera che si colloca esattamente tra le altre due, tra la classicità romantica e la sperimentazione d’avanguardia: l’ispirazione derivante dalla musica magiara si contamina con la violenza mitica di Richard Strauss, scatenando un tumulto avvincente, controllato magistralmente da Altinoglu e dalla sua orchestra, precisa nella ritmica cadenzata e negli avvincenti slanci.

La Pastorale fut présentée en décembre 1808, comme un divertissement très loin de la titanesque Cinquième Symphonie. La musique de Beethoven n’y est plus propulsée par le conflit des idées, mais ouvre au contraire d’immenses horizons sonores dédiés à la Nature. Un concert appelé Symphonie Pastorale, à l’Auditorium de Lyon, effectué par l’Orchestre National de Lyon avec la direction de Alain Altinoglu, offre un programme extraordinaire de Beethoven à Bartok, jusqu’à la musique contemporaine de Escaich.

Lo spettacolo continua:
Auditorium de Lyon
149, Rue Garibaldi – Lione (Francia)
giovedì 14 febbraio, ore 20.00
sabato 16 febbraio, ore 18.00

Auditorium Orchestre National de Lyon presenta
Symphonie Pastorale
di Ludwig Van Beethoven
direzione musicale Alain Altinoglu

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