Un problema davvero amaro

Al TeatroLaCucina, due spettacoli sul mondo della prostituzione che nascono dall’esperienza diretta e dal lavoro degli allievi della Scuola Paolo Grassi.

“Che cosa osserva nelle sue attese una prostituta che sta per tutta la notte su questa strada?”. Con questa frase si presenta Stradaprovinciale40, il primo dei due spettacoli in scena al TeatroLaCucina, che mostra la vita notturna delle “lucciole”, fatta di clienti (pochi), speranze, paure, disperazione, preghiere e incidenti.

Il progetto nasce da una collaborazione della Scuola Paolo Grassi col servizio Bassa Soglia Segnavia-PadriSomaschi: due allieve, un’autrice e una regista della scuola hanno, infatti, affiancato gli operatori di Segnavia sulle strade milanesi, incontrando centinaia di donne, offrendo il loro aiuto, distribuendo tè caldo e biscotti e, soprattutto, cercando di conoscere direttamente la loro condizione.

Il risultato sono i due spettacoli presentati nella stessa serata nell’ambito del progetto Tè nero notte.

Il primo è sicuramente più “avanguardistico” e cerca un contatto più diretto col pubblico. Le quattro giovani attrici (da notare il piglio deciso e la sicurezza da veterane), si spostano in tutti i punti della sala, nel buio, affidandosi alle flebili luci di alcune lampade che accendono e spengono di volta in volta. Nei loro movimenti trascinano il pubblico che si sposta, anch’esso, in continuazione. Il rapporto con le interpreti è diretto. La sensazione è di assistenza: gli spettatori, proprio a causa del (o grazie al?) movimento continuo, non sono travolti dalle emozioni, ma rimangono vigili e sembra piuttosto che provino l’esperienza degli operatori di Segnavia – basata sull’ascolto e sul conforto, fornito anche soltanto dalla loro stessa presenza.

Il secondo spettacolo, La prostituzione raccontata al mio omeopata, è sicuramente più articolato. Rispetto al primo alcuni passaggi sono più ricercati: voci fuori scena, ad esempio, simulano i pensieri e i ricordi di una donna che, davanti al dottore, si confessa e fa emergere le sue esperienze di vita vissuta a fianco alle donne di strada. Dalle sue parole si passa in maniera naturale e senza evidenti stacchi alle rappresentazioni vere e proprie delle notti in strada, che si sostituiscono ai ricordi. In questo secondo spettacolo – al quale si assiste seduti in gradinata – rispetto a StradaProvinciale40, si ha spazio anche per sorridere, ma è un riso amaro, anzi tragico. È il sorriso provocato, per esempio, da un dialogo che una prostituta, nella sua completa solitudine, intrattiene con un pipistrello. E se, da una parte, sembra scorgersi un filo di speranza, dall’altra si ricade nel timore – la donna dall’omeopata ripete in continuazione: «Avevo paura» – e nel dolore che, in chiusura di pièce, diventa addirittura straziante. Mentre si nota il costante passaggio dal piano dei sogni – pressoché irrealizzabili – a quello ben più difficile del confronto con la realtà.

«Di chi è la colpa?», si chiede la donna dal dottore: «Nostra? Delle ragazze? Delle istituzioni? Della società?». Di tutti, probabilmente. La scena finale mostra che un cambiamento è possibile, ma deve partire da un atto di dignità, di ribellione, di forza delle stesse ragazze.

Due spettacoli per portare alla ribalta un problema che, troppe volte, si sottovaluta o si ridicolizza. Due pièce che scelgono la potenza, la rabbia, l’energia, e ritmi talvolta frenetici – anche se non sempre riescono a colpire nell’intimo.

In chiusura di serata gli operatori di Segnavia hanno offerto tè e biscotti al pubblico. Utile per riflettere e per addolcire un tema troppo amaro.

Lo spettacolo continua:
TeatroLaCucina
Ex ospedale psichiatrico Paolo Pini
via Ippocrate, 45 – Milano
fino a sabato 15 ottobre, ore 21.00
 
Milano Teatro Scuola Paolo Grassi e Segnavia-PadriSomaschi
in collaborazione con Olinda Onlus, presentano:
Tè nero notte
Ogni sera due spettacoli in programma:
StradaProvinciale40
di Cristina Belgioioso
con Nastassia Calia, Martina Galletta, Gabriella Italiano e Alice Protto
a seguire:
La prostituzione raccontata al mio omeopata
di Laura Tassi
con Nastassia Calia, Martina Galletta, Gabriella Italiano e Alice Protto

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