Si è inaugurata a Torino la XIV edizione di Teatro a Corte

tpeUn festival dalla vocazione europea incastonato fra le fascinose architetture del barocco piemontese.

Lumpazivagabundus

Forse i Savoia non erano il massimo della raffinatezza fra le case regnanti in Europa, e il cosiddetto Re Galantuomo, che parlava piemontese più volentieri dell’italiano, o del francese dei suoi avi, era più propenso alla caccia e agli amori con floride contadinotte piemontesi,che all’impegno nelle arti liberali. Ma i suoi antenati avevano avuto la ventura di imbattersi in personaggi come lo Juvarra, o il Castellamonte, e avevano lasciato sul territorio tracce meno effimere, testimoni di eleganza e bellezza, a dispetto del progressivo, inarrestabile degrado e imbarbarimento del casato.
Il contrasto fra la particolare identità, a un tempo aristocratica e provinciale di Torino e dintorni – la magnificenza della sua architettura barocca, e anche della sua archeologia industriale – con la vocazione statutariamente europea di Teatro a Corte, crea un felice corto circuito fra l’ambientazione delle performance e la loro ardita connotazione di ricerca e di avanguardia. Ciò non solo conferisce loro un fascino aggiuntivo, ma suscita l’entusiastica ammirazione dei molti artisti stranieri che animano il festival.
Quest’anno poi, la ricorrenza del 300° anniversario del convegno di Utrecht (che aveva messo fine alla guerra per la successione spagnola) ha offerto un’occasione per dare particolare rilevanza alle proposte artistiche provenienti dai Paesi Bassi: un piccolo ma significativo contributo, come sottolineato dal direttore artistico Beppe Navello, alla celebrazione di un avvenimento storico nel quale anche il Piemonte (nella persona di Amedeo II, Re di Sicilia e poi di Sardegna) aveva avuto un suo ruolo.
Per tale motivo, all’inaugurazione ufficiale della XIV edizione tenutasi in una sala di Palazzo Reale solitamente chiusa al pubblico, tappezzata di battaglie settecentesche, era presente una rappresentanza della municipalità di Utrecht. Dopo gli interventi di rito, che avevano sottolineato come un festival europeo implichi necessariamente un dialogo fra culture, storie, valori (“l’arte di fare la pace”), e dopo i saluti inviati dal vice sindaco di Utrecht, è stato distribuito a tutti i presenti un gustosissimo album a fumetti. In una pluralità di stili espressivi, dall’Iperrealismo all’Espressionismo, una squadra di talentosi cartoonist olandesi evocano momenti di storia e di microstoria del convegno: dalla sua laboriosa preparazione al non meno faticoso andamento, costellato di ripicche, incidenti diplomatici, intermezzi erotici. Un fotografo di mezza età, un po’ imbranato (cui dovetti prestare i miei occhiali da vista, perché aveva dimenticato i suoi), e un giovane interprete, quasi funambolico nella sua brillante efficienza, assicuravano la documentazione iconica del momento inaugurale e la comunicazione con gli stranieri.
In altre sezioni del sito il lettore potrà trovare le recensioni dei singoli spettacoli, ma vorrei anticipare un’osservazione che nasce spontanea da due lavori proposti nel primo fine settimana: The Big Movement e Bolla, ambedue olandesi. Pur diversi nella poetica e negli strumenti comunicativi (una sorta di video ripreso e rimontato in tempo reale il primo, uno spettacolo ascrivibile – con qualche forzatura – alle categorie del teatro fisico e di figura il secondo), le due performance sono accomunate da un coinvolgimento attivo, ma nient’affatto aggressivo del pubblico. In tal modo lo spettatore è indotto a sperimentare non solo una diversa ed originale percezione dello spazio, ma anche una dimensione temporale più rilassata rispetto ai ritmi frenetici della cosiddetta vita moderna. L’immersione, anche effimera, nello spazio/tempo nel quale ambedue gli spettacoli ci conducono, pur per itinerari diversi, costituisce, se non proprio un antidoto alla frenesia, almeno una salutare occasione per osservare la nostra vita da un’angolatura diversa, e rifletterci sopra.
Forse è anche in omaggio a questo valore che il festival, scansando tentazioni di immersione totale, si svolgerà solo nei fine settimana, fino a domenica 21 luglio.

Lumpatius Vagabundus

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