Resistere e sognare

Domenica 2 luglio si è chiuso il primo dei tre momenti che il festival torinese Teatro a Corte ha concepito per questo 2017. D-Construction e Fiers à cheval hanno segnato l’alfa e l’omega di un’intensa serata: tra impegno politico e un’eleganza animalesca senza tempo

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Le festival turinois Teatro a Corte a vécu sa journée conclusive ce dimanche 2 juillet au pavillon de chasse de Stupinigi. Palais de détente de la maison de Savoie, Stupinigi a été le décor d’une soirée forte en émotion. La compagnie française Dyptik a proposé une pièce de danse profondément ancrée dans le hip-hip, là où la danse urbaine, le krump, montre la limite d’une urbanisation dépersonnalisante. Dans ce point de crise, le collectif s’insinue pour raconter une histoire : celle d’une libération et d’une révolte contre le pouvoir. Peu importe de quel pouvoir il est question : la révolte sera infinie et visée à la destitution de la violence masculine. D-Construction est un conte vital, résistant, féminin et conçu à travers une élégance qui assume toute la force de son objectif. Deuxième moment et pièce conclusive de ce festival estival, FierS à cheval est la réponse à la question « de quelle matière sont constitués les rêves ? ». D’étranges personnages se présentent devant l’entrée principale du pavillon. Après quelques secondes d’hésitation, voici que ces figures assument des formes chevalines et légères, et le regard des spectateurs redevient celui d’un enfant. Retrouver toute l’innocence de l’enfance et l’étonnement d’un conte féérique qui émerge peu à peu. L’arrivée de l’immense Pégase est la déclaration d’espoir : s’il reste un enfant caché quelque part en nous, le monde n’est pas perdu. Sognare e rivoltarsi 

[riduci]

Dopo la nostra prima giornata al castello di Aglié, domenica 2 luglio è stata la palazzina di caccia di Stupinigi l’elegante quinta scenica di una serata divisa in due momenti estremamente diversi nella forma ma egualmente affascinanti e toccanti.

D-Construction della compagnia francese Dyptik ha trascinato il numeroso pubblico presente in un’ambientazione urbana e contemporanea, là dove l’urbanismo tocca il proprio limite per mostrare uno squarcio di rabbia, di vitalità, di creatività: là dove la vita non si lascia soffocare e, anche se intrappolata, si mostra e si ribella. Delicatezza e durezza, femminilità e resistenza al potere (che è di per sé prettamente maschile): ecco gli estremi di questa pièce di danza che si espande e si complica, prima assumendo le forme della danza classica ed in seguito diventando elettrica grazie all’estetica del krumping. La rivolta contro ogni ingiustizia e schiacciamento dall’alto mantiene uno spirito tipicamente hip-hop ma declinato in una poesia e fisicità avvolgenti, in una logica dove il processo estetico lascia, come sindone visiva, una sensibile pellicola priva di luoghi comuni dove temporalità e atmosfere diverse convivono perfettamente. Le lotte per il rovesciamento delle logiche del potere assumono le forme di piccole storie prive dell’aspetto lessicale, senza che questo venga vissuto come una mancanza, passaggi di una liberazione che, pur non riuscendo ad essere completa, pulsa di vita e lo fa senza compromessi: proprio come il “sì” alla vita e all’arte di Molly Bloom.

E dopo una breve pausa per riprendersi dalle emozioni di questo giovane e potente collettivo francese, siamo pronti per immergerci nel meraviglioso mondo della compagnie des Quidams, spettacolo che risponde alla domanda “di che materia sono fatti i sogni?”. Bizzarri personaggi appaiono in scena. Non sappiamo bene se concepiti da Terry Gilliam o da Matthew Barney. Qualche istante di esitazione anticipa una sorpresa difficilmente immaginabile: questi uomini e donne avvolti da un’esagerazione di strati baroccheggianti mutano forma e divengono delle grandi figure cavalline, leggerissime come il peso dei sogni. Ecco che i cinque cavalli agiscono sotto i comandi di un poeta-domatore, figura che crea e dirige, fa sorgere un mondo sognante e conduce una serie di figure animalesche. Non pensiamo di esagerare affermando che FierS à cheval è un vero e proprio sogno, un racconto fiabesco capace di parlare a tutti, che livella ogni differenza di età, di cultura e di provenienza. Durante un’ora tutti i presenti, privati dell’uso della parola, ritornano bambini, ritrovando un’era innocente e mitica. E se il silenzio è cosa spontanea che unisce tutti durante tutta la performance, lo stupore, quel “oooh” corale si impossessa di ogni singolo presente all’arrivo dell’enorme Pegaso, il cavallo più imponente che si libra nell’aria, sopra la palazzina di Stupinigi. Uno spettacolo che interviene nella nostra quotidianità per non uscirne mai più. Accarezzati e condannati ad una bellezza che trascende e che riattiva quella parte infantile che le preoccupazioni di tutti i giorni e la volontà di investimento e castrante ci impediscono di vedere.

Si chiude in questo modo, come un incanto che prosegue ancora a lungo e la cui eco non può spegnersi immediatamente (significativo è il fatto che il pubblico, spontaneamente, ha seguito Pegaso mentre questi lasciava la palazzina dal cancello principale), questo primo momento dell’undicesima edizione del festival Teatro a Corte. Appuntamento a sabato 7 e domenica 8 ottobre per i festeggiamenti del decennale della riapertura della Reggia di Venaria con alcuni artisti storici del festival per poi terminare in bellezza questo 2017 il 16 e 17 dicembre alle OGR – Officine Grandi Riparazioni Torino con un grande evento dedicato alla danza.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Palazzina di caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo, 7 – Stupinigi, Nichelino (TO)
domenica 2 luglio 2017 dalle ore 20.30

Fondazione Teatro Piemonte Europa ha presentato
Teatro a Corte
dal 27 giugno al 2 luglio nelle Dimore Sabaude

Programma di domenica 2 luglio

D-Construction
compagnia Dyptik
direzione artistica Souhail Marchiche e Medhi Meghari
coreografia Medhi Meghari
sound designer Patrick De Oliveira
light engineer Richard Gratas
scenografia Bertrand Nodet
con Vanessa Petit, Emilie Tarpin-Lyonnet, Elias Ardoin, Evan Greenaway, Samir El Fatoumi, Yohann Daher

FierS à Cheval
compagnie des Quidams
di Jean-Baptiste Duperray, Hal Collomb

www.teatroacorte.it

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