Calici in alto, è tempo di brindisi

Al Teatro Elfo Puccini si chiudono i festeggiamenti per i quarant’anni di attività del Teatro Officina con uno spettacolo creato su misura per l’occasione. Quasi a conduzione familiare.

L’invito di Massimo De Vita – presenza storica e colonna portante del Teatro Officina – appena si entra in sala è quello di non rispettare la rigorosa indicazione del posto stampata sul biglietto, ma di sedersi dove ci si sente meglio, dove piace di più. L’informalità – all’inizio – stupisce, ma poi piace al pubblico della Sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini. L’atmosfera è particolare, non è come quella che si respira solitamente prima di uno spettacolo: sarà la scena a vista, sarà l’immediata interazione tra palco e platea, ma di sicuro l’impressione è quella che ci si divertirà – e molto – e il livello di curiosità è alto.
In breve, ecco che De Vita – affiancato dal giovane Stefano Grignani – spiega le regole del gioco. Come avverte lo stesso titolo dello spettacolo – Teatro con il cappello – una fila di copricapi è allineata in proscenio, pronta ad accogliere una gentile offerta del pubblico, grazie alla quale si potrà scegliere direttamente dal menù – distribuito all’entrata a ciascun spettatore – lo sketch da vedere. La selezione è ampia e variegata: a partire dall’Aperitivo – Il gioco della pulce (che funge da esempio), il percorso si snoda tra Menù comici, un Menù Pasoliniano, uno sportivo – dove fortissima è l’interazione con il pubblico – e uno interreligioso – per quasi due ore di spettacolo.
Le idee sono argute e gli spettatori assaporano la comicità genuina di un tempo – forse dal gusto un po’ retrò, ma sempre vincente. Gli spettatori si divertono e non lo nascondono, tra aperte risate e commenti salaci.
Aldo Palazzeschi di Grignani è gioviale, talvolta scombinato nelle sue onomatopee, ma oltremodo simpatico. Così come, in Totò ed Ettore Petrolini, De Vita, oltre a dare una fenomenale interpretazione mimica, ripropone pezzi d’antologia con una freschezza davvero rara. E se il rischio potrebbe essere quello di cadere nell’arida imitazione, muovendo gli spettatori a un sentimentalismo iperglicemico, al contrario il pubblico si rivela incantato e divertito, quando riscopre non solamente la verve e la somiglianza ai personaggi originali, ma anche la loro vena poetica.
La serata, tuttavia, non si ferma alle risate: si toccano, infatti, temi importanti come la tragedia degli operai della ThyssenKrupp – raccontata con coraggio, in modo asciutto, senza risparmiare nulla allo spettatore nel Menù di lavoro. Così come in Menù interreligioso si leggono in sequenza tre passi tratti dai libri sacri del Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo per dimostrare come non siano poi così distanti tra loro – seppur permangano differenze.
Nel complesso uno spettacolo interattivo e pieno di energia, dove l’approccio confidenziale non deve trarre in inganno, perché racchiude performance di grande livello.
Unica nota stonata le parti cantate – a cura di Beatrice Sinigaglia e Luca Aiello – che, a tratti, non si rivelano all’altezza – forse perché troppo “volute”, o troppo “caricate”. Sarebbe forse meglio che anch’esse avessero seguito la lezione della semplicità – mostrata magistralmente nel resto della serata – in questo modo sposandosi perfettamente con il finale, quando si è bevuto un bicchiere di vino tutti insieme in allegria, alla salute del Teatro Officina e dei suoi quarant’anni di attività.
 

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder
c.so Buenos Aires, 33 – Milano
martedì 30 e mercoledì 31 ottobre, ore 21.00

Teatro con il cappello
regia Massimo De Vita
con Massimo De Vita, Stefano Grignani
scelte musicali Beatrice Sinigaglia, Edoardo Steiner
canto Beatrice Sinigaglia, Luca Aiello
accompagnamento musicale Edoardo Steiner (chitarra)
scene Carla Cipolla, Gianluca Martinelli
assistenza ala scenografia Alice Benazzi
luci Beppe Sordi
produzione Teatro Officina

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