In assenza di gravità

Tornato a Fondi dal 20 al 23 luglio, il festival di danza TenDance ospita la leggerezza metafisica di The silent Cage, superba coreografia della compagnia Aton Dino Verga, e altri undici spaccati delle avanguardie contemporanee, tra cui il furioso Carmen Duo di Giovanna Velardi, l’intenso cigno morente di Cristina Rizzo (Invisible piece) e la delicatezza swing di Fabio Crestale in Al muro.

Con il consueto coraggio della danza contemporanea, TenDance è tornato nell’antico borgo di Fondi, in provincia di Latina. Dopo il successo dello scorso dicembre a Castello Caetani – era il “numero zero” a Fondi, dopo cinque edizioni a Bracciano – la kermesse di Ricky Bonavita e Theodor Rawyler ha sfidato, dal 20 al 23 luglio, la ricca proposta culturale e turistica del litorale pontino. Incantevoli le ambientazioni: l’Auditorium comunale, che ha sede nell’ex Chiesa di San Domenico con il Chiostro; piazza Quattro Novembre, su cui si affaccia il Duomo di San Francesco, e l’anfiteatro di piazza De Gasperi.
Con cinque spettacoli e sette performance, le quattro serate sono state un diorama della coreografia italiana contemporanea, tra stilemi accademici e del Novecento e nuovi linguaggi del movimento performativo. «Performance site specific», spiega Ricky Bonavita, «che permettono una relazione più intima fra spettatore e danzatore».
La rassegna si è aperta con un prequel nella vicina Maenza, dove l’11 luglio la coreografa Benedetta Capanna ha portato in prima nazionale Kizuna. Bond. Legami. Lo spettacolo, riproposto poi il 21 luglio a Fondi, è una delicata riproduzione coreografica dell’ideogramma giapponese “Kizuna” (“legami”). Capanna e Stefano Fardelli disegnano movimenti circolari in silenzio, poi su solenni note tradizionali Ainu e sul Morgen di Strauss. Flessibili e protesi come piante acquatiche, inizialmente staccati e paralleli, trovano poi un incontro di prese e inclusioni: è un amore, con i suoi vincoli e le sue «onde di comunicazione». Spettacolare la conclusione del festival, lunedì 23 luglio, con il Merlino della compagnia Excursus di Ricky Bonavita: un’incursione nella vita del mago celtico, tra multimedialità e ripresa della leggenda.
Tra l’esordio e la chiusura, le partiture in scena sono state tra le più varie.
Il festival (realizzato con il sostegno del MiBAC, dei Comuni di Fondi e di Maenza, e del CREIA Regione Lazio) è stato una vetrina per compagnie note, come Aton e Spellbound Contemporary Ballett di Mauro Astolfi (presente con Lost for Words), ma anche per giovani coreografi e performer, come la fondana Marica Zannettino (sul palco con Me, uno spettacolo in prima nazionale) e Daniele Albanese (con il criptico In a Landscape, che suggerisce cortocircuiti di senso in una realtà urbana). Godibile anche il Gruppo E-Motion di Francesca La Cava, con Trans-U-Mare (22 luglio): un’epica pastorale sulla transumanza e i suoi rituali tra morbosa religiosità e gioia popolare, sulle belle musiche di Mauro Palmas, con l’energica La Cava, una ispirata Annalisa Celentano e i due flessuosi pastori, Antonino Filardo e Gianluca Possidente.
Vitalismo ancora più furibondo e sorprendente è quello di Giovanna Velardi, che firma, per la compagnia Ibi Danza, Carmen Duo (21 luglio). Sulle musiche di Bizet e Schedrin, la danzatrice interpreta una Carmen fiera, strafottente, ancheggiante, di un coraggio amorale, «biologico e ancestrale» che la porta a scegliere la morte. Inseguimenti, balzi, sberleffi, strattonamenti, abbracci, abbandoni: quello con il danzatore Dario Tumminia è un corteggiamento- duello muscolare, tra momenti buffi, farseschi, e altri di tenerezza intimistica.
Spettacolo poetico è Al muro di Fabio Crestale (22 luglio): un’opera sulle barriere esistenziali. Sulle note di Arvo Part e J.S. Bach, Fabio Crestale e Cyrille de la Barre fanno sognare e sorridere con malinconia, costruendo, oltre che una danza, anche una “scenografia” fatta di geometrie di corpi. I due si sospingono verso il “muro”: il luogo dell’incontro o dell’indifferenza, dei sospiri e delle illusioni, delle ombre più grandi del corpo reale.
Profonda emozione arriva da Invisible piece (22 luglio), settima variazione della coreografa e danzatrice Cristina Rizzo su La Morte del Cigno. Su un monitor il pubblico guarda il video in bianco e nero della versione originale danzata nel 1924 da Anna Pavlova. Sulla falsariga di quest’ultima agisce Rizzo, esile e nervosa, perlopiù di spalle, prima su rumori di fondo e click di puntine, poi su note di Iggy Pop, Alphaville, Marten Spanberg. Il loop dei movimenti spezzati esprimono forza e fragilità: scatti, spasmi, contrazioni tremanti, inarcamenti e rovesciamenti a terra, che descrivono un intenso dramma.
Ma a catturare è lo Studio per The silent Cage di Aton Danza Dino Verga: minimale, astratto e splendido. Il progetto, una prima nazionale (21 luglio), è ideato da Dino Verga, ed è un omaggio al compositore John Cage e al coreografo Merce Cunningham, compagno di Cage, cui Aton è legata da vent’anni. I tre interpreti straordinari, Luca Russo, Luca Della Corte e Veronica Cionni, volano anche da fermi. Si misurano con lo spazio scenico in relazione alla musica sperimentale di Cage e al silenzio come «assenza di musica», tra contaminazioni di impatto sintetico, echi di lirica, swing americano anni Quaranta, gorgoglii d’acqua, voci. Un gioco elegante di valenze e simmetrie molecolari tra i danzatori passa per movimenti puliti e fluidi, per ralenti onirici e perfetti che dissimulano la difficoltà, per prese eteree. L’interpretazione è leggera, distaccata, ma non inespressiva. Un gioiello di pura bellezza, la cui funzione “sociale”, di «stimolo alla riflessione» resta fedele a una cifra stilistica intellettuale, mai sentimentale, didascalica o retorica. Riuscendo però ad emozionare il pubblico: con «un cuore che passa per la testa».

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Lo spettacolo è andato in scena:
Auditorium comunale, Auditorium di Piazza De Gasperi, Piazza Quattro Novembre (Fondi)
da venerdì 20 luglio a lunedì 23 luglio, ore 20.30
biglietto unico giornaliero 8 Euro

TenDance Festival
realizzato con il sostegno di MiBAC, Comune di Fondi, Comune di Maenza, CREIA Regione Lazio

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