Dramma contemporaneo

teatro-oscar-milanoLa quarta edizione del progetto DonneTeatroDiritti giunge alla sua conclusione con Teodora, uno spettacolo dedicato all’esistenza dell’imperatrice bizantina. Il pubblico avverte la straordinaria attualità di questa vicenda e l’eco della storia riecheggia sul palco del Teatro Oscar di Milano.

Liberamente ispirato a Théodora di Victorien Sardou, il testo – scritto da Maddalena Mazzocut-Mis – racconta la vita di una figura femminile estremamente controversa. La moglie di Giustiniano è stata descritta come ambiziosa, disinibita e spietata. Nel corso della sua esistenza ha goduto di un potere pressoché illimitato e, tuttavia, agli occhi dello spettatore appare come fragile, infelice e devastata da una feroce sofferenza interiore. Paola Vincenzi sceglie di comunicare quest’inquietudine camminando nervosamente da una parte all’altra del palco per la durata dell’intera performance. Il grande cronometro che campeggia al centro della scena contribuisce ad accrescere l’angoscia che, sin dai primi minuti, s’impossessa del pubblico. Il monologo dell’attrice appare come una corsa contro il tempo.
La regia di Paolo Bignamini sottolinea l’indomabile tormento della protagonista e per raccontarlo sceglie due colori simbolici: il nero e il porpora. Sul palco ci sono fasci di luce rossa che rendono l’atmosfera cupa e inquietante. In un climax perfettamente costruito, l’intensità tragica contenuta nel testo cresce di minuto in minuto, per esplodere alla fine. Incapace di domare le violente passioni che la agitano, Teodora appare prima ansiosa, poi sofferente e infine si lascia andare alla disperazione per un amore clandestino e infelice. È molto difficile, però, partecipare emotivamente a questo dolore. L’imperatrice si mostra distaccata, lontana, arrivista e incapace di rinunciare al potere. Solo quando la musica irrompe sulla scena si riesce a stabilire un legame emotivo con il personaggio, a leggerne le sfumature più nascoste e profonde, a comprenderne la terribile solitudine. Dopo aver corteggiato e conquistato l’imperatore Giustiniano, di vent’anni più anziano, s’innamora del giovane nobile Andrea, al quale non può rivelare la sua identità. Quella felicità, esteriore e frivola, rincorsa con tanta fatica, si dimostra più evanescente di una bolla di sapone, irrimediabilmente incapace di soddisfarla davvero.
La contemporaneità delle musiche, dei costumi e della scenografia ritrae Teodora come un’arrampicatrice sociale ante litteram. Con un elegante tubino bianco e scarpe col tacco alto, l’interprete si aggira tra mobili che rimandano a un appartamento elegante. Quante donne, in fondo, subiscono ancora oggi il fascino nefasto dell’ambizione?
Nessun potere, tuttavia, per quanto assoluto, può sottrarsi al destino e la sorte riservata a Teodora è spietata quanto gli atti della sua vita e del suo dominio: la sua anima resterà per sempre compromessa come quel sangue, sulle sue mani, che non riesce a lavare – novella Lady Macbeth.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Oscar

via Lattanzio, 58 – Milano
fino a venerdì 22 marzo
orari: da mercoledì a venerdì, ore 21.00

Teodora
liberamente ispirato a Théodora di Victorien Sardou
regia Paolo Bignamini
con Paola Vincenzi
scene Francesca Baratttini
produzione Ravenna Festival e ScenAperta

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