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Al teatro Trastevere di Roma, Terapia di gruppo di Christopher Durang, una commedia brillante sui rapporti uomo-donna (e uomo-uomo) al di là di ogni cliché e pregiudizio.

Scritta da Christopher Durang nel 1981, Terapia di gruppo è una commedia brillante che racconta in maniera leggera – ma non superficiale – le vicissitudini di Bruce (un bisessuale alla ricerca di una donna senza per questo voler rinunciare a Bob, il suo attuale compagno) e di Prudence (una single alla ricerca di un uomo). Accanto a loro, i rispettivi analisti: il dottor Stuart – col quale Prudence ha avuto un breve flirt – e la svagata dottoressa Wallace (colta da continui e spassosissimi lapsus verbali), che segue Bruce.

Christopher Durang ha il merito di amare i propri personaggi – che non usa mai come pretesto per far ridere il pubblico ma sempre per mettere alla berlina pregiudizi e cliché. Dal sessismo di Prudence – che è convinta che se un uomo piange non è virile (come se il carattere dipendesse dal sesso e non dalla persona) – all’omofobia che accomuna la stessa e la dottoressa Wallace – che si stupisce che Bruce sia gay («Ma non è possibile non ha la erre moscia!», dice meravigliata a Bob quando le fa capire che lui e Bruce non dividono solo l’appartamento ma anche il letto), Terapia di gruppo mostra come i pregiudizi nascano dall’ignoranza e come la vita, presentandosi sempre diversa dai nostri luoghi comuni, possa contraddirli dimostrandone la fallacia.

Proprio grazie a questo felice mix di comicità e sana critica sociale, lo spettacolo (il cui titolo originale, Beyond Therapy, andrebbe tradotto letteralmente “oltre la terapia”) ha riscosso un successo ininterrotto fin dal suo debutto ed è ancora oggi rappresentato di frequente.

L’allestimento di Luca Milesi si distingue da altre produzioni per l’eleganza della regia – a cominciare dai cambi di scena. Sul palco, davanti a una struttura che riproduce degli scatoloni con impressa la scritta “fragile”, campeggiano – al centro – un tavolo e, a lati, una chaise longue e un secondo tavolino. Elementi polifunzionali, che Luca Marengo – nelle vesti del cameriere – trasforma, grazie a piccoli cambiamenti di volta in volta necessari, nella sala di un ristorante, nello studio dei due medici o nell’appartamento di Bruce. Il regista sfrutta in senso comico queste parentesi (sostenute a livello drammaturgico anche dagli splendidi pezzi jazz – scelti da Massimiliano Milesi per fungere da sipario sonoro), dando così modo alla svagata dottoressa Wallace di attardarsi in scena anche durante l’intermezzo e di andarsene “in ritardo” mentre Prudence, appena entra nell’appartamento di Bruce, commenta la somiglianza del ristorante con lo studio del suo psichiatra.

La regia di Milesi non calca mai sulle situazioni o sui personaggi, lasciando gli interpreti liberi di contribuire con la propria personalità alla credibilità del ruolo. Salvatore Lazzaro dà a Bruce una giusta dose di ingenuità e naiveté, che lo rendono insieme tenero e virile. Maria Concetta Liotta è una Prudence niente affatto “zitella”. E ancora, Alberto Buccolini sa far leva sul proprio charme per non rendere il Dottor Stuart troppo antipatico o maschilista. mentre Monica Guazzini è grandiosa nel rendere le svagatezze della dottoressa Wallace e Alberto Albertino è altrettanto bravo nell’interpretare Bob – senza farne il classico personaggio omosessuale effeminato e isterico. Infine, Luca Marengo è il cameriere “latitante” (che solo nell’ultima scena prende finalmente le ordinazioni, contribuendo al lieto fine).

Nel complesso, uno spettacolo da vedere, ben recitato e ben diretto, che intrattiene il pubblico riuscendo anche a sollevare dubbi.

Lo spettacolo continua:
Teatro Trastevere
via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
fino a domenica 3 aprile
orari: da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00 (chiuso il lunedì)

Terapia di gruppo
di Christopher Durang
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
regia di Luca Milesi
con Salvatore Lazzaro (Bruce), Maria Concetta Liotta (Prudence), Alberto Buccolini (Dottor Stuart Framingham), Monica Guazzini (Charlotte Wallace), Alberto Albertino (Bob) e Luca Marengo (Andrew)
scelte musicali Massimiliano Milesi
costumi e scenografia Roberta Papa e Camilla Di Biagio
assistente Olimpia de Angelis

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