Al Teatro Libero di Milano, la tragedia del conflitto mediorientale attraverso le reazioni di una famiglia palestinese e di un soldato israeliano.

Dramma, disperazione ma anche ironia: c’è tutto questo nello spettacolo Terra Santa di Mohamed Kacimi rappresentato al Teatro Libero per la regia di Corrado Accordino.

In breve: durante il conflitto israelo-palestinese una famiglia cerca di vivere una vita normale, sopportando i rumori delle bombe, le incursioni dei soldati e il dolore della morte. La situazione, però, si rivela troppo drammatica, costringendo i protagonisti a una sopravvivenza segnata dall’esasperazione.

I quattro componenti della famiglia si muovono su un palcoscenico che riproduce l’interno di una casa, con due stanze che comunicano attraverso un corridoio centrale e porte invisibili, rappresentate solo dagli stipiti. In una stanza sono posizionati un tavolo e la televisione, nell’altra una poltrona e un mobiletto. I costumi sono indumenti che dimostrano palesemente le condizioni di indigenza dei protagonisti – tuttavia, i buchi nelle mutande o nelle calze sanno trasformarsi in motivo di ironia.

Il disordine crescente della stanza – nel finale saranno a terra bicchieri, carte, sedie, e persino la televisione rotta – è il simbolo di una crescente sofferenza e dello squilibrio mentale causato dal terrore della guerra. Più cauto appare, invece, l’utilizzo delle luci che si limitano a illuminare debolmente i personaggi, a creare dei chiaroscuri tra le stanze e solo in rare ma significative occasioni conferiscono all’intera scena una tonalità di colore. Del resto, l’intermittenza delle luci è altresì il segnale di un bombardamento, in mancanza dei suoni fragorosi delle esplosioni che avrebbero reso lo spettacolo sicuramente più angoscioso e, forse, ancor più verosimile. Efficaci, invece, i rumori dei passaggi degli elicotteri.

Sarà proprio il bombardamento che colpisce la casa dei vicini il nodo drammaturgico che getterà la famiglia nella disperazione. Se, infatti, prima dell’evento i quattro componenti sembravano sopportare la quotidianità della guerra – parlando, ad esempio, di yogurt, tra una bomba e l’altra – dopo la morte dei conoscenti il dramma del conflitto si rivela in tutta la sua pienezza, facendo emergere un ventaglio di reazioni. Tra tutte, si distingue la follia del figlio che, segnato dalla paura e dalla morte, si rifugia nell’ideale della patria e si affida ciecamente alla religione («Dio è grande», ripete) fino al dramma finale, che dimostra quanto sia labile e fuorviante il confine tra eroismo e terrorismo.

Nella reazione del padre si concentra, al contrario, la vena ironica dello spettacolo, per quanto si tratti di un’ironia estremamente amara. Memorabile è il suo paragone tra la morte e i pistacchi per la loro semplicità, banalità e per il fatto che: «sai quando inizi ma non sai quando finisci».

Infine, da segnalare il personaggio del soldato: si infiltra più volte nella casa, minacciando la famiglia o semplicemente mostrando la propria silenziosa presenza come monito, per poi allontanarsi – simbolo di una guerra eterna, capace di rimanere nascosta tra le pieghe della quotidianità, per poi rivelarsi, all’improvviso, fragorosamente (come nei bombardamenti). Anche il soldato, all’apparenza uomo forte, inamovibile e dallo sguardo gelido, è, però, sconvolto dal conflitto e si lascia andare a raptus di follia.

Spettacolo crudo, cruento, a tratti straziante, nonostante l’ironia che stempera più volte la tensione. Un affresco di cosa significhi convivere con la guerra e morire, fisicamente o psicologicamente.

Lo spettacolo continua:
Teatro Libero
Via Savona, 10 – Milano
fino a domenica 14 ottobre
da lunedì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 16.00
 
Terra Santa
di Mohamed Kacimi
regia Corrado Accordino
con Alberto Astori, Michele Bottini, Francesco Meola, Silvia Pernarella, Claudia Negrin
traduzione Monica Capuani
scene e costumi Maria Chiara Vitali
luci Chiara Senesi
riprese video Lisa Cerri, Pietro Costantino
assistente alla regia Elena Redaelli
direttore di produzione Cristina Carlini
produzione Skenè Company Milano

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