The Dreamers

due-teatro-roma-80x80#Tessuto di Daniela Scarpari inaugura il DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro, che fino al 24 maggio andrà in scena al Teatro Due di Roma.

Otto spettacoli in concorso, due eventi off, lo speciale Il carcere è stato inventato per i poveri della compagnia Instabile Assai con i detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia. Sono questi i numeri con cui DOIT Festival si offre al pubblico romano.

Un progetto che si presenta di certo apprezzabile sia per la qualità della programmazione, comunque da verificare rispetto alla visione degli spettacoli e al gradimento del pubblico, che per la sua stessa ideazione. La direzione artistica, che Marco Lucchesi affida ancora una volta a due giovani donne, conferma, infatti, il solco al femminile segnato dal Teatro Due di Roma, dopo la felice e pluriennale esperienza di Sguardi S-velati a cura di Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano.

In questo caso, a raccogliere la sfida di dare voce alla nuova drammaturgia, con un cartellone costruito su compagnie giovani, ma di comprovato talento ed esperienza, sono Angela Telesca e Cecilia Bernabei, entrambe esordienti alla direzione artistica di un festival di rilevanza nazionale.

Il DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro si apre con il collettivo pisano Cascina Barà che, fin dal 2012, porta in scena, anche oltre i confini europei, complici le origini brasiliane della sua interprete, uno spettacolo «performativo», «basato sull’interazione fra recitazione, disegno dal vivo e musica live», esempio di «teatro sociale che indaga due ordini di conflitti contemporanei: l’esclusione dello straniero che trova la sua deriva nell’annientamento dell’individualità, e l’impossibilità di comprendere in pieno il punto di vista dell’altro all’interno di un rapporto intergenerazionale».

Proprio il rapporto tra madre e figlia, tra Teresinha e Mia, costituisce la base narrativa dell’allestimento. A completarlo, le diverse scenografie «guidate e animate … attraverso una tavoletta grafica» e l’accompagnamento di «brani preregistrati ed interventi acustici dal vivo di basso e chitarra». Una complessità di genesi e costruzione, cui fa da contraltare la semplicità della messa in scena, un monologo/soliloquio interiore che Daniela Scarpari, splendida e vibrante, volge direttamente al pubblico, cercandone e stimolandone l’empatia su «un viaggio in cui si è persa e ha scoperto se stessa».

Alcune soluzioni colpiscono per audacia e profondità, come la ricerca della «parola mancante» da parte di Mia. Una suggestione capace di evocare straordinarie intuizioni, da quella sul potere del nominare (l’in-capacità dell’essere umano di considerare esistente qualcosa privo di nome) a quella sulla costruzione dell’identità attraverso la scoperta di Mia del diario-patchwork della madre. Altre sembrano più incerte, come la realizzazione live della scenografia (durante la quale si alternano poetici picchi a evidenti incertezze stilistiche) e la scelta non sempre adeguatamente evocativa di sonorità e riferimenti testuali.

Nel complesso, un progetto di estremo interesse, che forse non ha ancora raggiunto la quadratura del cerchio, cui auguriamo, per le potenzialità mostrate, di avere le gambe lunghe per continuare il suo – e di Mia – fantastico sentiero spezzato.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Due Roma
teatro stabile d’essai
Vicolo dei due Macelli, 37

DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro
Direzione artistica Angela Telesca – Cecilia Bernabei
28 aprile – 24 maggio 2015
in collaborazione con L’Artigogolo, I edizione del concorso di drammaturgia contemporanea
a cura dell’Associazione Culturale ChiPiùNeArt

28-29 aprile
#TESSUTO
da un’idea di Daniela Scarpari
scritto da Alessandra De Luca
adattamento per il teatro e interprete Daniela Scarpari
regia visuale e tag-tool idea Fupete
produzione, composizione diario in tessuto e disegno dal vivo Alessio Trillini
composizione e musica dal vivo Lorenzo Declich (Lorf)
con la collaborazione di Erika Gabbani (Nasonero)
Vocalist Alessandra De Luca
Cascina Barà – Capannoli (PI)

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