Oggi come ieri, più di ieri

Al Teatro Filodrammatici si condensa in una sera tutta la generazione Beat statunitense, e non solo: da Kerouac a Ferlinghetti, da Ginsberg a Luigi Tenco in un’alternanza di racconti, letture e canzoni.

Chi non ha mai assistito a uno spettacolo di Giulio Casale, e si appresta a farlo per la prima volta, sa che sicuramente ascolterà delle canzoni, ma non può immaginare il modo in cui la cultura a stelle e strisce avvolgerà l’intera serata; sebbene, prestando attenzione ad alcuni dettagli – prima ancora di sedersi in sala – lo spettatore potrà cogliere degli indizi rivelatori: innanzi tutto, il titolo dello spettacolo – The Beat goes on – è in inglese. Inoltre, il significato ben preciso è già di per sé indicativo: la generazione Beat, i giovani “ribelli” degli anni Cinquanta e Sessanta, continua: non è finita.

A riportarla in vita è proprio l’ex leader degli Estra che sembra uscito direttamente dalle pagine di Kerouac per il modo di parlare e di raccontare. L’immedesimazione con poeti, autori e cantautori di quell’epoca è totale e con naturalezza si passa dalla lettura in lingua originale di brani tratti da On the road, alla declamazione dell’Antologia di Spoon River, alla bella interpretazione di Ciao amore di Tenco.

Tutto è collegato attraverso una sorta di stream of consciousness (flusso di coscienza) che accompagna il pubblico in un viaggio incredibile nel passato, dove spesso fa capolino Nanda: una donna giovane e intraprendente che viveva a stretto contatto con i membri di questa generazione straordinariamente creativa e controcorrente: è la figura mitica di Fernando Pivano – percepibile a ogni passaggio della performance e che sembra quasi seduta in platea ad ascoltare con aria benevola, scuotendo la testa in segno affermativo. Casale è bravo a suscitare nostalgia per un tempo che, in realtà, i più non hanno vissuto, ma solo fervidamente immaginato.

Il risultato è una serata vivace – dove spesso la figura dell’interprete-lettore supera quella del cantante per bravura e fantasia, dando vita a uno stile per niente stereotipato in cui l’intensità della narrazione e la convinzione messa in ogni singola parola stupiscono.

In poche parole, ci si accorge che quella generazione non si è davvero fermata e, quindi, l’unica cosa da dire rimane: lunga vita alla Beat!

Lo spettacolo continua:
Teatro Filodrammatici
via Filodrammatici, 1 – Milano
fino a sabato 9 aprile
orari: ore 20.45 (tranne mercoledì ore 19.30 e domenica ore 16.00)

The Beat goes on
di e con Giulio Casale
musiche eseguite dal vivo da Matteo Curallo
produzione Agidi

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