Sul palcoscenico dell’Elfo-Puccini va in scena uno tra i testi più arguti di Alan Bennett per la splendida regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.

Perdonate una piccola digressione personale. Sul finire degli anni 80 anch’io mi trovavo in quel di Cambridge a studiare e quei giorni, ormai davvero lontani, restano nei miei ricordi tinti di disquisizioni poetiche e filosofiche, folgoranti passioni, incontri inaspettati – ricordi quasi letterari che, se non avessi sperimentato in prima persona, sembrerebbero, persino a me stessa, racconti letterari piuttosto che vissuti reali.

Quanto mai destabilizzante, quindi, rivedere e rivedermi tra quei banchi – anche se in una classe al maschile – dove una generazione posteriore a Ricorda con rabbia (Look back in anger di John Osborne) e anteriore a quella che oggi scende per le strade di Londra e assalta il Parlamento per rivendicare il diritto allo studio e all’accesso universitario, sperava ancora di risolvere i mali del mondo mormorando poesie di Auden – mentre nelle strade i minatori scioperavano scontrandosi con la polizia e la Signora di ferro (Margaret Thatcher) cercava di smantellare totalmente lo stato sociale. Ken Loach docet.

Ma torniamo allo spettacolo in scena all’Elfo-Puccini.

Regia corale, precisione da orologiaio svizzero per i movimenti di scena, recitazione affiatata con interpreti che sanno cantare e possiedono una gestualità sicura e la padronanza dell’intera scala emozionale – dall’ironia scanzonata alla commozione sincera fino all’autocompiacimento edonistico e intellettuale. Giusto equilibrio tra commedia e dramma, neanche la minima sbavatura.

Se Ferdinando Bruni qualche mese fa temeva che The History Boys fosse una bella sfida perché è: «un testo molto legato alla cultura inglese», direi che la sfida è stata vinta. Nonostante i riferimenti poetici e letterali, l’universo musicale e le citazioni siano tutti d’Oltremanica, le passioni, i progetti, le paure e le ambizioni sono universali: appartengono a quell’età che confina con il mondo adulto ma che non vi appartiene totalmente e che può ancora credere di cambiarlo. Per questo, alla fine – Inghilterra o no – ci si riconosce un po’ tutti in quei ragazzi e a ognuno di loro rimanda qualche ricordo della nostra gioventù.

Lo spettacolo continua:
Elfo Puccini  – Sala Fassbinder

corso Buenos Aires 33 – Milano
fino a domenica 23 gennaio
orari: feriali ore 21.00 – domenica ore 16.00


The History Boys

di Alan Bennett
traduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose
regia Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Ida Marinelli, Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Germani, Andrea Macchi, Alessandro Rugnone e Vincenzo Zampa
luci di Nando Frigerio
produzione Teatridithalia
Prima nazionale

… e al cinema:

Il cinema di Alan Bennett
La Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Elfo Puccini, organizza allo spazio Oberdan – viale Vittorio Veneto 2 – un breve ciclo di proiezioni dedicate ai film sceneggiati da Alan Bennett.

The History Boys
giovedì 16 dicembre ore 18.00

La pazzia di re Giorgio

domenica 19 dicembre ore 18.00

Pranzo reale

sabato 18 dicembre ore 21.30 e domenica 26 dicembre ore 18.00

Prick Up. L’importanza di essere Joe

venerdì 17 dicembre ore 18.00 e lunedì 27 dicembre ore 18.00

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