L’oceano spinoziano e la femminilità delle sue onde

Lisbeth Gruwez porta in scena alle Fonderie Limone di Moncalieri la potenza fisica di dieci donne e del loro annullamento.

Torinodanza festival (11 settembre – 26 ottobre 2019) ospita alle Fonderie Limone di Moncalieri la coreografa belga Lisbeth Gruwez e la sua performance di caos libero e perfetto, un’immagine potente della diversità in sincrono e un inno al movimento.

Dieci performer si muovono e respirano in un’irrequietezza perpetua che pare rasentare la follia, ma che si rivela presto una sorta di stabilità nel movimento continuo, un equilibrio generato dalla vicinanza e dalla reciprocità dei corpi. Le donne si alzano e si agitano come onde, ben distinte le une dalle altre ma omogenee nei momenti di unità, movimenti di un unico corpo, espressioni finite dell’infinito per antonomasia, il mare. In questo mare si sciolgono le dieci individualità fino a creare un fluido magmatico e attraente, pur restando modi finiti di un’unica sostanza infinita (Spinoza).
Il mare è allora dentro, nello stato d’animo condiviso (e magistralmente mostrato dall’espressività delle interpreti) e nei suoni di Maarten Van Cauwenberghe, Elko Blijweert e Bjorn Eriksson, dove lo sciabordio si confonde in una metamorfosi incompleta con i palpiti di uno e dieci cuori.

La Gruwez sottolinea la specificità delle singolarità nella scelta delle ballerine e nella selezione dei costumi: riesce quindi a mettere in scena un inno alla diversità e un quadro esteticamente molto potente. Nessuna somiglia alle altre eppure risultano identiche, un incastro perfetto di tratti e colori, parti di eguale importanza nel funzionamento dell’intero.

Le accomunano i suoni, gli ansimi – anche se sconnessi -, gli spasmi che, per quanto riescano ad apparire casuali, legano una donna all’altra in una confusione magnetica di membra in movimento. Il movimento collettivo è infatti generato fin dall’inizio dal contatto – o dalla mancanza di quest’ultimo -, una continua tensione a esso o repulsione incontrollata, un legame comunque condizionante anche nell’assenza.

The Sea Within risulta quindi uno spettacolo forte, la messa in scena vibrante e intensa (e profondamente femminile nella sua visceralità e sensualità) di un messaggio chiaro – anche se vagamente ridondante.

Un rito estenuante di fusione e comunione che si conclude con una liberazione finale frenetica e quasi violenta, estremamente coinvolgente e, ancora una volta, incredibilmente armonica nella sfrenatezza del caos.

La coreografia è andata in scena all’interno di Torinodanza festival
Teatro Fonderie Limone

via Eduardo de Filippo, 10024 Moncalieri (To)
9 – 10 ottobre, ore 20.45

The Sea Within
creazione Lisbeth Gruwez
musica e sound design Maarten Van Cauwenberghe, Elko Blijweert, Bjorn Eriksson
performer Ariadna Gironès Mata, Charlotte Petersen, Cherish Menzo, Daniela Escarleth Romo Pozo, Francesca Chiodi Latini, Jennifer Dubreuil Houthemann, Natalia Pieczuro, Sarah Klenes, Sophia Mage, Chen-Wei Lee
drammaturgia Bart Meuleman
luci Harry Cole
scenografia Marie Szersnovicz

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