Il giardino dei ciliegi dell’Apartheid

All’interno della rassegna Tramedafrica, va in scena al Piccolo Teatro Grassi, The Syringa Tree (Il lillà). Albero che scandisce la vita, i ricordi e i sentimenti di due famiglie di Johannesburg unite e, allo stesso tempo, divise dalle aberranti leggi dell’Apartheid.

Quando gli attori sono già in scena all’ingresso degli spettatori, di solito è indizio che lo spettacolo al quale assisteremo sarà – quasi sicuramente – geniale, o per lo meno estremamente interessante.

Questa affermazione – che può apparire un’esagerazione – è quanto di più vero per il testo della scrittrice sudafricana Pamela Gien, tradotto da Maria Adele Palmeri, messo in scena e interpretato da Rita Maffei – che lo ha presentato per la prima volta nel marzo dell’anno scorso a Udine, e che ora lo porta in tournée in giro per l’Italia.

Uno spettacolo giustamente definito un tour de force da Lilian Ross (giornalista del New Yorker), dato che l’attrice che decide d’interpretarlo deve essere in grado di restare per quasi due ore da sola sul palco a interpretare ben 24 personaggi diversi – tra giovani, anziani, donne, uomini, bianchi e neri.

La storia è quella di una famiglia bianca che vive in un sobborgo di Johannesburg negli anni più duri dell’Apartheid. A raccontarci questa realtà politica e sociale è la piccola Lizzie (Elisabeth Grace), che vediamo crescere nel corso dello spettacolo, e che si affeziona a Moliseng, la figlia della sua cameriera e tata di colore (Salamina) – alla quale è legata quasi fosse una seconda madre.

Nonostante i suoi 6 anni, Lizzie è già una bambina matura, sveglia: ha sotto gli occhi, quotidianamente, le discriminazioni che i bianchi attuano nei confronti dei neri e le violenze e l’insofferenza che molti neri dimostrano senza riserve verso i bianchi. Sebbene bambina, Elisabeth deve fare i conti con una burocrazia soffocante che si esprime, ad esempio, nei pass (i permessi), disposizioni speciali che i neri devono avere per vivere o lavorare in zone bianche, e proprio per questo ha una grande responsabilità: tenere nascosta la piccola Moliseng affinché i vicini “malvagi” non la vedano, dato che è nata clandestinamente in una zona nella quale non ha il permesso di vivere insieme alla madre.

Il padre di Lizzie, Isaac Grace, è un dottore impegnato, a ogni ora del giorno, nell’ospedale dei neri appena fuori dalla città, ma nonostante la dedizione per il proprio lavoro, è messo in difficoltà costantemente e, spesso, persino in pericolo dalle leggi razziali; dal canto suo, la madre, nonostante la depressione, cerca di essere generosa e affettuosa nei confronti della “servitù” nera.

Insomma, ognuno a proprio modo, nella famiglia Grace, fa quanto possibile per superare le discriminazioni, i problemi, i divieti che sono imposti dal mondo esterno e che fanno parte della realtà brutale che impera fuori dalla loro porta di casa. Un’abitazione, quella dei Grace, che è, al contrario, luogo di fuga, sogno, gioco e incontro, simboleggiati dall’alberò di lillà, The Syringa Tree, appunto.

Ed è in questa casa che tornerà dopo molti anni Lizzie – diventata moglie e madre in un Paese lontano da quello d’origine – per ritrovare non più le lotte e le sommosse dei decenni passati, bensì uno Stato libero, che ha permesso al proprio popolo di eleggere liberamente un Governo democratico con a capo Mandela. Ma il prezzo per questa “libertà” è molto alto: Lizzie ricorderà infatti le persone a lei care, che hanno dovuto pagare con la vita, o con la vergogna, i conflitti del passato e la democrazia del presente.

Uno spettacolo che regala emozioni forti: sa far ridere, commuovere, e stupire grazie alla bravura di un’attrice che ha alle spalle una formazione davvero notevole e che, proprio per questo, affascina il pubblico con la sua bravura vocale, mimica e gestuale, rendendo vivi – ai nostri occhi e alle nostre orecchie – i tanti personaggi che interpreta da sola in oltre un’ora e mezzo di spettacolo.

Una performance da consigliarsi sia a chi vuole approfondire un discorso come quello dell’Apartheid attraverso un punto di vista personalissimo e originale, sia a chi – meno interessato a questioni politiche – vuole godersi semplicemente un spettacolo bello ed emozionante, che valorizza il lavoro attoriale. Non a caso, a Rita Maffei bastano uno sfondo colorato e un’altalena per regalare molte più emozioni di tanti mega-show pubblicizzati. A sottolinearne il valore, anche l’onorificenza della medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica e la vittoria del Premio Franco Enriquez 2010 per la protagonista.

Lo spettacolo continua:
Tramedafrica – XI Festival Tramedautore
Piccolo Teatro Grassi
via Rovello, 1 – Milano
sabato 24 e domenica 25 settembre, ore 21.00

The Syringa Tree (Il lillà)
testo Pamela Gien
traduzione Maria Adele Palmeri
regia Larry Moss e Rita Maffei
con Rita Maffei
luci Stefano Mazzanti
scene Luigina Tusini
costumi Cristina Moret
produzione CSS Teatro stabile di innovazione FVG

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