La voce della redenzione attraverso i secoli

L’Istituzione Universitaria dei Concerti propone al pubblico dell’Aula Magna una straordinaria serata con protagonisti i membri di uno dei più acclamati collettivi di musica vocale del mondo, in un’esperienza indimenticabile di canto polifonico.

Per secoli la storia della musica classica occidentale ha coinciso con la tradizione liturgica cristiana, dal canto gregoriano comprendendo la musica barocca, almeno fino al Settecento e alla rivoluzione di immaginario della quale Mozart è stato il maggiore artefice. Le formule codificate nelle messe e in occasione delle celebrazioni religiose, sia che fossero riservate ai cantori istituzionali del Papa sia che fossero rivolte al pubblico dei fedeli, hanno rappresentato il solco nel quale la musica è cresciuta e si è evoluta nel corso di diversi secoli; questo vale in particolar modo per la musica vocale, ovvero la musica a cappella che accompagnava le fasi del culto cristiano come strumento privilegiato di comunicazione tra l’anima dei fedeli e la dimensione trascendente dell’assoluto e del divino. Dal canto gregoriano alla polifonia, passando per le intricate vicende della controriforma, la sperimentazione musicale vocale, nella diversità delle innumerevoli opere che l’hanno definita, costituisce uno dei patrimoni più significativi della nostra millenaria cultura e nella nostra epoca, a seguito della secolarizzazione moderna, la musica vocale religiosa ha varcato i confini dell’ambiente liturgico, ovvero della chiesa e della schola cantorum. Oggi sono molte le proposte di riscoperta di questa tradizione musicale, senza la quale probabilmente non esisterebbe la musica così come la concepiamo negli ultimi secoli.

Tra i collettivi che in misura maggiore hanno contribuito alla riscoperta e alla diffusione della tradizione vocale, spicca il nome dei The Tallis Scholars, diretti da Peter Phillips e riconosciuti a livello internazionale per il loro talento e le loro straordinarie capacità. Già ospiti presso l’Aula Magna della Sapienza di Roma nel 2014, i Tallis Scholars sono tornati per l’attuale stagione concertistica, offrendo a una sala al completo un’esibizione unica, straordinaria per la complessità della proposta; oltre alla meraviglia dell’esecuzione vocale, capace di sollevare l’anima ad altezze vertiginose, ad affascinare il pubblico è anche il tipo di brani proposti: un programma che naviga attraverso i secoli, mettendo a confronto uno dei padri della musica tonale e della polifonia vocale come Giovanni Pierluigi da Palestrina (Virgo prudentissima) con le evoluzioni rinascimentali e barocche di Claudio Monteverdi e Carlo Gesualdo da Venosa; al centro del concerto si pone l’esecuzione eccezionale del Miserere di Gregorio Allegri, opera celebre per la travagliata vicenda storica, rimasta sepolta nella segretezza perché fino al XIX secolo ad uso esclusivo dei cantori della Cappella Sistina. Il Miserere di Allegri non possiede una trascrizione ufficiale, e questo ha fatto sì che i vari interpreti, in epoca moderna, abbiano contribuito a costruirla con elementi di improvvisazione ed abbellimenti che sono stati tramandati nel corso dei secoli.

A questo Miserere della metà del Seicento si sono affiancate due opere contemporanee, il Miserere di Alexander Campkin, in prima esecuzione italiana, e le Lamentations di Nico Muhly; l’accostamento non stride affatto, anzi dalla voce degli interpreti emerge tanto la profonda diversità ma soprattutto il mantenimento della specificità spirituale che il canto a cappella continua ad avere anche nel nostro presente; la rinascita di interesse nei confronti di questa modalità di composizione è testimoniata proprio da questa nuova scuola di compositori che fanno capo ad Arvo Part, capaci di tornare proprio al senso autentico e originario della musica come invocazione a Dio.
Le complesse architetture vocali costruite da Claudio Monteverdi, tanto nella Messa a quattro voci da cappella, quanto negli altri brani proposti, dimostrano proprio questo: mettono in scena l’inappagato e sofferto viaggio dell’uomo nel dubbio e nella ricerca di redenzione, la stessa redenzione che Gesualdo, di contro alle norme imposte dal Concilio di Trento che dettavano rigore ed austerità, cercava dopo aver assassinato sua moglie e il suo amante. I Tallis Scholars ci hanno dimostrato come sia il canto l’unica possibilità dell’uomo di mettersi in comunicazione con l’aldilà, avvicinandosi ad esso asintoticamente, di qui il suo slancio ma anche la sua eterna commiserazione.

Lo spettacolo è andato in scena:
Aula Magna Università Sapienza di Roma
P.le Aldo Moro, 5 – Roma
martedì 31 gennaio, ore 20.30

Istituzione Universitaria Concerti presenta
The Tallis Scholars
opere di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Claudio Motneverdi, Gregorio Allegri, Alexander Campkin, Nico Muhly, Carlo Gesualdo da Venosa
direttore Peter Phillips
soprani Amy Haworth, Emily Atkinson, Charlotte Ashley, Gwen Martin
contralti Caroline Trevor, Alex Chance
tenori Simon Wall, Ben Alden
bassi Tim Whiteley, Robert Macdonald

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