Poetico naufragio nella banalità

Al Mattatoio, per il Romaeuropa, è andato in scena il debole The Valley (an apocalypse) firmato da Eric Sleichim e Hans Op de Beeck.

La solitudine, la ricerca del conforto, la scoperta di qualcuno con cui condividere e dare senso a una storia che un senso non ce l’ha. La nascita di una bambina, dunque la famiglia, che diventa l’ennesimo disperato tentativo dell’essere umano di emergere dall’abisso della propria esistenza e spezzare il ciclico e spietato reiterare di vita e morte.

È questa l’apocalisse immaginata da Hans Op de Beeck, artista visuale ormai sempre più prestato all’arte performativa, che per lo spettacolo in scena in prima nazionale al Romaeuropa ritaglia uno scorcio crudo e terribile di un’ecologia antropologica priva di alcuna connotazione temporale.

Il protagonista è un narratore onnisciente, ma ciò che sta descrivendo con distacco e senza preventiva consapevolezza è qualcosa che ritorna a essere esperito dal vivo, più che essere già accaduto. Il monologo declamato seduto e quasi interamente a occhi chiusi di Dirk Roofthooft occupa lo spazio in maniera emotivamente sontuosa, un’autentica performance di nervi, per restituire gli alterni umori di un uomo drammaticamente solo e incapace di dare direzione a una vita che, semplicemente e tragicamente, gli sta accadendo senza che lui possa realmente decidere da che parte – e soprattutto verso dove – andare.

Prima guidato da un eremita in una valle dove non c’è la luce del giorno e il livello dell’acqua cresce annunciando la catastrofe a venire, poi gestito dalla relazione erotica con Jara, unica sopravvissuta della comunità che profuma di miele e giglio, l’uomo appare sempre in bilico tra ciò che trova quasi per puro caso e ciò che inevitabilmente perderà, dal percorso per la valle all’amore della sua vita.

La narrazione è densa e dettagliata, a tratti stucchevole nella sua perenne ansia di una prosa lirica, è un flusso di coscienza dell’orrore che dosa matematicamente Eros e Thanatos. L’ambientazione gronda malinconia e pensieri, emozioni e sentimenti, detto e intuito. La scenografia è irreale nella sua duplicità, un semicerchio all’interno del quale i musicisti e gli strumenti sono posti in maniera simmetrica rispetto all’ideale asse rappresentato dal protagonista. Intramezzato dalle melodie del compositore Eric Sleichim, la musica si fa armonia di sassofoni, bicchieri di vino strofinati, gong e  ciotole tibetane, impreziosita dal canto dal vivo del soprano Lore Binon («una donna misteriosa, forse il suo angelo custode oppure la sua figlia perduta»).

Op de Beeck plasma così un immaginario notturno e oscuro che, come la valle e la scena, si compone di momenti paradossalmente intrisi di silenzio, di azioni statiche, di un caos calmo che procede inesorabilmente verso la tempesta del nulla che incombe.

Il racconto, la musica, il contesto metafisico delineano i contorni di un allestimento sulla fragilità umana incastonato nel lungo e descrittivo monologo sulla vita di un individuo e della bizzarra comunità (composta dalla sola Jara e dal fantasma del primo figlio di lei) che lo accoglie, tuttavia sono diverse le sfumature di grigio del progetto.

Per la sua estrema e trasparente linearità, la smaccata piegatura di un testo carico di pathos e carente di logos, la barocca forzatura della presenza di un ambiguo personaggio le cui spalle sono cinte da ali finte e la didascalica ideazione di Mirthe (la figlia illetterata e giocosa, cresciuta senza parola ma in grado di enumerare cifre inverosimili e di annunciare l’avvento dell’apocalisse nominando il numero della Bestia – 666 – e iniziando a contare alla rovescia ), The Valley si riduce al flusso inarrestabile di un povero uomo all’estremo tentativo di trasfigurare l’horror vacui di una vita priva di senso, della quale non resta che l’escamotage di raccontarla.

Davvero troppa fatica per restituire troppo poco.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Romaeuropa Festival
Mattatoio – Teatro 1

Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
26 – 27 Settembre 2019
Prima nazionale

The Valley (an apocalypse)
in lingua con sottotitoli in italiano
ideazione Eric Sleichim e Hans Op de Beeck
composizione e direzione musicale Eric Sleichim
testo, regia, scena, scenografia e costumi Hans Op de Beeck
drammaturgia Tobias Kokkelmans
consulenza Artistica Alex Mallems
lighting design Peter Quasters
voce Lore Binon
con Dirk Roofthooft
ensemble BL!NDMAN
sassofonisti Raf Minten, Koen Maas, Piet Rebel, Pieter Pellens
prodotto da Muziektheater Transparant
coproduzione con deSingel, Zeeland Nazomerfestival, BL!NDMAN, TANDEM scène nationale and Romaeuropa Festival
con il supporto di Tax shelter of the Belgian Federal Government

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