I casi della vita

funaro-pistoiaCuocolo/Bosetti tornano al Funaro di Pistoia con un mese di residenza artistica inaugurato nei giorni scorsi con The Walk, passeggiata meditativa sui luoghi che attraversiamo e i pensieri che vi abitano.

The Walk è una camminata. Un setting inusuale (anche se variamente esplorato dalla Compagnia in diversi spettacoli), che rende l’esperienza insieme immersiva e attiva. Del camminare non solo si parla, ma lo si fa.
Seguendo la linea di ricerca che caratterizza il lavoro dell’IRAA Theatre – in cui arte e vita, autobiografia ed elaborazione teatrale si sovrappongono – i pochi partecipanti si trovano a ripercorrere, insieme a Roberta Bosetti, il tragitto seguito da un caro amico che, uscito per camminare, è morto all’improvviso senza tornare più a casa (mentre si insinua nella mente degli spett/attori un dubbio sottile: perché mai non dovrebbe capitare anche a noi?).

La voce dell’attrice, in cuffia, arriva a ciascun partecipante attraverso delle radiotrasmittenti. Mentre parla, Bosetti guida, talvolta guarda e interpella perfino i suoi compagni di cammino, dando vita a una inquieta e controversa riflessione estetico-esistenziale.

Quando la vecchia signora sceglie di arrivare all’improvviso, è probabile che ci si scopra a pensare le stese cose che Roberta Bosetti racconta durante The Walk. I temi sono facilmente condivisibili: l’assenza; il ricordo della voce, che si perde come i sogni al mattino; gli oggetti che aspettano in una casa in disordine, così com’erano stati lasciati, e che raccontano del grande vuoto.

Roberta parla, come fossimo sole, a tu per tu, quasi fossimo amiche. Parla del desiderio di dialogare con chi non c’è per ottenere risposta; parla del desiderio di raccontare di chi non c’è a qualcuno che ascolti davvero. Perché avrebbe senso urlare il proprio dolore, la propria costernazione, dare sfogo al pianto in solitudine, senza nessuno con cui condividerlo, senza nessuno che provi una sincera compassione ed empatia, senza nessuno che capisca?

Alla fine del percorso, la domanda che il pubblico si pone, insieme all’attrice, è cosa mai differenzi l’arte dall’esibizionismo, dal fuori luogo, o dall’osceno (in senso etimologico, di ciò che non deve e non può essere portato in scena)? Che cosa caratterizza una comunicazione che sia anche comunione? Se la morte è verità, parlarne è arte necessaria? Ma in che modo?

Oltre a ciò, di The Walk colpisce soprattutto l’immagine finale, splendida metafora visiva di un grande desiderio. La morte che si abbatte improvvisa è un discorso interrotto, non ha conclusione. Non c’è un giusto tempo, non c’è un’uscita di scena come in teatro. Resta solo l’assenza, senza motivo o spiegazione (che non sia strettamente clinica). Si muore perché capita. È la vita: finisce, ma non c’è finale.

Mentre i compagni di camminata attendono, Bosetti si avvicina, all’inizio; e si separa dal gruppo, in conclusione di performance. Ecco l’immagine fantastica della morte: un progressivo allontanamento verso l’orizzonte, in cui la figura pian piano rimpicciolisce sino a scomparire, mentre la voce si affievolisce sempre più finché il segnale arriva talmente debole che non si sente più niente. Magnifico finale. La sparizione di Bosetti è un’immagine potente, insieme poetica ed evocativa.

Disobbedendo agli ordini, abbiamo continuato a guardarla fino alla fine.

Lo spettacolo è andato in scena:
Il Funaro Centro Culturale

via del Funaro, 16/18 – Pistoia
giovedi 4, venerdì 5 e sabato 6 febbraio, ore 21.00

The Walk
di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti
con Roberta Bosetti
regia Renato Cuocolo

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