Una promessa non mantenuta

Sbarca – e sbanca – al Teatro del Giglio di Lucca The Wall – Live orchestra nella maestosa- ma non riuscita – versione della compagnia RockOpera.

Serata delle grandi occasioni per il concerto prodotto da Metropolis, Rockopera, BCManagement e Leg, in collaborazione con Teatro del Giglio e Fondazione Banca del Monte, a cui il pubblico ha risposto positivamente in termini sia numerici (con platea e palchi occupati in ogni ordine di posto) sia di partecipazione attiva.
Partorito dalla mente di Roger Waters in un momento di particolare crisi nei confronti delle esibizioni live come concept album (il rock che si racconta alla ricerca della purificazione di e da se stesso) e registrato dai Pink Floyd in doppio cd presso i mitici Abbey Road Studios di Londra, The Wall – di cui ricordiamo anche il memorabile tour del 1979 e lo splendido lungometraggio che il regista Alan Parker presentò a Cannes nel 1982 – possiede tutti i crismi per essere definita un’opera rock, soprattutto per la sorprendente e convincente fusione di elementi leggeri e classici. L’idea di esprimere The Wall con le sue inconfondibili sonorità musicale (che, con lieve forzatura, la musica colta definirebbe tema, ovvero struttura melodica minima che si sviluppa nel corso di un brano, e quella leggera chiamerebbe riff) attraverso strumenti elettrici e d’orchestra non è inedita; già Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright (il tastierista che ruppe con i compagni proprio per contrasti sorti durante le registrazioni) avevano scelto di farsi accompagnare da organi, clarinetti, mandolini e affini. Da questo punto di vista,The Wall – Live Orchestra rientra, dunque, di diritto e per concetto nella cifra stilistica di RockOpera e – idealmente – a perfezione nelle corde di questa cover band, tra le più apprezzate dei Pink Floyd.

Tuttavia, ai nobili intenti (non interpretativi) non ha fatto seguito l’annunciato, ovvero “molto più di un tribute show … un concerto spettacolo in cui musica live, luci, live video e grafica 3D si fondono in una miscela originalissima e di grande effetto”, nonostante l’atmosfera calda del pubblico, sempre disponibile a sostenere il sound con il ritmo dei propri applausi.

La serata, che – trattandosi di un tributo – ci si aspettava ovviamente priva di particolare originalità, ha di fatto mancato il bersaglio nei confronti dell’opera cui si ispirava. Certamente, l’idea di una festa in musica ha determinato (fin da concepimento) l’assenza del paradossale straniamento emotivo caratteristico della band inglese. The Wall, infatti, è una particolarissima composizione artisticamente monumentale che contiene molteplici potenzialità di rappresentazione, anche capaci di andare oltre il semplice messaggio musicale (pur rivoluzionario per i tempi e ancora oggi innovativo). Un esempio di questa ambiguità artistica è la facile”lettura in chiave drammaturgica: oltre l’esempio classico di The trial (il processo a Pink con la condanna a uscire dal muro ed essere “consegnato ai suoi simili”) che rappresenterebbe quanto avviene nella psiche del protagonista, l’intera costruzione del live (con la presenza della cosiddetta Surrogate Band, la proiezione dei cartoon di Gerald Scarfe, la costruzione e successiva demolizione del muro) può a tutti gli effetti essere assimilata a una drammatica e mastodontica messa in scena teatrale.

Purtroppo, a caratterizzare la serata lucchese sono state note dolenti: un’esecuzione tecnicamente precisa – a tratti anche pregevole – ma pedissequa e lacunosa in termini di personalità sonora, un’organizzazione inadeguata degli spazi scenografici per la non felice scelta di porre gli strumenti rock in primo piano rispetto a quelli classici (opzione – ipotizziamo – forzata dalla location forse non ideale per i circa 70 artisti presenti sul palco) e una vistosa debolezza dal punto di vista coreografico (troppo passivo il pur tecnicamente ottimo Giacomo Dell’Immagine alla chitarra, cui faceva da contraltare – con qualche eccesso esibizionistico, soprattutto in relazione alla generale staticità degli altri protagonisti – il plateale Stefano Pardini al canto).
Alcuni pezzi dalle sonorità particolarmente intime, come Hey you e Comfortably Numb, hanno finito per scontare discutibili scelte vocali (con le voci femminili di Alessia Ferrari, Samuela Salani e Manuela Bollani – quest’ultima forse sottoutilizzata, vista la buona performance nel finale – che hanno mostrato maggiore solidità rispetto ai comunque più appariscenti Fabrizio Checcacci, Saverio Guerrini, Matteo Giusti, Stefano Pardini e Lauro Bernardoni, la cui esecuzione in Comfortably Numb è stata probabilmente inficiata da un momentaneo problema tecnico). Mentre sono, complessivamente, da promuovere la parte ritmica di Stefano Bellandi (batteria, pur con qualche perplessità) e Christophe Vallet (basso) e, soprattutto, la proiezione della regia in diretta di Emiliano Galigani su uno schermo circolare, un espediente (anche questo non inedito) che è risultato effettivamente in grado di aggiungere “emotività e avvicinare gli spettatori alle performance dei musicisti e degli interpreti”.

Tralasciate l’anima cupa e visionaria dei Pink Floyd e la spettacolarità dell’esibizione a favore di un fiume di note malauguratamente prive di atmosfera e corposità, perse la potenza e la ricchezza degli arrangiamenti originali per il poco feeling tra band e orchestra sinfonica (comunque ben diretta da Simone Giusti), l’evento ha – sostanzialmente – vissuto di rendita dal capolavoro autentico, non riuscendo, tuttavia, a sfruttarne l’enorme potenziale artistico e culturale e lasciando quell’amaro in bocca, retrogusto tipico delle occasioni mancate.

Il concerto è andato in scena
Teatro del Giglio
piazza del Giglio, 13/15 – Lucca

The Wall – Live Orchestra
Simone Giusti – Producer and Conductor
Emiliano Galigani – Producer and Director
Massimiliano Salani – Band conduction and keys
Stefano Bellandi – Drums
Christophe Vallet – Bass
Giacomo Dell’Immagine – Guitars
Giampiero Morici – Guitars
Gabriele Landucci – Keys
Mara Mazzei – Stage direction
Fabrizio Bertolucci – Choir coach
Alessia Ferrari – Singer, Choir coach
Fabrizio Checcacci – Singer
Saverio Guerrini – Singer
Samuela Salani – Singer
Matteo Giusti – Singer
Lauro Bernardoni – Singer
Manuela Bollani – Singer
Stefano Pardini – Singer

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