Chi vuole spegnere la luce?

litta-teatro-milanoPer il Danae Festival, una brillante performance ideata e scritta da David Weber-Krebs si è fermata, durante il suo tour mondiale, al Teatro Litta di Milano.

Nella piccola sala Cavallerizza del teatro Litta, con le sue travi a vista e i mattoni non intonacati, David Weber-Krebs accoglie lo spettatore tranquillamente seduto e circondato da una bellissima installazione fatta di lampadine a incandescenza pendenti dal soffitto.
In questa calda e informale atmosfera, comincia a raccontare in inglese sovra-titolato la storia di un fatto vero che si fa fatica a credere per l’eco che esso ebbe in Germania, ovvero l’iniziativa del giornale Bild Zeitung di far spegnere a tutti le luci per cinque minuti, la sera dell’otto dicembre 2007.
Capiamo subito che il tema trattato sarà quello del buio e della sua condivisione. Attraverso il suo racconto, l’attore prepara alla seconda parte dell’evento, convincere che, facendo qualcosa di piccolo come individui, si possa ottenere qualcosa di grande come comunità. L’inizio della serata si tinge allora d’idealismo e fiducia.
Svestiti i panni – egregiamente indossati – dello storyteller, Webber-Kerbs diventa moderatore delicato e disponibile che spiega, come fosse un gioco a un gruppo di amici, la seconda parte dell’evento, ovvero la performance vera a propria.

Lo scopo sarebbe di fare e mantenere il buio, comandando le luci pendenti da un pulsante posto sotto ogni sedia ogni spettatore.
Nulla di più semplice, si potrebbe pensare, ma ottenere che tutte le lampadine restino contemporaneamente spente si rivelerà quasi impossibile.
Il pubblico viene, fin dall’inizio dello spettacolo, invitato a essere comunità. Sulle sedie con le luci accese, ci si osserva a vicenda prendere posto, ci sorride, ci si aiuta a capire meglio le fasi dello spettacolo, mentre, finita la spiegazione, anche il performer prenderà posto e parte, con il proprio pulsante, della comunità creata.
Nella lunga storia delle arti performative l’idea di dare allo spettatore il potere d’agire concretamente nello spettacolo, influenzandolo, è spesso stata centrale. In questa prova, Webber-Kerbs riesce in modo efficace e interessante a rendere ogni membro del pubblico egualmente attore, senza mai perdere il controllo della situazione. L’azione che ognuno può compiere è semplice, la sua libertà di agire assicurata dall’anonimato, solo il proprietario del pulsante sa quale luce controllare.

Le dinamiche attraverso le quali viene consegnato potere creativo a tutti gli spettatori sono svariate, imprevedibili e cambiano man mano che gli stessi prendono confidenza con lo strumento loro assegnato (il pulsante). In uno sforzo di onestà e coerenza con la propria idea di libertà performativa, Webber-Kerbs non dà regole aggiuntive per limitare l’intervento degli spettatori, ma osserva silenzioso, lasciando che Tonight, lights out! segua il proprio imprevidibile corso.
Ognuno, cercando il proprio ruolo, presto non si accontenterà più di poter semplicemente accendere o spegnere la propria luce, ma cercherà di influenzare le altre con commenti, rimproveri, vere e proprie azioni, fino al sentirsi autorizzato ad alzarsi e andarsene quando più preferisce.

L’esperimento è interessante. Se lo scopo fosse stato solo quello di vedere cosa si crea rendendo gli spettatori attori concreti dello spettacolo e come una comunità di sconosciuti interagisca in un contesto performativo, allora questa sarebbe pienamente riuscita. Non si può ignorare, però, come nella costruzione iniziale dell’atmosfera venga instillato nello spettatore il desiderio del buio, come lo spegnere tutte le luci venisse posto come scopo dello spettacolo.

Con le lampadine accese a lanciare un monito di frustrazione, il clima di comunità e fiducia, trovato il proprio apice alla fine della prima parte della rappresentazione e dissoltosi con il passare del tempo, tende così al desiderio di trovare il colpevole per il fallimento dell’esperimento, lasciando affiorare il dubbio su quale fosse il vero destino di questa performance strutturalmente irripetibile.

Lo spettacolo è andato in scena al
Teatro Litta

Corso Magenta 24, Milano
6 novembre 2015, ore 19.30.

Danae Festival presenta
Tonight, lights out!
idea, testo e performance di David Weber-Krebs
ricerca e assistenza di Marie Urban
produzione di Infinite Endings
suono di Coordt Linke
installazione di Hans Westendorp

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