Pensieri laterali e parole palesi: vuoti metaforici

Nuove drammaturgie in cerca di definizione al Teatro dell’Orologio di Roma in una “rassegna-percorso contro l’anarchia”

Sono molti gli spettacoli che in questa stagione cercano di risalire a un uso differente, o quanto meno alternativo, della parola sulla scena. Il cosiddetto “verbo scenico”, destrutturato, smontato, frammentato e analizzato, viene restituito al teatro sotto altra forma, con altre vesti e soprattutto con altre finalità: da filo-trama delle storie raccontate la parola diventa contorno della scena, scoperta di se stessa alla ricerca di una nuova oralità, personaggio a sé stante straniato nella riproduzione seriale; ripetuta, riprodotta, sussurrata o gridata, la parola viene posta al centro di un percorso i cui diversi punti di arrivo sono i differenti spettacoli che approdano allo sguardo del pubblico. Anche il Laboratorio Permanente si muove in questa direzione, usando il testo come un torrente in piena in grado di travolgere e portare con sé qualunque elemento accessorio la messa in scena. Il terzo spettacolo in cartellone per la rassegna Drammaturgie Corsare è infatti un lungo percorso in cui la parola è protagonista assoluta: al testo è affidato il compito, affatto semplice, di riempire una scena quasi vuota, concentrata in un solo punto e resa fissa e immodificabile dal totale immobilismo degli attori. Maurizio Muzzi e Maria Grazia Fiore sono “cuciti” insieme in una tutina bambinesca da cui escono due piedi, due mani e due teste, pensanti e parlanti. Sono loro stessi il Totem Ba del titolo, due individualità fuse in un corpo solo, un corpo sacrale nella sua unicità. Questo mostro-che-si-mostra si interroga in un lungo monologo dialogato su temi quali l’esistenza e la sopravvivenza, la normalità e la diversità, abbracciando tutte le tematiche inerenti l’emarginazione e i modi per uscirne. In un ciclico crescendo scandito dagli ingressi di un’algida infermiera (Simona Baldeschi) il racconto implode in un grido di aiuto che non riesce ad arrivare al pubblico inerme, fermo nell’attesa di uno straniamento o sconvolgimento che fosse all’altezza del forte simbolismo suggerito dalla scena.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro dell’Orologio – Sala Orfeo
via dei Filippini, 17/a – Roma
fino a giovedì 19 gennaio
orari: da martedì a giovedì ore 21.00

Il Laboratorio Permanente presenta
Totem Ba
di Michelangelo Ricci
regia Michelangelo Ricci
con Maurizio Muzzi, Maria Grazia Fiore, Simona Baldeschi

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