Paura e delirio al Poggiolino

Anche quest’anno si è svolta al Poggiolino, il cuore di Anghiari, la rassegna Tovaglia a Quadri: una cena-festa-spettacolo dove la comunità si ritrova e si confronta con un nuovo anno di problemi, malumori e domande.

Per il terzo anno assistiamo a questo rito collettivo, dove il piacere della tavola (in questo caso un’ottima cena tradizionale) e della buona compagnia si mescolano con uno spettacolo che restituisce il polso della situazione attuale, o di come la vivono le genti di Anghiari. Un antefatto prima del pinzimonio e il resto dello spettacolo fra una portata e l’altra, scandiscono una serata piacevole e allegra, con un tocco di malinconia giusto sul dolce. Il tema dell’anno è la transumanza, presa a pretesto per parlare delle strade della Val Tiberina, infrastruttura fondamentale in un territorio così vasto e fuori-rotta, con una lunga storia e molti problemi.
I problemi sono così tanti che sembra impossibile concentrarsi su uno alla volta, e quelli che nelle due edizioni passate erano spettacoli confezionati come tali, con trame da seguire e temi da sviluppare, escono quest’anno come una stand-up comedy, dove i personaggi lasciano il posto agli interpreti, i dialoghi alle spiegazioni o alle tirate satiriche. E insieme all’aspetto più teatrale si perde un po’ di immedesimazione, e forse anche un po’ di magia.
Il cuore e il valore dell’iniziativa restano però altrove: il coinvolgimento della gente, del posto e non, nelle vicende pubbliche della valle; l’opportunità di ritrovarsi davanti a un piatto per discutere con uno sconosciuto e sentire una volta tanto il punto di vista reale, di una persona reale, senza il filtro e la distanza di uno schermo.
Le radici nel territorio sono profonde e si sente, dai prodotti tipici alla lingua, e una chiave di lettura dello spettacolo potrebbe essere l’avvicinarsi a un territorio sconosciuto: con qualche aiuto dai commensali anche chi viene da lontano può facilmente sbrogliare il dialetto toscano, irruvidito nella sua forma locale, mangiare qualche autentico piatto della domenica, e avere così un quadro particolarmente vivace e veritiero del presente della vallata, e soprattutto del tipico spirito con cui i suoi abitanti affrontano questo complicato presente.
Un ritratto curiosamente fedele di una collettività tutta speciale, di un angolo di Toscana fuori dalle solite rotte, e un po’ anche dalle righe.

Lo spettacolo è andato in scena:
Piazza del Poggiolino
Anghiari (AR)

11 agosto 2019

Tovaglia a quadri 2019
Via Dotta

una storia di
ANDREA MERENDELLI e PAOLO PENNACCHINI
assistenza tecnica
STEFAN SCHWEITZER
oggetti di scena e costumi
ARMIDA KIM
appunti musicali ricomposti da
MARIO GUIDUCCI
regia
ANDREA MERENDELLI

LA GENTE DEL POGGIOLINO
Katia, titolare Osteria del Poggiolino: Katia Talozzi
Federica, detta Kiki, cameriera: Federica Botta
Rifugio ‘‘Animali come Noi’’: Stefania Bolletti
Marta, Donna alla finestra con gatto: Marta Severi
Ada, Donna alla finestra: Ada Acquisti
Maris, Madre di Attila: Maris Zanchi
Fabrizio, detto il Transenna, volontario Protezione Civile: Fabrizio Mariotti
Sergio, Maitre transumante: Sergio Fiorini
Mario, ex perito ANAS: Mario Guiducci
Biozzo, pastore: Alessandro Severi
Attila, motocrossista: Rossano Ghignoni
Pierluigi, Promoter Food & Tourism: Pierluigi Domini
Stradino, erede di Caponero: Ermindo Santi
Gabriele, cercatore di reperti: Gabriele Meoni
Andrea, veterinario: Andrea Finzi
Pietro detto Baffo, camionista trasporto animali: Pietro Romanelli

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