Palazzo Fondi e Palazzo Reale sono le prime location della nostra corrispondenza dal Napoli Teatro Festival Italia.

Organizzatosi con scrupolo rispetto alle ordinanze locali e nazionali in materia di distanziamento e prevenzione, il Napoli Teatro Festival Italia apre le proprie porte alla cittadinanza con un vasto programma di attività non solo performative, ma anche di riflessione sul presente e sul futuro dell’arte, al quale si andrà ad aggiungere da settembre l’attesa sezione dedicata agli ospiti internazionali.

Un impegno doveroso, ma affatto scontato, quello assunto da Ruggero Cappuccio che, già ammirato in Segreti d’autore, sta confermando di essere tra i più lungimiranti e coerenti organizzatori italiani di eventi culturali. Lo testimoniano tanto lo spazio dato alle maestranze (con la lettura di un comunicato da parte di lavoratori dello spettacolo al termine de Il prestito), quanto la scelta di una politica estremamente popolare sui prezzi volta a facilitare il riappropriarsi di spazi che per mesi sono rimasti preclusi a causa della pandemia e a valorizzare i finanziamenti pubblici ricevuti senza compromettere il giusto riconoscimento dovuto a compagnie e artisti.

Il prestito inaugura Rua Catalana-nuovo teatro catalano a Napoli, sezione il cui nome richiama la storica via di Napoli e, con essa, lo stretto legame tra il capoluogo partenopeo e la tierra de Catalunya.

Prodotto da Casa Del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro Civico 14 in collaborazione con la Delegazione del Governo della Catalogna e l’Institut Ramon Llull, si tratta di una commedia che vede protagonisti il direttore di una piccola filiale di banca e un uomo alla ricerca di un piccolo prestito. Il contesto è attuale, come rappresentato da una scenografia didascalica nel comporre la visione del luogo in cui si svolge la vicenda: la scrivania attorno alla quale si consuma gran parte della surreale conversazione, il computer dal quale scaturirà l’inizio dell’indecente trattativa, il salottino in cui i due personaggi andranno via via affinando la loro forzata intesa fino ad arrivare al finale a sorpresa (motivo per il quale eviteremo di soffermarci sulla trama).

L’assenza di sfumature psicologiche, la riduzione dei character a maschere, la mancanza di riflessione (che pure viene dichiarata nella note di regia) e l’enfasi recitativa d’antan fanno tendere l’allestimento a qualcosa di più simile a una puntata di un Posto al sole che a una restituzione teatrale, ma non inficiano la riuscita de Il prestito quale momento di puro divertissement che la decisione di evitare ogni astrusità linguistica e rifugiarsi in una lieve inflessione dialettale napoletana ha potenziato a livelli di sicura efficacia.

Leggero Il prestito, impegnata l’ultima fatica degli Anagoor, Mephistopheles eine Grand Tour. Progetto complesso e costruito sulla base dei materiali video realizzati dal 2012 al 2018 in occasione di precedenti allestimenti, Mephistopheles conferma la cifra stilistica del pluripremiato collettivo di Castelfranco Veneto.

Protagonista assoluto è il live set elettronico composto ed eseguito da Mauro Martinuz, una partitura musicale monumentale e nervosa rispetto alla quale le laceranti atmosfere e le disturbanti immagini proposte da Simone Derai sembrano relazionarsi e disporsi quasi coreograficamente.

Il risultato di questo percorso tra scene animali e naturali di parto e di morte, di edificazione e di distruzione, di questo «Grand Tour nelle zone buie del cosmo, lì dove scaturiscono la tenebra e le sofferenze delle generazioni, il rapporto dell’uomo con la natura, il tempo, la tecnica e l’assoluto» è un lungometraggio che raggiunge vertici di eccelsa qualità estetica.

Nonostante si accontenti di porre sul piatto tematiche e illustrazioni ormai mainstream (dal mattatoio alle case di cura) e utilizzi il mito goethiano in una chiave un po’ semplicistica per descrivere l’esodo (Grand Tour) verso il male (Mefistofele) compiuto dal genere umano (Faust), Mephistopheles eine Grand Tour mostra dell’ensemble veneto l’accattivante fil rouge di un percorso di estrema coerenza formale nel contemporaneo e di responsabile consapevolezza nel quotidiano lasciandone, inoltre, opportunamente e suggestivamente aperta la traccia rispetto ai potenziali futuri sviluppi.

Palazzo Fondi
2 luglio, ore 19.00
durata 90’
Prima Assoluta
Rua Catalana – Il Prestito
Nuovo Teatro Catalano a Napoli
Il prestito
di Jordi Galcerán
con Luca Iervolino, Luciano Saltarelli
regia Rosario Sparno
scena Enrico De Capoa
costumi Alessandra Gaudioso
disegno luci Simone Picardi
progetto e traduzione a cura di Enrico Ianniello
prodotto da Casa Del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità, Mutamenti/Teatro Civico 14
in collaborazione con Delegazione del Governo della Catalogna, Institut Ramon Llull

Palazzo Reale – Cortile D’onore
2 luglio, ore 21.30
durata 70’
Prima Assoluta
Mephistopheles eine Grand Tour
di Anagoor
musica e sound design composti da Mauro Martinuz
concepito, scritto e diretto da Simone Derai
direzione della fotografia Giulio Favotto
collaborazione alla regia Marco Menegoni
montaggio Simone Derai e Giulio Favotto
produzione Anagoor 2020
coproduzione Kunstfest Weimar (supportato da Ministero dell’ambiente, Energia e Protezione della Natura della Turingia), Theater An Der Ruhr (supportato da Ministero della Cultura e della Scienza della Renania Settentrionale – Vestfalia), Fondazione Donnaregina Per Le Arti Contemporanee / Museo Madre (finanziata da Poc Regione Campania 2014-2020), Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Orto Botanico e Villa Parco Bolasco – Università di Padova

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