Viaggio verso il tradimento

Si parla di tradimenti all’Arena del Sole di Bologna con uno spettacolo carico di bugie, segreti svelati e due amori che finiscono.

Su di un piccolo palcoscenico spoglio e senza alcun oggetto di scena, a eccezione di due sedie, prendono vita i Tradimenti di Harold Pinter, messi in scena dal regista Andrea Renzi.

Ciò a cui lo spettatore è costretto ad assistere è un viaggio a ritroso nel tempo – dal 1977, anno in cui riaffiorano i ricordi per un amore ormai spento, al 1968, anno in cui tutto è cominciato. Il brillante testo di Pinter si snoda in una serie di battute dal tipico sapore britannico, che raccontano con un’angosciante ironia un’esistenza fatta di insoddisfazioni matrimoniali e fughe nel mondo magico del tradimento in cui tutto sembra appagante.

La tensione afferra il pubblico già dalla prima scena: i due amanti, Jerry (Enrico Ianniello) ed Emma (Nicoletta Braschi), si incontrano dopo due anni dalla fine della loro storia d’amore ed è proprio la difficoltà di comunicazione tra i due, un tempo così intimi, e l’incapacità di andare oltre al semplice «Allora come stai?» – ripetuto almeno otto volte in una singola scena – che gettano lo spettatore in uno stato di agitazione crescente sotto il peso di quella relazione extraconiugale. Il genio di Pinter permette però di alleviare questi turbamenti con la costruzione di dialoghi ironicamente assurdi ma paradossalmente autentici, che regalano un sorriso quasi liberatorio.

Lo spettacolo è suddiviso in nove scene che ricostruiscono un percorso eistenziale al contrario: dal fallimento finale al desiderio di soddisfazione iniziale. In breve, quella che Renzi mette in scena è una visione scettica –  tipicamente pinteriana – di una vita destinata al mancato appagamento, al quale invano i personaggi cercano di opporsi.

Proprio l’insoddisfazione e il peso del turbamento crescente che questa comporta vengono però alleggeriti dai cambi di scena alla fine di ogni quadro temporale. Su due grandi pannelli bianchi si proiettano le location che fanno da sfondo alla vicenda (il bar, l’appartamento dei due amanti, la casa dei coniugi Robert ed Emma) e, al termine di ogni scena, le stesse cambiano insieme alla posizione degli unici oggetti presenti sul palco: le sedie. Il tutto avviene davanti agli occhi dello spettatore che non può fare a meno di estraniarsi dall’emotività a cui la sequenza precedente lo ha indotto. In aggiunta, la catarsi è volutamente evitata – durante le fasi di buio – dall’ascolto di brani tribali ed esotici apparentemente estranei alla storia di cui si è spettatori. Forse sarebbe stato più consono un lungo silenzio imbarazzante – ma dipende dall’interpretazione registica del testo.

I personaggi prendono vita sul palcoscenico dell’Arena del Sole di Bologna grazie alla bravura degli attori che, con un impeccabile portamento britannico, rendono concreto il pungente umorismo dei dialoghi di Pinter: un magistrale Tony Laudadio nei panni di Robert – marito tradito e traditore; una perfetta moglie inglese, Emma, interpretata dall’elegante Nicoletta Braschi; un eccezionale Enrico Ianniello nella parte dell’amante Jerry, genio nello scovare i talenti editoriali ma sempre ultimo nel capire le cose importanti; e per concludere il simpatico cameriere Nicola Marchitiello, che regala sorrisi nei momenti meno opportuni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Arena del Sole
via Indipendenza, 44 – Bologna
fino a venerdì 17 giugno, ore 21.00

Fondazione del Teatro Stabile di Torino e OTC Onorevole Teatro Casertano presentano:
Tradimenti
di Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
con Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello, Tony Laudadio e Nicola Marchitiello
regia Andrea Renzi
scene e costumi Lino Fiorito
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini

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