L’inferno sono gli altri

Si chiude la sezione Spettacoli della II edizione della rassegna teatrale DCQ, quest’anno incentrata sul tema Nuda Anima, con lo spettacolo fuori concorso Traditori, regia di Pietro Dattola, direttore artistico della rassegna.

Il testo Traditori di Sergio Casesi è stato, nel 2010, il vincitore della II edizione del Premio di drammaturgia DCQ – Giuliano Gennaio, ideato e promosso dalla Compagnia Teatrale DoveComeQuando. Le atmosfere, l’idea e lo stile di scrittura ricordano il teatro sartriano di A porte chiuse: tre personaggi (in questo caso due uomini e una donna), imprigionati in un non-luogo, indefinito, claustrofobico, atemporale, si torturano a vicenda con domande, commenti, visioni, ricordi, nella speranza di uscire, di salvarsi, o forse soltanto di capire. In questa dolorosa incertezza è tenuto anche il pubblico, che però la trasforma presto in insofferenza: per una buona mezz’ora dall’inizio è con estrema difficoltà che si riesce a cogliere la situazione mostrata in scena, e in quei trenta minuti il rischio di perdere l’attenzione e la concentrazione degli spettatori cresce in modo esponenziale. Forse sarebbe addirittura impossibile orientarsi se non si avesse letto prima dello spettacolo la salvifica sinossi: Wim van Maaren, Lena Hartog e Tonny Ahlers, i tre indiziati della cattura di Anna Frank, della sua famiglia e degli altri ebrei nascosti con loro, hanno un irreale incontro ai margini della Storia, durante il quale cercano di scoprire chi sia il colpevole. Il processo reciproco che si attua, dove ognuno è imputato, accusatore e giudice (non esiste alcuna difesa), assume da subito i connotati della confessione estorta sotto tortura, attraverso le grida, le minacce con il coltello, la pressione psicologica che ricorre a drammatici ricordi d’infanzia, lo scontro fisico: ognuno di questi elementi scade però disgraziatamente nel cliché. La recitazione, che senz’altro chiarisce il rapporto fra i protagonisti, è tenuta su un registro gridato un po’ troppo monocorde, forse per sottolineare ulteriormente l’aggressività e la violenza sia delle accuse che degli estremi tentativi di difesa di ciascuno. Perfette invece le luci che tagliano e caratterizzano emotivamente lo spazio. Da elogiare infine è la soluzione registica dell’inizio, con i tre pannelli che si muovono e dietro i quali i personaggi appaiono e scompaiono, quasi fosse un gigantesco gioco delle tre carte, metafora della sorte e dell’inganno.
Dopo la replica di venerdì sono stati consegnati i premi della II edizione della Rassegna Teatrale DCQ Nuda Anima. Il Premio Miglior Interprete è andato a Federica Salvati, per la sua Ella in Il Maestro e Margherita, regia di Valentina Cognatti. Lo spettacolo Luna invece è stato gratificato sia con il Premio Miglior Regia (a Linda Di Pietro), sia con il Premio Miglior Spettacolo.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro dell’Orologio
via dei Filippini, 17/a – Roma
giovedì 31 maggio ore 20.45, venerdì 1° giugno ore 23.00

Traditori
di Sergio Casesi
regia Pietro Dattola
con Flavia Germana de Lipsis, Antonio De Matteo, Mario Ciro Zaza
aiuto regia Alessandro Marrone
scenografia Angelo Stroia, Alessandro Marrone

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