WaltZer per Roma

La grande danza si concede al fascino del vintage: Sasha Waltz & Guests tornano letteralmente sui loro passi.

Un’altra celebrità ha partecipato alla 27° edizione del Romaeuropa Festival. Figura eclettica, interessata allo sperimentalismo, alle contaminazioni insite in quella forma d’arte che è il tanztheater, Sasha Waltz ha segnato una svolta nella danza contemporanea con i suoi spettacoli da incantare il pubblico in ogni parte del mondo. Negli ultimi anni impegnata a una reinterpretazione della lirica dal punto di vista coreografico (Matsukaze, Shubert, Dido&Aeneas, tra gli altri; opere che lei stessa legge come l’ennesima potenza della creazione artistica), ha perseguito, insieme con la sua compagnia, una continua ricerca per arrivare a esprimere con il movimento e i gesti le emozioni e le relazioni che intercorrono tra gli esseri umani. Di recente, nella sua Berlino, ha formato un laboratorio dedicato ai bambini che non è una scuola di danza, piuttosto un luogo dove prendere coscienza di occupare il proprio corpo e dello stare in uno spazio. Pensate ai bambini con patologie o problemi di socialità in un open space impegnati a muoversi inseguendo l’ispirazione della musica. L’esperienza ha suscitato un tale entusiasmo che i partecipanti hanno richiesto di proseguire con un secondo anno di laboratorio. Sasha Waltz lavora così, con passione, onestà, entusiasmo e le trasmette attraverso un atteggiamento positivo che mette a proprio agio, e con il suo corpo aggraziato, fluido, plastico in ogni sua posa sul palco. A distanza di venti anni ha deciso di riscoprire le sue radici allestendo il suo primo spettacolo, Twenty to Eight, principio di una trilogia chiamata Travelogue. L’operazione ha due meriti: il primo è quello di sfatare la proverbiale fugacità assegnata alla danza contemporanea, la quale sembra consumare se stessa ciclicamente; il secondo, offrire al pubblico l’opportunità di assistere a un’opera completa e trascinante. La città scelta per ospitare questa riedizione è Roma. Molti cittadini della capitale ricordano ancora l’artista per la performance inaugurale del MAXXI, nel 2009. In effetti, la Waltz confessa un legame speciale con la Città Eterna, dove ha vissuto per tre mesi. Perciò Travelogue riparte dal Teatro Eliseo. Scena fissa in questa prima parte della “trilogia attraverso gli interni”, una cucina in un appartamento condiviso da tre donne e due uomini. In questa scenografia stabile ogni persona e ogni oggetto muta, suona, cambia posto, si muove con il passare del tempo e degli inquilini. La quotidianità di alcuni gesti acquista una geometria meccanica, i sentimenti scaturiti dalle relazioni interpersonali si cristallizzano coreograficamente, il corpo risponde al richiamo erotico o all’aggressione, in un perpetuo confronto. Il tema portante è la condivisione, in uno spazio comune all’interno di una casa, la cucina quindi, ma anche condividere la propria intimità con il mondo esterno, aprirsi. In un’ora di spettacolo si ballano tutti i colori delle emozioni e non mancano momenti comici, ispirati da un semplice quanto efficace aprire e chiudere porte e dalla verve di Nasser Martin-Gousset. Per il Romaeuropa, la Waltz torna a collaborare con il cast storico di Travelogue, Takako Suzuki e lo stesso Martin-Gousset, mescolato alle nuove leve della compagnia. Altri collaboratori storici sono presenti in sala e assistono all’incontro con il pubblico avvenuto subito dopo l’esibizione. Questo spirito di collaborazione e la complicità dell’amicizia (il pubblico ha preso posto in sala senza quasi accorgersi che i protagonisti giocavano a freccette sul palco) appaiono come il quid in più che questo gruppo di artisti possiede, mentre si stanno guadagnando il loro meritato posto tra i grandi.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Eliseo
via Nazionale, 183 – Roma
mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre, ore 20.45
(durata 1 ora circa senza intervallo)

Travelogue I – Twenty to Eight
regia e concept Sasha Waltz
con Nasser Martin-Gousset, Ákos Hargitay/Thomas Lehmen, Charlotte Zerbey, Takako Suzuki e Sasha Waltz
scenografia Barbara Steppe
musica Tristan Honsinger Quintett, Jean-Marc Zelwer (Le tourment de Vassilissa la Belle)
disegno luci André Pronk, Tomski Binsert
danza Davide Camplani, Florence Lamarca, Nasser Martin-Gousset, Takako Suzuki, Sasha Waltz
assistente alla regia Steffen Döring
tecnico luci Martin Hauk
tecnico del suono Lutz Nerger
direttore tecnico Reinhard Wizisla
direttore artistico Jochen Sandig

Il Romaeuropa Festival 2012 continua:
All That We Can Do
fino a domenica 25 novembre 2012
http://romaeuropa.net/

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