vascello-teatro-roma«Un meccanismo scenico perfettamente calibrato e funzionante». La nostra Nicoletta Fabio descrive così La domanda di matrimonio, L’orso, L’anniversario, tre atti unici del grande drammaturgo e scrittore Anton Cechov, in scena al Teatro Vascello di Roma. Ne riproponiamo la recensione dello spettacolo visto in scena, con lo stesso cast, al Teatro i di Milano.

Oltre a essere uno scrittore e drammaturgo, Anton Cechov era un medico e, come tale, un profondo conoscitore del corpo umano. Proprio da un intenso e accurato lavoro sul corpo parte l’allestimento, ideato e diretto da Roberto Rustioni e ospitato dal Teatro i, di tre atti unici del grande Cechov: La domanda di matrimonio, L’orso, L’anniversario.

I quattro attori sul palcoscenico – Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli e lo stesso Roberto Rustioni – attendono il pubblico direttamente sulla scena, senza sipari e cortine di separazione, “riscaldandosi” come ballerini o atleti tra gli oggetti comuni che di lì a poco si trasformeranno in oggetti di scena. Tavoli, sedie, abiti, una bottiglia d’acqua e qualche posacenere divengono, assieme agli attori, i protagonisti “fisici” dei tre vaudevilles che si avvicendano tra loro senza soluzione di continuità, così come si susseguono – senza pause – le vicende della vita, la vita vera, che Rustioni intende catturare e riproporre agli spettatori, raccogliendo il testimone lasciato da Cechov.

La performance si apre con La domanda di matrimonio. Al centro della storia, la vicenda di Ivan, un ragazzo particolamente ansioso e ipocondriaco, e della giovane bisbetica Natalia. L’uomo vorrebbe chiedere alla ragazza di sposarlo, ma il loro incontro oscillerà tra battibecchi e riappacificazioni, non senza inflessioni comiche assolutamente divertenti.

Protagonista de L’orso è invece l’inconsolabile vedova Ivanovna che, addolorata per la perdita del marito, si ostina a non voler più uscire di casa, fino a che l’arrivo di un vecchio creditore del defunto consorte non stravolgerà tutti gli equilibri.

A chiudere il cerchio, L’anniversario, in cui uno spocchioso banchiere si accinge a festeggiare il quindicesimo anniversario della fondazione della sua banca. A mettere in “pericolo” la tanto attesa (auto)celebrazione, una moglie svampita, un impiegato frustrato e una nevrastenica cliente della banca.

La fisicità e la forza espressiva degli interpreti, rese manifeste dai “siparietti danzanti” posti qua e là all’interno delle opere e dalla esasperata ripetizione di gesti quotidiani ed estremamente personali – come stropicciarsi gli occhi o grattarsi la fronte – si esprimono maggiormente quando gli attori entrano in contatto con gli oggetti. Una sedia spinta via con sgarbo, un po’ d’acqua caduta da un bicchiere, una sigaretta spenta in modo convulso contro il fondo di un posacenere riescono a esprimere sentimenti e stati d’animo molto più efficacemente di quanto non facciano le parole.

Notevole la sintonia tra gli attori, in perfetto equilibrio tra loro, tanto da poter essere assimilati agevolmente e “fisicamente” a “rotelle” del medesimo ingranaggio, parti di un unico meccanismo scenico perfettamente calibrato e funzionante.

 

Lo spettacolo continua:

Teatro Vascello
via Giacinto Carini,78 – Roma
dal 5 al 23 febbraio
ore mercoledì – sabato ore 21.30 e domenica ore 18.30

Tre Atti Unici da Anton Cechov
ideazione e regia di Roberto Rustioni
dramaturgia Chiara Boscaro
consulenza Fausto Malcovati
con Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli, Roberto Rustioni
movimento e coreografie Olimpia Fortuni
produzione Associazione Teatro C/R – Fattore K – Olinda
in coproduzione con Festival Castel dei Mondi di Andria 2012

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