Le tre monotonie

tertulliano-teatro-milano-80x80La giovane compagnia Kokoschka Revival porta in scena allo Spazio Tertulliano il loro primo spettacolo: Trilogia del Triangolo (Martire, Repulisti-Ti-Tu, Deep).

Lo Spazio Tertulliano inaugura il 2015 con due settimane dedicate al teatro emergente, due spettacoli inediti proposti da due giovani compagnie. La settimana scorsa Teatro dal Buio ha portato in scena Babel per la regia di Lucia Menegazzo. Da ieri sera, fino al 18 gennaio, invece si potrà assistere a Trilogia del Triangolo (Martire, Repulisti-Ti-Tu, Deep) della milanese Kokoschka Revival, compagnia nata nel recente 2013 dopo un’esperienza comune all’Accademia Paolo Grassi. Fuori piove, la sala è piena e l’aspettativa è alta.
La scena si presenta vuota e un telo bianco a forma triangolare interrompe la profondità del palcoscenico; si vede anche un sacco di plastica, anch’esso bianco, ammassato sul fondo. Due sedie, per la precisione una sedia e uno sgabello. In scena nulla più. In realtà come suggerisce il titolo, gli spettacoli sono tre, tutti la stessa sera, per la gioia dello spettatore poco preparato. Un unico titolo racchiude tre capitoli diversi, tre storie e tre donne con i rispettivi doppi negativi.

Si spengono le luci e si accende il triangolo. Inizia così il capitolo primo: Martire. Una donna dall’accento siciliano inizia a parlarci della sua vita e dei suoi problemi. In realtà è un uomo, o meglio, un transgender. Inizia un confronto fra le due parti della donna che lo spettatore riesce a seguire solo grazie al cambio di tonalità della voce dell’attrice e per la decisione finale, cruenta fino all’estremo, pur di farsi accettare da un amante. Capitolo secondo: Repulisti-Ti-Tu. Le sedute vengono tolte e il sacco di plastica si muove. All’interno c’è la seconda protagonista. Una irritante voce da fuori campo parla alla ragazza nel sacco. È la voce nel suo cervello, è il suo doppio negativo. Iniziano a dialogare – usando quello che sembra essere vocabolario monosillabico per quattordicenni ribelli – e si viene a sapere che la ragazza è orfana e che la madre è morta dandole la luce, mentre il padre ha visto in lei la madre morta e quindi ne ha abusato. Data l’infanzia traumatica, la povera ragazza è diventata prostituta, finendo per fare giri in macchina con nomi diversi tutte le sere. Capitolo terzo: Deep. Dopo la transgender e la prostituta, è ora il turno della madre a mettere in scena il modo in cui vive la propria sessualità. Ed effettivamente lo svelamento dell’incognita non tocca le esistenze degli astanti. La madre canta in un locale, o balla, poco importa, ma è la sua ultima sera perché il giorno dopo partirà alla volta di Parigi col marito e il figlio in grembo. Purtroppo, con un escamotage oltre i limiti dell’ovvietà, il lieto fine è spezzato e il viaggio salta.
Ai tre spettacoli distinti andrebbe riservato un momento di analisi individuale, ma non sarà farlo perché il risultato e il processo drammaturgico di ognuno di essi è pressoché simile per quella che appare essere una forte carenza registica. Errori tecnici e scenici – dalle luci alle inquadrature nelle riprese video, dai tempi dello spettacolo alla scelta musicale troppo nota – hanno solo aumentato quello che è lo spaesamento e l’imbarazzo nel pubblico dovuto soprattutto alla carenza dei testi. In assenza di climax ed evoluzione si è palesata una pianura emotiva che purtroppo si è rispecchiata anche nella reazione del pubblico, che non ha saputo applaudire.

Mostrando, in tal modo, come per questa giovane compagnia ci sia ancora da tanto lavorare.

Lo spettacolo continua:
Spazio Tertulliano

Via Tertulliano, 68 – Milano
Dal 14 al 18 gennaio 2015
Orario: da mercoledì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.30

Trilogia del Triangolo (Martire, Repulisti-Ti-Tu, Deep)
scritto da Alessandra Ventrella, Riccardo Calabrò e Ana Shametaj
regia di Ana Shametaj
con Mariasofia Alleva, Marta Lunetta, Alice Raffaelli
produzione Kokoschka Revival

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