Il nero dell’anima

casa-delle-culture-romaSul palco della Casa delle Culture di Roma va in scena il promettente Troilo e Cressida – Storia tragicomica di eroi e di buffoni del Collettivo LunAzione di Napoli.

Rendere contemporanei i classici è un’operazione complicata e dalle diverse sfaccettature. Da un lato, lo testimoniano il celebre Perché leggere i classici di Calvino e l’idea di tematiche sempre attuali da rileggere; dall’altro, perché manipolare un testo già noto permette – a chi ne ha il sincero coraggio – di mettersi radicalmente alla prova.

Soprattutto quest’ultima motivazione rappresenta un fattore di particolare interesse nel caso di una nuova compagnia teatrale, ossia di chi è ancora e necessariamente alla virtuosa ricerca di una propria identità artistica (da intendere, ovviamente, in senso dinamico).

Proprio questo è il caso dell’interessante riscrittura del Collettivo LunAzione di Troilo e Cressida, tragedia esemplare della potenza shakesperiana e nel mescolare atmosfere e linguaggi eterogenei, nonché testo conforme alla contemporaneità – citato anche dal filosofo pop Slavoj Žižek (In difesa delle cause perse) – per la demolizione – attraverso un pensiero debole – di categorie ideali quali l’onore, l’amicizia, la famiglia, l’amore e la patria.

Scelta audace, ma non ardita, viste le qualità mostrate durante la messa in scena: variazioni di registro interpretativo, costruzione scenografica di grande impatto, ritmi sincopati e ricerca dell’armonia scenica sono presupposti notevoli e di cui l’allestimento, nel suo complesso, ha altamente beneficiato.

Difatti, accanto a una restituzione di caratteri ancora poco modulati e di eccessiva nettezza e a sincronismi e gestualità fisiche ancora da affinare, lo spettacolo patisce scelte musicali pesanti e non in linea con l’atmosfera primordiale dell’ambientazione, ma – a tratti – impressiona per le potenzialità simboliche della scenografia, per la complessità registica e per il temperamento attorale.

La presa a pretesto di uno dei miti fondativi dell’occidente e della guerra come campo di analisi privilegiato delle relazioni umane, realizzata da un corpus coerente di sei attori per undici personaggi, mantiene allora il rispetto originario dell’alternanza di tragico e comico, dando la compiuta impressione dell’egoismo come fondamento delle azioni individuali e delle organizzazioni sociali.

Agamennone è un miserabile (che del comando mostra tanto la sofferenza della responsabilità, quanto l’arroganza), Ulisse un astuto, ma incerto calcolatore (più che incarnazione dell’intelligenza e del coraggio), Troilo un ingenuo piuttosto che un cavalier cortese, Cressida una donna sospesa tra il dovere dell’amore e il personale sentimento di libertà, Ettore l’emblema della rassegnazione.

La speranza è per gli sciocchi, per coloro i quali si affannano inutilmente e sono solo dei buffoni prima dell’inevitabile destino, mentre la vittoria è inesistente di fronte alla tragicità di un finale che travolge anche gli eroi.

Un messaggio di pesante pessimismo, che sul piano drammaturgico sembra essere sulla giusta strada per una piena espressione formale.

Lo spettacolo è andato in scena:
Casa delle Culture

via san Crisogono 45, Roma
16/18 gennaio 2015

Collettivo LunAzione Napoli presenta
Troilo e Cressida – Storia tragicomica di eroi e di buffoni
(ri)scritto pensando al Troilo e Cressida di W.Shakespeare
di Alessandro Paschitto
regia Mario Autore ed Eduardo Di Pietro
con Mario Autore, Annalisa Direttore, Martina Di Leva, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Alessandro Paschitto
elaborazioni musicali Mario Autore

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