Peter Stein e Maddalena Crippa danno voce, tramite la lettura di racconti gay e lesbici, al desiderio omoerotico mostrando la vitalità di una letteratura scritta da uomini e donne felici del proprio orientamento sessuale.

Per il secondo reading della XVIII edizione del Garofano Verde – Scenari di teatro omosessuale, che vede in cartellone nomi importati come Peter Stein e Maddalena Crippa, la platea del teatro Belli è gremitissima: tra i presenti registi, autori, attori – in seconda fila c’è anche Franca Valeri – e pubblico di “comuni” appassionati.

Quando Peter Stein compare sul palco, prima di accomodarsi al tavolino dove campeggia un leggio, si presenta al pubblico come regista di opere liriche, dichiara la propria eterosessualità e si scusa del forte accento tedesco col quale leggerà, in traduzione italiana, alcuni brani de Il diario del ladro di Jean Genet.

Spiegando perché ha accettato la proposta di partecipare al reading, Stein racconta di aver conosciuto Genet due anni prima che morisse, nel 1985: allora Stein stava mettendo in scena a Berlino una sua commedia, Les Negres, per la quale Genet – nonostante non scrivesse più da anni – redasse un nuovo finale, ancora più pazzo dell’originale, che il tedesco decise però di non usare.

Ci si abitua subito all’accento con il quale Stein legge – senza però mai sbagliare la pronuncia – un testo pieno di aggettivi e sostantivi colti, rari, ricercati. I temi di Genet investono il pubblico in sala con tutta la loro dirompenza. Dal romanzo Stein isola alcuni brani riguardanti Stilitano, uno dei criminali che Genet conosce in carcere e che lo accompagna nella vita, una volta scontata la pena: uno sfruttatore, un protettore, un borseggiatore di pedé (omosessuali) degli anni trenta che Genet descrive minuziosamente, dal sembiante alle pieghe della zona pelvica, dalla sua pudicizia – nonostante i due dividessero lo stesso letto per dormire – al desiderio per lui che lo infiamma e che Genet non appagherà mai. Stein ridà vita con la sua lettura aspra ma precisa all’ironia colta e lucida di uno degli scrittori francesi – e omosessuali – più conosciuti e meno letti (in Italia) i cui romanzi sono stati pubblicati censurati delle parti più esplicitamente omoerotiche.

È poi la volta di Maddalena Crippa, che inizia a leggere senza premessa alcuna un regesto di scritti erotici lesbici tratti dall’antologia Considerate le circostanze a cura di Lee Fleming, pubblicata in Italia dall’editore Il dito e la luna e ormai introvabile.

I testi che la Crippa trae dalla ricca antologia sono intelligenti, ironici, gioiosamente espliciti, ricchi di dettagli di una sessualità femminile e lesbica che non ha confronti con quella maschile: a differenza dell’omoerotismo maschile – dove la sessualità è sempre rappresentazione rivendicativa e autoreferenziale – la sessualità lesbica ha infatti come fine la conoscenza di sé e dell’altra, l’espressione di un affetto o di un desiderio per una persona ben precisa, e non già astrattamente per una qualsiasi persona dello stesso sesso, come in quella gay.

Crippa dimostra di governare la voce con la stessa capacità delle grandi cantanti: non cambia solo il ritmo della lettura, ma anche la qualità del timbro, ora più corposo, ora basso, più tenue oppure alto di tono, padroneggiandone le diverse inflessioni con maestria impareggiabile.

Sono davvero interminabili gli applausi ai quali Maddalena Crippa si sottrae con sincera modestia, invece di pascersene, come avrebbe potuto permettersi di fare.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Belli
Piazza Sant’Apollonia 11/a – Roma
mercoledì 8 giugno, ore 21.15
 
Tributo a Diario del ladro di Jean Genet e a scritti erotici lesbici di autori vari
con Peter Stein, Maddalena Crippa
collaborazione drammaturgica Carlotta Corradi

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