Wake up!

vascello-teatro-romaAmerica o il disperso di Franz Kafka secondo Roberto Bacci: Tu! Ognuno è benvenuto va in scena al Teatro Vascello di Roma.

Un tempo monopolizzato dagli uffici statali del collocamento, il mondo della ricerca del lavoro è oggi caratterizzato dalla presenza di variegate tipologie di centri per l’impiego, tanto pubblici quanto privati. Dalle agenzie di lavoro interinale a quelle di somministrazione, da quelle di intermediazione a quelle di ricerca e selezione del personale e di supporto, fino alle agenzie per la ricollocazione professionale, è un pot-pourri di incomprensibile efficacia quello che si presenta di fronte a chi è in cerca di lavoro. Incomprensibile e, di conseguenza, totalmente inutile essendo escluso – spesso a priori – dal novero delle possibilità da chi è inoccupato o disoccupato.

Strutture, quelle che hanno preso il posto del collocamento, diventate comuni con la Legge 30 del 2003 (nota ai più come Legge Biagi), allora emanata con l’intento di regolamentare un mercato del lavoro definito caotico e ingessato, e che oggi – a dieci anni dalla sua applicazione – continua a dividere fortemente l’opinione pubblica, le forze sindacali e quelle politiche. Una divisione di fronte alla quale la generazione degli anni ’80 rimase ed è rimasta colpevolmente imbelle se non proprio inerme, mentre uno status di perenne precarietà veniva ipocritamente mascherato come flessibilità.

Non è certo questo l’ambito per disquisire su una problematica più critica che mai. Tuttavia, proprio questo «tema attualissimo e scottante, la tragicommedia di ogni reclutamento [le, ndr] tecniche di colloquio, i test, le metodologie in uso presso gli addetti ai processi di selezione delle risorse umane, sempre alla ricerca del candidato ideale, hanno fornito materiale per la drammaturgia dello spettacolo».

Un materiale straordinario, se pensiamo che il romanzo da cui Bacci trae spunto «venne pubblicato postumo nel 1927»; radicale, se pensiamo che la questione del lavoro, almeno dal marxismo in poi, ha assunto connotazioni antropologiche oltre che prettamente economiche; e contemporaneo, se, infine, pensiamo al rinnovato (non) dibattito sul Jobs Act del governo Renzi, passivamente accettato anche da chi a parole si dichiara totalmente contrario (opposizioni parlamentari e sociali).

Ed esattamente da questa urgenza, dalla atavica necessità dell’arte di interrogare le questioni centrali che agitano la società di un determinato tempo, nasce Tu! Ognuno è benvenuto.
Uno spettacolo che inizia fin dal foyer del teatro, con la chiamata a partecipare come lavoratori al «Gran Teatro» e che prosegue all’interno di un palco dominato da una porta al di là della quale (teatralmente parlando) esso potrà giungere al termine solo dopo aver assistito all’annientamento psico-fisico del malcapitato candidato di turno, seviziato verbalmente e umanamente da parte di tre feroci e sadici reclutatori.

Un allestimento che, accanto a una troppo ampia e dispersiva occupazione dello spazio scenico (che a sua volta avrebbe probabilmente beneficiato di un più articolato disegno luci), sfoggia alcune soluzioni di grande suggestione.

Da segnalare, in modo particolare, la costruzione della felliniana relazione tra i personaggi di Sebastian Barbalan (aspirante e vittima) e Silvia Pasello (una angelica violinista), la cui ricerca di autenticità e complicità rappresenta l’unico barlume di speranza all’interno di un mondo dominato dalla più onnicomprensiva e violenta mestizia e omologazione. Come anche la citazione della disgustosa cena tratta da Monty Python – Il senso della vita, poetico climax di uno spettacolo forse non sempre coerente nella sua ricerca di drammatico coinvolgimento degli spettatori (risultato più fisico che empatico), ma che, pur non avendo del tutto sviluppato le proprie possibilità in termini di denuncia politica, sembra sulla giusta strada per come ambisce a farlo attraverso la magica e concreta finzione del (meta)teatro. Ovvero, guardando, con dilaniante intenzione, ogni astante dritto negli occhi.

Intenzione forse da perfezionare nella sua realizzazione, ma già di evidente efficacia e realismo.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Vascello

via G. Carini 78, Roma (Monteverde Vecchio)
dal 25 al 30 novembre

Fondazione Pontedera Teatro presenta
Tu! Ognuno è benvenuto
liberamente ispirato ad America o il disperso di Franz Kafka
regia Roberto Bacci
drammaturgia Stefano Geraci, Roberto Bacci
con Sebastian Barbalan, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Alessio Targioni, Tazio Torrini
costumi e collaborazione artistica Luisa Pasello
direzione tecnica Sergio Zagaglia
allestimento e luci Stefano Franzoni
musiche Ares Tavolazzi
produzione Angela Colucci, Eleonora Fiori, Manuela Pennini
ufficio stampa Micle Contorno, Le Staffette (Raffaella Ilari, Marialuisa Giordano)
assistente alla regia Elena Piscitilli
sarta Patrizia Bonicoli

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