Tra tradizione e avanguardia

A Torre del Lago Puccini una Turandot tutta cinese con la National Opera House di Pechino per una serata scandita dagli applausi.

Un tiepido e multicolore tramonto accoglie gli spettatori accorsi per la vendita straordinaria dei biglietti a prezzi popolari. Sul lungolago c’è viavai di persone che scattano foto alla luna, già alta in cielo, che si riflette sulle acque immobili del lago in attesa dell’inizio dello spettacolo. Dal teatro, a poche decine di metri, arrivano le voci dei cantanti alle prese con i vocalizzi e le prove dell’opera. Un’atmosfera rilassata avvolge l’ambiente. Giacomo Puccini, il grande Maestro, amava molto questa località tanto da eleggerla a dimora per oltre vent’anni. Qui componeva, lontano dalla mondanità, e andava a caccia con gli amici più stretti. Guardandosi intorno, si comprende bene perché fosse legato a Torre del Lago: un ambiente pacato e ritmato dagli intervalli propri della natura. Ma questa è una serata diversa dal solito. Sul palco, la Turandot – per la prima volta portata in scena, al Festival Pucciniano, dal Teatro dell’Opera Nazionale Cinese. Un evento eccezionale, tanto che anche il Presidente della Regione, Enrico Rossi, invia i suoi saluti agli artisti giunti direttamente da Beijing e alla nutrita comunità cinese, ormai ben inserita in Toscana.

Una Turandot con costumi tradizionali e arie testualmente riprodotte come da libretto di Adami e Simoni. I timori riguardo alla performance vertono, seppure la rigida Accademia Statale Cinese prepari severamente i cantanti, sulla pronuncia in italiano delle famose arie pucciniane. Ma la sorpresa è grande di fronte alla perfetta dizione degli artisti che, anzi, leggermente più lenti nell’intonazione delle parole, nell’insieme risultano molto più comprensibili di altri loro colleghi italiani. Un successo. Gli spettatori, entusiasti, applaudono anche durante i momenti clou della celeberrima opera.

Per inciso, tra le attività che ruotano intorno alla figura e al volere di Giacomo Puccini, la Fondazione Festival Pucciniano (Presidente, il Maestro Alberto Veronesi) mette a disposizione, ogni anno, delle borse di studio per l’Alta Accademia di Perfezionamento di Canto e di Dizione, nell’ambito di una serie di scambi Italia/Cina. Non a caso, l’8 agosto scorso una delegazione di un centinaio di bambini cinesi ha avuto modo di frequentare un workshop intensivo di canto per voci bianche insieme ai bambini del coro del Festival Pucciniano. Una scuola di formazione di alto livello, sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, riconosciuta internazionalmente e molto ambita dai giovani cantanti lirici di tutto il mondo. Un canale per estendere il prestigio e la fama di questa manifestazione, che promuove anche la visibilità di Viareggio e dell’intera Toscana. «Un progetto concreto che», nelle parole del neo-eletto sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro: «da un lato tende a elevare e arricchire la proposta artistica, dall’altro deve far uscire il Festival dalla fase precaria in cui è stato costretto nelle ultime edizioni». Giunto alla LXI edizione, il Festival Pucciniano si merita un caloroso augurio di lunga vita data la propria eccellenza in campo artistico e la bellezza della sua altrettanto famosa location.

Lo spettacolo è andato in scena:
Gran Teatro Giacomo Puccini

Torre del Lago Puccini (Lucca)
domenica 28 agosto, ore 21.30

Turandot
di Giacomo Puccini
dramma lirico in tre atti, libretto di G. Adami e R. Simoni
eseguito dalla Compagnia della China National Opera di Beijing
direttore d’orchestra Yu Feng
regia Wang Huquan
personaggi e interpreti:
Turandot Wang Wei
Calaf Li Shuang
Liù Yao Hong
Timur Tian Hao
Altoum Wang Haimin
Ping Geng Zhe
Pang Li Xiang
Pong Liu Yiran
un Mandarino Zhang Peng
(durata: 110 minuti)

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