La forza (lavoro) delle donne

Al Teatro Manzoni Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola e Giulia Rupi sono le protagoniste di Tutte a casa, una pièce tutta al femminile diretta da Vanessa Gasbarri. In scena fino al 17 giugno.

Tra il 1914 e il 1918, mentre la maggior parte degli uomini era impegnata al fronte per combattere la Grande Guerra, molte donne, mogli, madri e sorelle di quei mariti, figli e fratelli lontani si rimboccarono le maniche e andarono a occupare posti di lavoro lasciati scoperti nei campi e soprattutto nelle fabbriche. Tutte a casa, spettacolo attualmente in scena Teatro Manzoni di Roma, affronta proprio questo tema, con la complicità di cinque straordinarie attrici e la regia di Vanessa Gasbarri, che anche in questa occasione dirige con eleganza e con quell’inequivocabile tocco di classe, le eccezionali interpreti dal diverso bagaglio esperienziale che compongono il cast.

Conosciamo così Liliana (Mirella Mazzeranghi), segretaria tuttofare dell’Ingegner Gallo, alle prese con infinite telefonate, una madre da assistere, una storia d’amore segreta e soprattutto impegnata a consigliare e supportare la signora Margherita (Paola Gassman), moglie del capo della Premiata Ditta Colombo e Gallo, che si occupa di automezzi civili e militari, la quale, abituata a frequentare solo i salotti dell’alta borghesia, si ritrova ora costretta a far la spola con i telegrammi del suo “Pulci” (così chiama affettuosamente il consorte), che crede al fronte a divertirsi. Solo quando una telefonata del Ministro della Guerra la informa che l’ingegnere è stato fatto prigioniero degli austriaci, il suo impegno all’interno dell’azienda seguirà un ritmo senza precedenti. «Questa guerra finirà con l’uccidermi», grida a gran voce, mentre diverse donne le si presentano innanzi per chiedere un’occupazione, come Comunarda, vedova Marrazzo (Paola Tiziana Cruciani), una combattiva socialista col mito di Anna Kuliscioff – una delle più importanti esponenti del Partito Socialista Italiano -, Teresa Baldi (Claudia Campagnola), giovane madre di cinque figli, tutta casa e chiesa, e la giovane toscana Giacomina (Giulia Rupi), che pensa a tutte le cose che sono alla moda, soprattutto ai cappellini, di fronte ai quali non sa resistere.

Tutte a casa si può definire una commedia ambivalente, se, infatti, a predominare è il lato comico, sullo sfondo aleggia quella malinconia, che ben presto sfocia in dramma, perfettamente analizzata da Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis. Il copione, infatti, come uno spartiacque, miscela l’ironia sottolineata da varie battute affidate per lo più alla grande Paola Gassman, che fa il pieno di applausi, regalando risate soprattutto quando sbaglia rigorosamente il nome della segretaria (chiamandola Doriana, Mariana, Genziana, Eliana… tranne che col nome vero di battesimo), e la drammaticità di quei tempi che, per determinate situazioni, così lontani non sembrano essere.
Ogni attrice inoltre ha reso con maestria unica il proprio personaggio, caratterizzandolo con un accento diverso: Paola Tiziana Cruciani per rendere spigoloso e veritiero lo spirito forte della sua Comunarda, abbandona il romanesco che la contraddistingue per un romagnolo più consono alle battute («Noi proletarie abbiamo questo vizio, dobbiamo lavorare», dirà in un punto cruciale della pièce), mentre Claudia Campagnola fa di Teresa una donna molto sopra le righe, colorandola di quella leggerezza che la distacca un po’ da quella dura realtà, tanto ha la fede ed è l’arma più sicura contro la guerra. Mirella Mazzeranghi, invece, ha vestito il suo personaggio di profonda serietà, non esce mai dai binari della compostezza e affronta sorprendentemente un tema scottante ancora oggi, a differenza di Giulia Rupi, che con l’accento toscano rende più frivola la sua Giacomina, accostandola a comportamenti facilmente riscontrabili nella società moderna.

Anche la scenografia, curatissima, di Francesco Ghisu è divisa in due. Sul lato sinistro trionfa col mobilio dell’epoca lo studio della Ditta, con tanto di librerie e scrivania, sul lato opposto, quello destro, minuziosamente ricostruita c’è l’officina, in cui le operaie costruiscono gli autocarri. Il disegno luci, i vari effetti, che simulano il fumo e il fuoco delle macchine, e le musiche che invitano a riflettere sui fatti, contribuiscono a rendere ancor più realistico quel delicato periodo storico, che ha dato alla donna la giusta indipenza.

Tutte a casa, in scena fino al prossimo 17 giugno, conclude in modo prestigioso la gloriosa stagione teatrale del Manzoni, che a breve presenterà la nuova in cui – siamo certi – trionferanno spettacoli interessanti come questo.

Lo spettacolo continua:
Teatro Manzoni
via Monte Zebio, 14/c – Roma
fino a domenica 17 giugno
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e 21.00, domenica ore 17.30, martedì 12 giugno ore 19.00, giovedì 14 giugno ore 17.00 e 21.00
(durata 2 ore intervallo escluso)

Tutte a casa
di Giuseppe Badalucco, Franca De Angelis
regia Vanessa Gasbarri
con Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola, Giulia Rupi
scene Francesco Ghisu
costumi realizzati da Sartoria Costumepoque
produzione Pragma

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