KilowattTre forme linguistiche diverse per altrettante performance. Ma non tutto convince quando si gioca con il teatro

La prima proposta della serata, a Kilowatt, è a cura del Progetto Demoni, e si intitola Come va a pezzi il tempo. Una casa reale a Sansepolcro, abbandonata, due attori che dovrebbero suggerirci una possibile ragione per questo abbandono – la fine di un matrimonio, una separazione sofferta. L’uso di ambienti autentici, gli scorci che si aprono oltre le soglie, aiuterebbero a ricreare una sensazione di naturalezza, quasi si stesse sfogliando l’album con le foto sbiadite della nonna, abbattendo la quarta parete. Purtroppo alcuni meccanismi non sembrano funzionare. In primis, manca la compartecipazione: il pubblico (solo quattro spettatori alla volta) si siede sulle sedie, come sulla poltrona del teatro, e non è portato in alcun modo a interagire. A differenza del capolavoro di Cuocolo/Bosetti, The Secret Room, dove al disvelamento della storia, si accompagnava il racconto degli spettatori, qui l’effetto è voyeuristico: si è testimoni di uno sgretolarsi di rapporti, guardando dal buco della serratura. In secondo luogo, il testo eccessivamente quotidiano si contrappone a una lentezza nei gesti che forse vorrebbe evocare la stanchezza di richiamare alla memoria fatti lontani, ma tutto quello che trasmette è lo stridente contrasto non mediato da una recitazione all’altezza della prova.

A seguire, al Teatro della Misericordia, assistiamo a Docile – firmato dai Menoventi. Avevamo applaudito con convinzione, qualche anno fa, questa Compagnia, per la capacità di creare il perturbante con minimi sfasamenti temporali e con ripetizioni impercettibilmente sempre diverse, ne L’uomo della sabbia. Li ritroviamo oggi e, benché lo spettacolo affronti temi importanti (dal rapporto paziente/medico alla precarietà del lavoro, fino alla difficoltà di comunicare i propri sentimenti e idee), il linguaggio scelto è mutuato dalla televisione o dal cinema, ammiccante al Frank T.J. Mackey (un Tom Cruise davvero in parte) di Magnolia, o alle distopie di Gattaca (la predeterminazione genetica), fino allo stereotipo dell’ingénue da serial televisivo. E d’altro canto, anche l’interazione con il pubblico manca di quei tempi sincopati e di quella giusta dose di cattiveria di cui sono maestri i Sotterraneo.

E arriviamo all’ultimo spettacolo, per noi, della serata, Api regine – Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio di Atto Due / Murmuris. In questa distopia di un mondo governato da sole donne, trasformate in api grazie alla crescita di un pungiglione, ritroviamo più propriamente il linguaggio teatrale, con un uso intelligente di un semplice paravento semitrasparente a simulare l’alveare, dietro al quale si compiono le azioni più cruente o si spiccano volo pindarici (esteticamente riusciti sia l’uccisione di Giovanna d’Arco sia il racconto delle utopie che si sono succedute nella storia umana). Anche in questo testo i rimandi filmici e alla letteratura di genere non mancano ma le soluzioni adottate per la messinscena e la recitazione (divertente la parodia della tragedia di Ipazia contrapposta a un’eroina fittizia a noi contemporanea) sono di matrice teatrale. Alcune cose, però, non convincono. Un’eccessiva prolissità, innanzi tutto, e una conclusione che pare affermare che uomini e donne sono perfettamente uguali e che se le donne arrivassero al potere creerebbero le medesime storture e sopraffazioni del mondo patriarcale e capitalista. Decenni di lotta per affermare la differenza di genere, spazzati via da un qualunquismo che lascia basite.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Sansepolcro (AR), luoghi vari
lunedì 16 luglio 2018

ore 18.00
Abitazione privata
Come va a pezzi il tempo
Progetto Demoni
di e con Alessandra Crocco e Alessandro Miele
prima assoluta
durata 50 minuti

ore 20.10
Teatro della Misericordia, Via della Misericordia, 19
Docile
Compagnia Menoventi
di Gianni Farina e Consuelo Battiston
con Consuelo Battiston e Andrea Argentieri
regia Gianni Farina
organizzazione Ilenia Carrone
immagine promozionale Marco Smacchia
in collaborazione con Masque teatro, progetto interregionale di residenze artistiche
prima assoluta
durata 80 minuti

ore 21.45
Auditorium Santa Chiara, Piazza Santa Chiara, 1
Api regine – Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio
AttoDue/Murmuris
testo e regia Magdalena Barile
con Simona Arrighi, Giorgia Coco, Laura Croce, Sandra Garuglieri, Iacopo Reggioli
scene Silvia Avigo
costumi Clotilde
produzione AttoDue/Murmuris
anteprima nazionale
durata 75 minuti

La Compagnia Capotrave presenta:
Kilowatt Festival 2018
dal 13 al 21 luglio 2018

programma completo: www.kilowattfestival.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.