L’eterno ritorno

libero-teatro-milano1In scena, fino al 13 luglio al Teatro Libero di Milano, la nuova regia di Corrado D’Elia: Ulisse, il ritorno. Cast minimale e scelte quasi cinematografiche.

Quest’anno la figura di Ulisse è tornata più energica che mai a ricordare la propria valenza eterna, e non potrebbe essere altrimenti. Tra Wilson, Paolini e Capossela si inserisce anche lo sguardo poetico e, a tratti, cinematografico di Corrado D’Elia che, non a caso, sceglie codici, dissolvenze, fermi immagine del linguaggio della pellicola, visto che lo spettacolo è anche un’occasione per omaggiare il grande regista Theo Angelopulos – venuto a mancare recentemente e autore di Lo sguardo di Ulisse.
Odisseo, che col suo “multiforme ingegno” rappresenta la sempiterna metafora della vita stessa, tra dubbi, cedimenti, voglia di ritorno e imprevisti che procrastinano continuamente il rimpatrio, assume in questa occasione la fisionomia di un moderno regista emigrante che, non avendo ottenuto il permesso di mettere in scena il suo spettacolo, cerca di tornare alle basi, allo sguardo originario che ha perso e che, al di là di qualsiasi viaggio possibile, è inesorabilmente dentro di sé.
In un ambiente abilmente costruito che ricorda i vecchi bar mai scalfiti del tempo – tipici delle periferie europee – così come una locanda su una chiatta che viaggia sul fiume del tempo, i tre attori assumono di volta in volta diverse fisionomie: mentre Giovanni Franzoni è l’unico che rimane sempre e comunque Ulisse, Sara Bertelà è di volta in volta Penelope, Nausicaa, Circe, così come Franco Ravera assume nei diversi quadri l’aspetto del padre di Ulisse, di Alcinoo, dell’amico Mentore, del conducente della nave che mai lo porterà a casa perché l’essenziale è viaggiare, non raggiungere una mèta.
In ognuno degli undici quadri in cui è suddiviso il testo drammaturgico – riprendendo così filologicamente la scansione in undici libri dell’Odissea – il regista si appropria fedelmente di alcuni passaggi del testo di Omero per riflettere, in chiave moderna, sui dubbi e le avversità che l’uomo di qualsiasi epoca si trova ad affrontare: la discesa nell’Ade è il momento della riflessione sul rapporto con i genitori; l’incontro con Circe rivela come gli uomini si accontentino sempre e solo delle immagini; i Ciclopi di oggi sono tutti gli uomini che credono di vedere ma in realtà non vedono più.
Il testo ha dei bei tentativi di poesia, degli spunti interessanti, delle citazioni che stimolano l’approfondimento (poesie di Nazim Hikmet e non solo) ma purtroppo la messa in scena risulta a tratti lenta, senza alcun aiuto da parte della recitazione degli attori che, spesso, sono poveri di energia e paiono ripetere una lezione a memoria. La speranza è quella di rivederlo con un cast più aderente alle qualità del testo – che avrebbe molte corde da sfruttare di più e meglio.

Lo spettacolo è in scena:
Teatro Libero
via Savona, 10 – Milano
fino a sabato 13 luglio
orari: da lunedì a sabato, ore 21.00; domenica, ore 16.00

Ulisse, il ritorno
progetto e regia di Corrado D’Elia
con Giovanni Franzoni, Sara Bertelà e Franco Ravera
assistente alla regia Andrea Finizio
scene Fabrizio Palla
luci Alessandro Tinelli
fonica Giulio Fassina
produzione Teatro Libero

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