Al limite del surreale

La Compagnia Ginepro Nannelli delizia il pubblico della Casa delle Culture di Roma con uno spettacolo che dà voce a una umanità atipica.

Sul palcoscenico privo di scenografia si muovono solo due figure, mentre alle loro spalle sono proiettati disegni e sottolineate frasi del loro dialogo surreale e straniante.
Una donna – una singolare signora che apparentemente e in modo altalenante soffre di amnesie – riceve la visita inattesa di un uomo, un ex venditore di stuzzicadenti, la cui strana richiesta è quella di poter vedere l’appartamento dove tempo addietro egli stesso aveva vissuto.
Un appartamento in città è un testo difficile da definire e da inquadrare forse perché è al limite della farsa o del metateatro o, come recita il sottotitolo, «al limite del bosco». Ciò che colpisce è la caratterizzazione netta dei personaggi: entrambi sopra le righe, entrambi in fuga da qualcosa che non si vuole rivivere, ma in qualche modo attanagliati dalla nostalgia di un passato migliore del presente, ormai, però, inevitabilmente irrecuperabile.
Nello spettacolo sono presenti analogie con Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, con la differenza che qui l’autore è fortemente presente poiché citato più volte dall’uomo per ricordare alla donna i cambiamenti che sono stati apportati al copione. Il tutto avviene senza che essi escano mai dai loro personaggi, mentre a essere interrotto è il flusso di pensieri e riflessioni tra i due, sottolineando come in realtà siano perlopiù dei burattini nelle mani del loro autore.
Questo tipo di connotazione dei personaggi probabilmente è conseguenza della formazione dell’autore Giuseppe Drago, il quale ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta portando spettacoli di burattini in scuole e piazze.
Elemento importante è poi la cura di tutti gli aspetti che compongono lo spettacolo teatrale: i costumi, in particolare l’abito della protagonista femminile che sembra una rilettura in chiave “moderna” e surreale degli abiti delle dame del Settecento; il linguaggio della pièce, che è – finalmente – un italiano ricco di termini alle volte desueti seppur usati quotidianamente fino a una trentina d’anni fa; le luci e la musica, che dal vivo è eseguita da Claudio Rovagna, diventano un elemento non solo di sfondo ma di vero e proprio accompagnamento dell’interpretazione degli attori. Infine Patrizia D’Orsi e Marco Carlaccini che sfoggiano una recitazione impeccabile, perfettamente in armonia con l’atmosfera dei dialoghi: in parte fantastica e straniante, in parte assolutamente vera e realistica.
Lo spettacolo di Giuseppe Drago conquista lo spettatore lasciandosi gustare dal primo all’ultimo minuto, in un susseguirsi di battute ironiche e amare, distribuite e “declamate” con sapienza e padronanza del mestiere.

Lo spettacolo continua:
Casa delle Culture
Via San Crisogono, 45 – Roma
fino a domenica 27 maggio
orari: da martedì a sabato ore 21.30, domenica ore 18.00

Compagnia Ginepro Nannelli presenta
Un appartamento in città
di Giuseppe Drago
regia Marco Carlaccini
con Patrizia D’Orsi, Marco Carlaccini
musiche originali Claudio Rovagna
costumi Antonella D’Orsi Massimo
immagini in scena Luisa Taravella
disegno luci Giuseppe Romanelli
aiuto regia Ludovico Nolfi
comunicazione Olga Carlaccini

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