Inganni d’amore

indexCarlo Goldoni rivive sul palcoscenico del Teatro Rostocco con la commedia Un curioso accidente, dedicata all’eterno conflitto tra genitori e figli.

Un broccato per parete e due sedie riempiono il piccolo palco del Rostocco e si costituiscono scenografia immutevole che farà da sfondo alle vicende portate in scena dai sette attori chiamati a dare nuova vita a un classico del teatro. Avvolti in bei costumi d’epoca e forti di un linguaggio arcaico – se non a tratti aulico – questi personaggi condurranno il pubblico in una storia che, dell’originale di Goldoni rispetta vicende e collocazione storica, ma tradisce l’ambientazione, spostata dalla lontana Olanda alla vicinissima Napoli. Una scelta, questa, ribadita anche dall’uso saltuario del dialetto, che snellisce il testo e lo avvicina alla platea, grazie al quale hanno vita gag verbali altrimenti impensabili. Una opzione funzionale che il pubblico premia e che però, talvolta, entra in aspro contrasto con il restante linguaggio, da cui risulta troppo lontano.
Un curioso accidente narra di Flaminia, figlia del ricco Pancrazio, che – innamorata dello squattrinato studente Flavio – ordirà un inganno ai danni paterni – fermamente contrario alla suddetta unione – al fine di potersi sposare con lui. Perseguendo il suo intento darà vita a una serie di numerosi equivoci che diletteranno i protagonisti della vicenda stessa, così come lo spettatore.
Ciò che viene fuori è il perenne conflitto tra genitori e figli, la nocività delle aspettative che i primi riversano sui secondi, la divergenza dei sogni e delle esigenze di ogni parte in gioco che finisce con l’allontanare e costituirsi talvolta vero motivo di incomprensione e scontro. E se è vero che oggi è possibile contraddire il volere di un genitore, è indubbio che, al secolo di Un curioso accidente, era pressoché impensabile credere di potersi discostare dai disegni paterni. Discorso, questo, che si fa ancor più calzante per le figlie femmine, il cui destino veniva all’epoca ricamato dal padre prima, e dal marito poi, in quello che appariva un mero passaggio di proprietà che privava la donna della facoltà di decidere per se stessa e la relegava al ruolo di oggetto.
In questa commedia, tuttavia, la dimensione femminile si presenta assai più scaltra e risoluta di quella maschile, invero debole, ingenua e impacciata. Se le consuetudini, infatti, non sono dalla sua parte, ecco che la donna ricorre a stratagemmi per ottenere ciò che desidera e farsi artefice del proprio avvenire. La volitiva figlia del pretenzioso Pancrazio, insieme alla sua ingegnosa serva, farà di tutto per riuscire nell’intento, mentre l’uomo che desidera, e che di fatto ricambia il suo amore, resterà ingessato in una situazione che non riesce a gestire, apparendo  inerte e indolente vittima degli eventi. Allo stesso modo Pancrazio, padre premuroso, ma pur sempre figlio di una certa mentalità e del suo tempo, rivelerà ingenuità e creduloneria. Una rivincita del femminile, dunque, che non può però che passare attraverso l’inganno e il raggiro, ma che mette in luce pregi e debolezze di ogni controparte.
Un testo classico, lineare e al tempo stesso divertente, che vede il suo punto di forza nelle efficaci  e sentite interpretazioni degli attori, impegnati in una rappresentazione non fastosa, ma da cui emerge – e trasmesso – un grande amore per il teatro in toto.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Rostocco
Via Calzolaio 9, Acerra (NA)
7 e 8 febbraio
sabato ore 20.30 – domenica ore 18.30
Un curioso accidente
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Francesco Sisto
con Michelangelo Ragni, Ciro Discolo, Sara Saccone, Alessandro Palladino, Ferdinando Smaldone, Chiara Mattacci, Simona Pipolo
scene e costumi Clelio Alfinito
musiche Maldestro
disegno luci Enrico Scudiero
aiuto scenografo Ludovico Alfinito
aiuto costumista Angela Covesnon
direttore di scena Paola Paradisi
luci e fonica Franco Di Carluccio
foto di scena Maria Giovanna Iavazzi

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