«Il tempo del circo»

Al Teatro Belli è di scena il circo, raccontato in uno spettacolo, Un deux trois…Pam Ham!, che ne evoca le suggestioni e ne racconta i retroscena umani e artistici, legando vita e impulso artistico in un gioco violento e appassionato.

Nella lotta per emergere e guadagnare le risate del pubblico si scontrano sulla scena le due figure storiche e antipodiche della tradizione clownwesca, “Il bianco” e “l’augusto”, il despota e il servo, come identità narrative stereotipate, destinate tuttavia a scambiarsi frequentemente, come nella vita.

Alla fine dell’Ottocento, nella Francia di Napoleone imperatore, il circo è una delle forme di intrattenimento preferite dalla massa. Sotto il tendone, tra la paglia e lo sterco dei cavalli, si incontrano i destini di Pam – clown bianco di lunga esperienza e stella in declino della risata – e del suo piccolo aiutante, ex venditore di lupini ed entusiasta ingenuo ai limiti della stupidità. Tra i due nasce un sodalizio artistico, funestato dalla malvagità di Pam, che vede nella spontanea comicità del suo attore spalla una minaccia alla sua incontrastata e appannata gloria artistica. A ciò si aggiunge la frustrazione del vecchio clown per essere stato respinto dalla ragazza di cui è innamorato, giovane ballerina francese con un’infanzia di abbandoni che vive e lavora sotto lo stesso tendone. Il giovane ed esordiente sguattero è invece innamorato di Sagal, un acrobata zoppa pugliese, che millanta origini indiane, più adatte all’esoticità dell’ambiente circense e che è, invece, la triste compagna dell’altezzoso Pam. Le gelosie dell’anziano sfoceranno in un tranello ordito ai danni del collega che, accusato ingiustamente di furto, si vedrà costretto ad allontanarsi dal circo: finirà in galera, si arruolerà nell’esercito e quando finalmente farà ritorno in Francia, con la divisa ancora impolverata, ritroverà il suo dispotico dittatore in un café chantant, nuova moda francese d’inizio secolo, in un setting rovesciato dove “l’augusto” diviene protagonista, e il “clown bianco” si arrende tristemente a un ruolo subalterno.
Lo spettacolo, per la regia di Marcello Cotugno, regala al pubblico un affresco lontano ma vivo dell’incantato mondo dei clown. La ricerca e lo studio sulla figura sono stati condotti in un modo profondo e strutturato, avendo cura di scuotere le pieghe profonde dell’anima artistica del guitto, come a mostrare una bambolina che ha dipinte due espressioni ai lati opposti della testa. L’artista, nel flusso della sua creazione, risolve la sua esigenza comunicativa, regalando al pubblico la tanto attesa risata, dietro la quale si nasconde la volontà distruttiva di emergere, di competere a danno degli altri, di non essere dimenticato e abbandonato dal suo pubblico. La parabola discendente (e ascendente a un tempo) del genio della risata e dell’intrattenimento è delineata con cura, con lo stesso binario approccio di Charlie Chaplin o di Fellini, che girò l’Italia e l’Europa alla ricerca di ritratti fedele e realistici per poter realizzare il suo documentario sul clown. Un deux trois..Pam Ham! è un poetico e suggestivo racconto di umanità artistica: l’approccio emotivo alla vicenda da parte del regista è negato, come in una sorta di lente brechtiana che restituisca indirettamente, attraverso lo straniamento, delle retrosensazioni: una tristezza che si espande, un’empatia che trabocca solo dopo essersi allontanati dal teatro. Et voilà! Il numero, nella sua assurdità, è perfettamente riuscito.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Belli
Piazza Sant’Apollonia, 11/a – Roma
martedì 7 febbraio, ore 21.00

Un deux trois…Pam Ham
di Danilo Pennone, Alfredo Angelici, Marcello Cotugno
regia Marcello Cotugno
con Alfredo Angelici, Guglielmo Guidi, Bianca Nappi, Veronica Baleani, Dimitri D’Urbano, Alessandro Lui, Alexandra Mogos, Sara Pantaleo, Giuseppe Santochirico

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