Volto al termine il Roma Fringe Festival, ecco il bilancio di un mese e poco più di (non solo) spettacoli.

Una residenza ottocentesca nel cuore di Roma, Villa Mercede, immersa nel verde e nove spettacoli che ruotano a sera, su tre differenti palcoscenici per cinque settimane. È il Fringe Festival, arrivato alla terza edizione romana. L’incantevole scenografia ha visto ben 230 repliche per 80 spettacoli provenienti da tutta Italia e dall’estero, mercatini bio-ecologici, dell’artigianato e di prodotti regionali. In palinsesto ci sono stati anche grandi ospiti del teatro-off italiano, una rassegna dedicata a Pier Paolo Pasolini, spettacoli stranieri in lingua originale, comici, performers e… chi più ne ha, più ne metta. Un vero e proprio harem del teatro, un paese dei balocchi per professionisti, addetti ai lavori, critici, appassionati e spettatori per caso.

Il Fringe, la più grande vetrina italiana del teatro off, si propone di accogliere i migliori talenti emergenti, le idee più originali e innovative che offre la scena culturale italiana. Un momento di confronto per giovani artisti grazie a cui possono divenire essi stessi oggetto d’interscambio culturale. Il Festival, che nasce come officina del teatro indipendente, autogestito e autonomo dalle istituzioni, in questa edizione è riuscito a dare prova della vastità del retroscena teatrale contemporaneo. Compagnie che esulano dallo scenario degli Stabili e dalle grandi produzioni, ma che riescono, con grande convinzione, forza di volontà e creatività, a realizzare sulla scena qualcosa di sorprendente. Bastano un fondale e due quinte, delle luci e qualche oggetto per portare in scena prodotti di qualità artistica molto alta. Quando si dice: Talento.

Il Festival, si è posto un target molto vasto, attirando gente anche grazie a megaschermi per trasmettere le partite dei mondiali di calcio, bancarelle, degustazione di birre artigianali, concerti. Un pubblico variegato per fasce d’età e interessi cultural, dunque, attirato dall’ampia proposta e dal prezzo di botteghino davvero ridotto di cinque euro a spettacolo. A volte incuriositi da qualche classico riproposto, a volte dalla più allettante commedia o dallo spettacolo gratuito (il sabato sera in genere, un’ottima soluzione per pubblicizzarsi), gli spettatori sono sembrati ben attenti alla proposta Fringe, decretandone il successo.

L’ambizione dell’evento ha, senz’altro, richiesto una mole di lavoro enorme. La macchina organizzativa, ormai ben oliata, è stata in moto tutto l’anno per selezionare gli spettacoli, trovare partnership, espositori, sponsor, collaborazioni, ecc. Un buon risultato, in cui anche il pubblico è stato protagonista, chiamato a esprimersi sul successo degli allestimenti e decretandone le sorti con un sistema di votazione. C’è da dire che comunque il sistema di voto è senza dubbio migliorabile: durante la competizione è risultato infatti spesso contorto e, non poche volte, ha visto gli addetti ai lavori intenti a spiegare e rispiegare, prima e dopo lo spettacolo, le modalità. Bella l’idea di assegnare un voto con metodo all’americana (con scala di valori da 1 a 4 ascendente), ma forse andrebbe semplificato il tutto in una chiave maggiormente nostrana.

Incomprensibile invece il fatto che la finale sia stata decretata solo dalla giuria di addetti ai lavori, esautorando del tutto la componente popolare del voto. Al netto di tutto ciò, il Festival in ultima analisi ha realizzato ottimi risultati. Si è dimostrato una vetrina interessante nella vasta gamma di proposte dell’estate romana, ha attratto a sé parecchie attenzioni, è riuscito a dare visibilità a tutto un fermento artistico di nicchia – e di qualità -, portando alla luce vere e proprie gemme preziose.
Il Fringe è stato un luogo in cui ognuno ha potuto apportare le proprie abilità e il suo messaggio da far ascoltare. Una fucina di talenti che ha messo a punto un universo così complesso e variegato di idee, di valori culturali, di mission. Tra le proposte non sono mancati, appunto, remake di grandi classici (Shakespeare va per la maggiore), omaggi a icone del passato, ritratti di storie vere, nuove drammaturgie, ricerca avanguardista. Forte, anzi fortissima, la componente femminile: affermazione di gender e sociale, talvolta con toni più drammatici, talvolta con tinte più autoironiche e grottesche. E sono le donne, non a caso, a trionfare in questa terza edizione del Fringe con le ispirate siciliane di Taddrarite (Pipistrelli) (premiato anche per la miglior drammaturgia e Claudia Gusmano come miglior attrice) e Velia Lalli con Il Nuovo Show per la prima edizione di Stand-Up Comedy.

Onore anche agli sconfitti. Seppure non vincitore dell’ultimo round, non va dimenticato un piccolo gioiello come Groppi d’amore nella scuraglia interpretato da un magnifico Silvio Barbiero (non a caso miglior attore del Festival). Gli altri premiati: per la miglior regia Migrazioni del Collectif faim de loup (Belgio); lo special off a 84 Gradini, di e con Giuseppe Mortelliti; premio del pubblico a Zitti zitti di Actores Alidos. Lo Spirito Fringe è andato a The Chase degli inglesi Pinch of Salt Theatre , il premio Gaiaitalia.com a Lamagara della compagnia Confine Incerto. Per concludere, ricordiamo il Premio Periodico Italiano Magazine assegnato a NO. Una giostra sui limiti dei limiti imposti di Collettivo Controcanto, mentre la Menzione Speciale Giovane Talento è andata a Daniele Fedeli e Orlando Bodlero (Innamorati Erranti).
Il Fringe è stato tutto questo, ma anche notti estive, calde e umide, a volte ventose e burrascose in cui respirare a pieni polmoni aria di teatro. La dimostrazione tangibile che ancora non si può parlare di decadenza del teatro. Anzi, è vivo e prolifico e pronto a riversare i suoi figli per il mondo.

Il Fringe Festival continua con le edizioni di Edimburgo, New York, San Diego, Saint-Louis e Stoccolma e, chissà, quali altre meraviglie verranno ancora fuori.

Premi e i vincitori del Roma Fringe Festival 2014:

Miglior Spettacolo Roma Fringe Festival 2014: Taddrarite – Accura Teatro
Miglior Regia: Migrazioni – Collectif faim de loup (Belgio)
Miglior Drammaturgia: Taddrarite – Accura Teatro
Premio Special Off: 84 Gradini, di e con Giuseppe Mortelliti
Premio del Pubblico: Zitti zitti – Actores Alidos
Miglior Attrice: Claudia Gusmano – Taddrarite, Accura Teatro
Miglior Attore: Silvio Barberio – Groppi d’amore nella Scuraglia
Premio Spirito Fringe: The Chase – Pinch of Salt Theatre (UK)
Premio Gaiaitalia.com: Lamagara – Confine Incerto
Premio Periodico Italiano Magazine: NO. Una giostra sui limiti dei limiti imposti – Collettivo Controcanto
Menzione Speciale Giovane Talento: Daniele Fedeli – Orlando Bodlero, Innamorati Erranti

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