Classica o moderna, la musica è incanto

L’A.I.E.F. – Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente, ha organizzato – nel borgo di Pruno di Stazzema – un doppio concerto di pianoforte e chitarra flamenco, che ha riscaldato un’uggiosa serata tardo-primaverile.

Alla giovane pianista Rebecca Lou Guerra ii compito di aprire la serata musicale riconciliando il pubblico con questo piovoso inizio di giugno. Un percorso, il suo, che alterna momenti di radicale cambiamento nella musica classica, alla ricerca di sempre nuove strade, a momenti in cui ritornano i grandi del passato. Si inizia con l’esecuzione del Contrapunctus secundus e fregi da Il quaderno di Annalibera di Luigi Dallapiccola – pezzi composti nel 1952 e dedicati alla figlia per il suo ottavo compleanno – che inondano le navate della piccola chiesa di montagna, che ospita il concerto, di sonorità non facili, ma di grande impatto e virtuosismo. Segue il tuffo nel passato con la musicalità di inizio Ottocento, firmata da Muzio Clementi – che, nell’esecuzione di Guerra, si allontana dalle lezioni accademiche del primo anno di pianoforte, tornando di diritto nel novero degli autori di bellissime sonate. Il pezzo del romantico Schumann sembra il naturale prosieguo e, allo stesso tempo, l’anello di congiunzione con l’ultimo brano in programma, grazie a quelle sonorità che trasportano l’ascoltatore lontano dal dolore profondo, verso un umorismo più lieve. La brillantezza dell’ottava Novellette, scritta in un periodo di grande creatività pianistica, si libra melanconica nell’aria. Conclude, Turandots Frauengemach, del compositore italiano Ferruccio Busoni, che – seppur legato alla cultura romantica tedesca e, soprattutto, a Brahms – è stato oltremodo aperto alle novità musicali del Novecento. L’esecuzione scintillante conclude un coraggioso excursus musicale che Guerra ha interpretato con coerenza, creando apprezzate suggestioni sonore.

Nella seconda parte della serata, il giovane e talentuoso Julien Gobin ha trasportato il pubblico in un universo di fuochi campesinos, abitati da gitani e sinuose danzatrici; immergendo la platea nelle atmosfere in technicolor di Sangue e Arena, dove la mitica Rita Hayworth interpretava Verde Luna – composta ed eseguita da Vicente Gómez, celebre chitarrista che apprese l’arte del flamenco nella taverna madrileña del padre. Gobin, con garbo e un sorriso lievemente sardonico, ha ripercorso un lungo viaggio nello spazio e nel tempo. Evitando le suggestioni più commerciali, si è inerpicato sulle gradinate dell’Alhambra per restituirci lo scorrere ridente dello zampillio delle fontane arabe – in quel paradiso in terra, senza vergini o martiri, ma ricco di acque e ombre frondose dell’Andalusia arsa dal sole. Una sinestesia che scalpella le note sulle corde della chitarra quando si tratta del flamenco più ruvido; che danza frenetica come ombra, nel riflesso di un fuoco all’aperto; e che compie magicamente quella mezcla di culture, lingue e tradizioni, che in Spagna ha dato origine ad autentici capolavori – in primis, nel campo dell’architettura.

A conclusione di serata, tre poesie tratte dalla raccolta di Federico García Lorca, Poema del Cante Jondo – interpretate da Rebecca Lou Guerra, con l’accompagnamento di Gobin, che si cimenta proprio nel flamenco più serio, ossia nel cante jondo – profondo, primitivo. E il pubblico si accomiata commosso, uscendo dalla piccola chiesa di Pruno, dove si è tenuto il concerto. Ad attenderlo «El silencio redondo de la noche/sobre el pentagrama/del Infinito» (Il silenzio rotondo della notte/sul pentagramma/dell’infinito, Hora de estrellas, F. G. Lorca, 1920).

Il doppio concerto è andato in scena:
Pieve di San Niccolò

Pruno di Stazzema (Lucca)
venerdì 3 giugno, ore 20.00

Un pianoforte e una chitarra flamenco per l’Aief
con Julien Gobin, chitarra flamenco
Rebecca Lou Guerra, pianoforte e voce (liriche tratte dal Poema del Cante Jondo di Federico García Lorca)
Programma:
al pianoforte, Contrapunctus secundus e fregi da Il quaderno di Annalibera di Luigi Dallapiccola. Sonata opera 40 numero 2 in si minore di Muzio Clementi. Novelletta opera 21 numero 8 di Robert Schumann. Elegia numero 4 Turandots Frauengemach di Ferruccio Busoni

alla chitarra flamenco, excursus storico-geografico
concerto organizzato e promosso da A.I.E.F. – Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente

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