Si può dimenticare?

tieffe-teatro-milanoAl Teatro Tieffe Menotti di Milano, per soli tre giorni – troppo pochi – Una cena armena, uno spettacolo di grande sentimento e spessore storico-culturale.

Una cena armena non è soltanto uno spettacolo di denuncia, pensato per mettere in scena le atrocità dello sterminio di una popolazione – quella armena – che ormai il mondo ha dimenticato. È uno spettacolo che nasce dal cuore, dalla necessità non tanto di sapere il perché – ossia di indagare le cause che hanno portato alla strage – quanto piuttosto di mantenere vive le tradizioni e di tramandarle, di generazione in generazione, affinché le sofferenze patite non siano state vane.

E così, sulla scena, incontriamo due generazioni a confronto: Aram – Danilo Nigrelli, interprete e regista dello spettacolo – e Nina – Rosa Diletta Rossi. Il primo, un signore armeno con un doloroso passato alle spalle e un presente incerto, fatto di tante paure e desideri mai esauditi; la seconda, una giovane ed esuberante ragazza mossa dal desiderio di sapere, di trovare una risposta a ogni suo perché, che invade – letteralmente – la casa dell’uomo, al quale chiede le risposte tanto agognate.

Ma così come lei è assetata di sapere – di capire come sia stato possibile lo sterminio di un popolo senza che ne sia rimasta alcuna traccia, senza che alcuno si sia impegnato affinché ciò non accadesse o che, quantomeno, non si dimenticasse – Aram, al contrario, porta avanti le tradizioni del suo popolo attraverso l’arte della cucina armena, perché ciò che conta – secondo lui – è non scordare le tradizioni, gli usi e i costumi, piuttosto che le atrocità subite da milioni di persone costrette a camminare senza meta nel deserto fino alla morte.

Due storie che si incontrano e si mettono a confronto fino a stemperare le oscenità di un passato ancora troppo presente cucinando assieme. Una cena armena nasce, non a caso, dall’incontro della sua autrice, Paola Ponti, con il testo di Sonya Orfalian La cucina di Armenia. Sonya – figlia di padre armeno palestinese, costretto a rifugiarsi in Libia senza aver mai posseduto né cittadinanza né passaporto – racchiude e preserva, nel libro, le radici della sua cultura, del suo popolo: umiliato e offeso ma ricco di tradizioni che non possono, non devono essere dimenticate, così come è stato dimenticato il suo massacro.
Uno spettacolo – nonostante l’argomento – che può dirsi divertente, soprattutto grazie alla simpatia della figura di Nina e al grande feeling che si crea, in scena, tra i due protagonisti; una regia ben costruita, pulita e semplice ma di grande impatto emozionale e ricca di storia: una storia che pulsa ancora e che ci costringe ad ammettere quanto l’essere umano possa essere feroce nei confronti dei suoi simili.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Tieffe Menotti
via Ciro Menotti, 11 – Milano

Màlbeck Teatro/La Compagnia della Luna presenta:
Una cena Armena
di Paola Ponti
regia Danilo Nigrelli
consulenza Sonya Orfalian
con Danilo Nigrelli e Rosa Diletta Rossi
musiche Laura Lala
scenografia Luigi Perego
luci Danilo Facco

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