L’intuito e la visione del giovane Pasolini

india-argentina-roma-80x80Un intenso Roberto Herlitzka porta in scena con grande umanità un monologo fatto di pensieri, poesie e discorsi del grande Pierpaolo Pasolini, fusi e rielaborati da Gianni Borgna, nell’ambito del progetto Roma per Pasolini che il Teatro di Roma dedica al poeta.

Una giovinezza enormemente giovane, in grado di intuire profeticamente i nostri tempi e che continua ad appassionare e a far sognare tutti i giovani, di oggi e di un tempo, quella di Pierpaolo Pasolini. Poeta, autore, sceneggiatore, regista, saggista e giornalista: riuscire a riassumere in una parola quale, tra le tante, fosse la passione che lo guidasse è un tentativo che oltrepassa senza dubbio il limite del possibile e che, vanamente, aggiungerebbe una qualche utilità alle pagine scritte e alle immagini girate. Lo sforzo classificativo non si addice ai grandi che è più corretto, invece, leggere trasversalmente attraverso le opere. In modo da comporre, pezzo dopo pezzo – attraverso scritti, poesie e opere artistiche – il filo logico del loro discorso. Ci hanno provato, in questa rappresentazione in scena al Teatro Argentina dal 5 al 9 novembre, Gianni Borgna, Antonio Calenda e Roberto Herlitzka, rispettivamente autore, regista e interprete di un pensiero che a tutt’oggi incanta per lucidità, poesia e lungimiranza.

A parlare, attraverso il corpo di Roberto Herlitzka un poco proteso in avanti per offrire al pubblico il suo intenso dono interpretativo, è Pasolini stesso. Siamo nell’alba del 2 novembre 1975, in lontananza si ode forse solo l’abbaiare dei cani e lo sciabordio delle onde che si infrangono sulla costa dell’idroscalo di Ostia. Il corpo ricoperto da un misto di sangue e sabbia, percosso e travolto dalle gomme della sua stessa auto, giace riverso a terra e parla. Calenda parte da quell’immagine, impressa nella memoria storica di tutti gli italiani che hanno sofferto della mancanza di una mente tanto illuminata, per far parlare Pasolini.
Herlitzka, con verità, ci guida nei testi poetici e ripercorre i luoghi capitolini tanto amati dal poeta: il Quarticciolo, il Pigneto, Torpignattara, la Casilina. Incuriosisce come già cinquanta anni fa Pasolini avesse notato e descritto un cambiamento sociale in quei quartieri che, da vere e proprie comunità nate dalla ricostruzione post-bellica («si lasciavano le chiavi infilate nelle serrature delle case »), si andavano trasformando in zone di stampo piccolo borghese e, di conseguenza, in realtà meno inclini alla solidarietà sociale e più simili al paesaggio urbano dei nostri giorni. Le immagini scorrono sullo sfondo su di un grande schermo modello cinematografo, dietro la rete dell’idroscalo, e mostrano i prati della Magliana dove Totò e Ninetto Davoli scappavano (i quartieri che oggi sono quelli del XV Municipio: Torre Righetti, Monte del Trullo, Borgata Petrelli, Villa Kock). E ancora, testi di cronaca giornalistica e di analisi della politica energetica degli anni di Enrico Mattei, riassunti in pensieri lucidi e assolutamente attuali, ci riportano alla politica di quegli anni. La descrizione di come i poteri politici sfidassero, a loro vantaggio, la sorte italica e di come tutto ciò avrebbe portato la nazione nella situazione di declino in cui versa attualmente: un’analisi che dimostra quanto potesse essere lungimirante una mente già subito dopo la seconda metà del secolo scorso. E quanto la consapevolezza di Pasolini sapesse dipingere a tinte forti un chiaro indirizzo amministrativo e sociale.
Roberto Herlitzka ammalia il pubblico con la sua semplice intensità e con il trasporto delle sue parole. Indossa un maglione color fragola, come quello del Pasolini all’idroscalo: commovente e vero. Così come vera e sentita è stata la loro rielaborazione a opera di Gianni Borgna, critico musicale, autore e politico italiano, scomparso lo scorso febbraio. Un uomo, Borgna, che tanto aveva amato il poeta e che sicuramente avrebbe apprezzato questa regia di Calenda.
Il Teatro di Roma rende omaggio al grande Pasolini, del quale ricorreranno nel 2015 i quarant’anni dalla morte, con il progetto Roma per Pasolini, che ha preso il suo avvio il 2 novembre con la lettura di Ragazzi di vita di Fabrizio Gifuni.

«La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perchè egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perchè egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.».
Alberto Moravia

Lo spettacolo continua
Teatro Argentina
dal 5 al 9 novembre
venerdì 7 novembre ore 21.00
sabato 8 novembre ore 19.00
domenica 9 novembre ore 17.00

ROMA PER PASOLINI
scene Paolo Giovanazzi
luci Nino Napoletano

Una giovinezza enormemente giovane
ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini
di Gianni Borgna
regia Antonio Calenda
con Roberto Herlitzka
durata 1 ora e 10 minuti
Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Mittelfest 2013
Lo spettacolo va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste

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