Condannati a ricordare

teatro-carcanoNella bellissima messa in scena di Una pura formalità al Carcano di Milano, Glauco Mauri e Roberto Sturno rendono laici e pressanti gli interrogativi di una vita.

Un uomo si ritrova in una notte di interminabile tempesta in uno strano e squallido commissariato. Non ci sono precise accuse contro di lui: ha fatto resistenza contro i poliziotti che l’hanno fermato mentre correva, come in fuga, sotto la pioggia, in un bosco. Il commissario è un personaggio ancor più singolare dell’uomo fermato, che sembrerebbe soffrire di una tremenda amnesia. Presto salta fuori che in questa notte che non sembra terminare mai è stata uccisa una persona: impossibile stabilire chi sia, il suo volto è sfigurato. Quanto all’uomo fermato è un celebre scrittore in apparente crisi di creatività. E tutto parla contro di lui. L’interrogatorio, cominciato come una “semplice formalità” si fa sempre più incalzante: curiosamente il commissario è un fervido ammiratore dei romanzi dell’uomo fermato. Il finale della versione teatrale di Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, ora al Carcano di Milano, è a sorpresa, a meno che non abbiate visto il film. Mauri ci mette del suo, eliminando gli aspetti più mistici e virando sulla dimensione esistenziale terrena. Grazie a una scena efficacissima di Giuliano Spinelli, alla solita strepitosa recitazione di Mauri e Sturno, lo spettacolo è un vero godimento per chi ama il palcoscenico. Da non perdere.

Lo spettacolo continua
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano
dal 15 al 26 aprile 2015

Una pura formalità
di Giuseppe Tornatore
regia di Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno, Giuseppe Nitti, Amedeo D’Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso
Scene di Giuliano Spinelli
Costumi di Irene Monti
Musiche di Germano Mazzocchetti
Produzione Compagnia Mauri Sturno

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