Il Teatro alle Colonne inaugura la stagione con racconti di esistenze prive di valore, in un mondo dominato dal profitto.

Si sente il bisogno di cultura e di teatro, di uscire di casa per confrontarsi su temi del nostro quotidiano ma anche più generali.

A questa necessità Milano risponde con l’apertura di nuovi spazi per le rappresentazioni, come alcune sale parrocchiali affidate a compagnie che diventano finalmente stabili. Tra queste, la scheriANIMAndelli, che ieri sera ha inaugurato la sua prima stagione al Teatro alle Colonne – in una tra le zone più belle, vive e frequentate dai giovani della nostra città.

Il lavoro che la compagnia intende fare – come ha detto il regista e co-fondatore Paolo Scheriani – è: «un percorso per costruire la pace», effettivamente e non solamente a parole, demandando ad altri le decisioni, le azioni, l’impegno sul territorio. E in questo contesto si inserisce bene il primo spettacolo in cartellone, Human Discount, un trittico di monologhi basati su altrettante storie vere: di un’immigrata clandestina consegnata dalle autorità italiane a un lager libico; di una famiglia della Sierra Leone decimata dalle lotte interne dei signori della guerra per regalarci quel diamante che è “per sempre”; e di un’attivista statunitense, Rachel Corrie, uccisa dagli israeliani.
Con l’apporto, essenziale ma poetico, di una serie di video firmati da Luca Lisci, Camilla Maffezzoli racconta – con ritmi a tratti da endecasillabo sciolto – la storia di una donna che spera in un futuro migliore in Italia ma viene fermata, mentre tenta di attraversare il Mediterraneo, da una motonave delle autorità italiane che la riporta a forza in Libia.

Il suo calvario – che accomuna molti altri africani – è simile a quello raccontato dal fotografo Enrico Dagnino su Paris Match e dal giornalista Riccardo Iacona a Presadiretta – forse il migliore programma d’inchiesta della tv italiana – ma occultato dai media ufficiali. Perché dietro ai proclami sulla sicurezza, la verità è un’altra: i cosiddetti clandestini non arrivano in Italia sui barconi ma con regolari visti di lavoro o studio e solamente allo scadere del visto si trasformano, improvvisamente, da esseri umani in clandestini. Ma la “mostruosa opera di cancellazione della realtà” – come la definisce Iacona – falsifica talmente le carte da sorvolare sul fatto che circa la metà dei migranti sbarcati sulle coste italiane ha ottenuto lo status di rifugiato. E come è facile avere la memoria corta quando fa comodo. Come è facile dimenticare che gli italiani (e non solamente i meridionali, ma anche veneti e friulani) sono stati migranti e hanno vissuto sulla propria pelle razzismo, xenofobia, l’odio di chi ci accusava di “portare via il lavoro”. Come è facile dimenticare che quando esisteva l’Urss si rimproverava ai Paesi comunisti di impedire la libera circolazione delle persone. Ma adesso che la cortina di ferro non esiste più, che il muro di Berlino è crollato, ecco che la demagogia capitalista può ergere nuovi muri, sul confine tra Stati Uniti e Messico, così come tra Israele e Palestina.

E alla situazione palestinese è dedicato il terzo monologo, quello che dà voce a Rachel Corrie, la giovane pacifista statunitense uccisa e sepolta da un caterpillar israeliano, mentre cercava di difendere dalla demolizione le abitazioni di alcuni palestinesi. E anche qui un’altra donna ha raccontato bene cosa succede realmente. Naomi Klein scrive in Shock Economy: “Anni prima che le aziende americane ed europee comprendessero l’enorme potenziale del boom della sicurezza globale, le società tecnologiche israeliane lavoravano alla creazione di un’industria della sicurezza nazionale, e ancora oggi continuano a dominare il settore”. In parole povere, se l’economia prospera in situazioni di distruzione, guerra e instabilità, perché costruire la pace?  Ricchezza di contenuti incredibile quella che va in scena al teatro delle Colonne.

E al di là dell’ottima interpretazione – e dei testi (soprattutto il primo e il terzo monologo) che toccano punte di poesia e si discostano dalla fredda cronaca dei fatti – anche solo per la complessità dei temi in gioco, vale la pena assistere a questo spettacolo.

Lo spettacolo continua:
Teatro alle Colonne

Colonne di San Lorenzo
corso di Porta Ticinese 45 – Milano
sabato 23 ore 20.45 – domenica 24 ore 16.00
venerdì 29 e sabato 30 ore 20.45 – domenica 31 ore 16.00
venerdì 5 e sabato 6 novembre ore 20.45 – domenica 7 ore 16.00
Compagnia scheriANIMAndelli presenta:

Human Discount
La vita di questi tempi

drammaturgia e regia Paolo Scheriani
con Nicoletta Mandelli, Marisa Della Pasqua e Camilla Maffezzoli
performing video Luca Lisci

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