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Con Una volta nella vita al Teatro Trastevere, la morte, confine ultimo della vita umana, lascia la sua presa su quattro individui che si ritrovano a dover risolvere il mistero del proprio risveglio.

Uno scenario apparentemente tetro si staglia sulla scena. Lenzuoli bianchi ricoprono i corpi spirati di quattro individui, ma la morte lascia ben presto la sala e la stanza si ritrovano tre increduli uomini (un direttore di banca, un ladro e un prestigiatore) e una donna che non sembra preoccuparsi dell’inusuale situazione, sebbene di lei, a differenza dei compagni di sventura, non si sappia nulla.

La ragazza sembra, infatti, sapere perché i tre uomini si trovino nell’obitorio, ma carpire tale informazione dalla protagonista sarà un’impresa destinata, almeno inizialmente, al fallimento di fronte alla sua costante amnesia. Tra battute, scene comiche e situazioni paradossali, i tre giungono, infine, a scoprire la causa della propria dipartita: sono stati traditi e avvelenati da amici e compagni di vita. Un vento gelido ne sferza le anime e li costringe a fare i conti con la crudele verità; ridestati dalla donna e invitati a seguirla per scioglierne il mistero della rinascita, il direttore, il ladro e il mago, tanto diversi nelle caratteristiche e nei modi, comprenderanno di avere qualcosa, un destino, in comune.

Lo spettacolo si presenta da subito come una commedia frizzante e coinvolgente che prende forza dalle specifiche e uniche caratterizzazioni dei protagonisti; il ladruncolo romano, il prestigiatore napoletano e l’altezzoso direttore sono delle vere e proprie macchiette, superbi interpreti capaci di creare situazioni paradossali ed esilaranti. Le battute sono efficaci singolarmente ma la vera comicità deriva da una loro sintesi che, coerente e omogenea, riesce a plasmare il contesto ideale per l’enucleazione di un divertente dialogo. Un dialogo, al cui interno, purtroppo, la donna – nonostante la sua centralità drammaturgica – risulterà spesso un semplice strumento comico a disposizione dei compagni, dunque, limitata nell’approfondimento.

Al netto di questa sfumatura di grigio, l’allestimento complessivamente convince, complice, soprattutto, la semplicità che caratterizza tanto la scenografia (sul palco ci sono solo quattro lettini e quattro armadietti), quanto una trama lineare, chiara e senza astrusi intrecci e che ben si sposa con la volontà di focalizzare l’attenzione sulle parole dei personaggi e sulle loro interazioni comiche, esaltandosi dall’assenza di invadenti sovrastrutture sceniche.

Che si parli di vita, di morte o di resurrezione lo spettacolo tratta l’intera narrazione con un sincero sorriso e una genuina risata ed è proprio tale combinazione a connotare una gradevole serata di intrattenimento e a lasciare allo spettatore una piacevole sensazione di ilare soddisfazione.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Trastevere
Via Jacopa de Settesoli 3
dal 28 dicembre al 2 gennaio ore 21:00

Una volta nella vita
di Gianni Clementi
regia I Parzialmente Scremati
con Eugenio Banella, Federico Capponi, Edoardo La Rosa, Adele Pani

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