Roberto Trifirò rivista il classico di Pirandello in chiave onirica e metafisica.

teatro-sala-fontana-milanoDopo Le intellettuali di Molière con la regia di Monica Conti, Roberto Trifirò torna al Teatro Sala Fontana con uno dei testi più famosi della drammaturgia italiana: Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello, per il quale l’attore si fa anche regista e drammaturgo.

Il testo, pubblicato per la prima volta nel 1926 sotto la forma di romanzo a puntate sulla rivista Fiera Letteraria, è la vicenda della ricerca d’identità di un uomo e della presa di coscienza della frammentazione quasi infinita di quest’ultima, a partire da una banale osservazione della moglie che gli rivela un “IO’’ dai tratti inquietanti.
Trifirò spiega che la prima necessità nell’affrontare un testo così conosciuto e famoso, fosse quello di una scrittura scenica pronta a modificarsi. Lo spettacolo si presenta, quindi, come l’esito della ricerca di una espressione corporea condotta durante le prove dai cinque personaggi all’interno di uno spazio scenico nero e vuoto, che crea immagini oniriche di matrice quasi espressionista.
Sulla scena, Vitangelo Moscarda alimenta le sue ossessioni con visionaria lucidità, riflettendo sull’impossibilità dell’oggettivo di tutto ciò che lo circonda, sino a riuscire, nel finale, a dissociarsi dalla follia del reale, ma a prezzo di essere accreditato come folle.
Molto interessante è la performance di Emanuela Villagrossi, che interpreta cinque personaggi maschili uniti dalla totale adesione al loro lavoro, aspetto che riesce a essere ben rappresentato tramite l’utilizzo di costumi-uniformi e di una recitazione altisonante e autoritaria. La moglie Dida viene invece interpretata sia da Laura Piazza, che esprime la dimensione passionale della donna tramite un abbigliamento e una recitazione provocante, sia da Federica Armillis, che ne mostra invece l’aspetto più borghese e puritano.
Alessandro Tedeschi, infine, interpreta Quantorzo, l’amministratore bancario che gestisce le attività del protagonista e che viene rappresentato attraverso movenze e tonalità ridicole e grossolane.
Lo spettacolo rimane comunque molto fedele alle intenzioni pirandelliane e si conclude con l’allontanamento di Moscarda dalla vicenda, che viene tuttavia vissuto dal protagonista come una vera e propria liberazione; tutto questo, come ha notato lo stesso Trifirò, rende Moscarda una moderna Alice di Lewis Carrol, che è riuscita a varcare la soglia dello specchio e a dissociarsi in questo modo dalla follia del reale.

Lo spettacolo continua
Teatro Sala Fontana
via Boltraffio 21, Milano
dal 14 al 26 aprile 2015

Uno, nessuno e centomila
di Luigi Pirandello
drammaturgia e regia di Roberto Trifirò
con Roberto Trifirò, Federica Armillis, Laura Piazza, Alessandro Tedeschi, Emanuela Villagrossi
disegno e luci di Toni Zappalà
scene e costumi di Barbara Petrecca
truccatrice Barbara Rifranti Fumagalli
luci e fonica Rossano Siracusano
produzione Elisinor

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