Prima le donne

teatro-cooperativa-milanoAl Teatro della Cooperativa, un omaggio ai grandi nomi femminili della rivista italiana con sketch, letture, spunti biografici e canzoni.

Chi non c’era, può forse non sapere che proprio dalla rivista e dall’avanspettacolo sono nati attori del calibro di Anna Magnani o di Totò.

Si pensa spesso che la rivista sia stata una parentesi per lo più priva di spessore culturale, ma forse si scorda quanto, nell’improvvisazione e nei severi meccanismi che regolano la comicità, si siano nascosti veri e propri talenti e quanto il palcoscenico del varietà fosse a volte un valido trampolino di lancio per provetti attori e cabarettisti.

Certo è che i grandi nomi dell’avanspettacolo, degli anni Cinquanta e Sessanta, da Franca Valeri a Anna Magnani, da Ave Ninchi a Bice Valori passando per Tina Pica e Pupella Maggio, hanno fatto la storia e si sono impressi nell’immaginario collettivo del dopoguerra in modo indelebile.

E sebbene non ci fosse altro scopo che il puro intrattenimento, all’epoca tanto più gradito proprio perchè seguito agli anni dolorosi della guerra, e malgrado si cercassero toni consolatori e piacevoli e non certo l’asprezza di una vera e propria critica politica, non mancavano talvolta gli spunti per disegnare irriverenti e appuntite macchiette che svelavano, in modo apparentemente indolore, ipocrisie e contraddizioni sociali.

Sono Marta Marangoni e Rossana Mola, accompagnate dal pianoforte di Fabio Wolf, regia di Paolo Lenardon, a riportare in scena con grande ironia gli indimenticabili personaggi femminili e l’universo strampalato e popolare di quel mondo.

La regia ricalca per struttura il vero e proprio varietà: pizzichi di varie tecniche e composizioni sceniche, musicali e ludiche, a cui si aggiungono letture e incursioni biografiche e curiosità su attrici e attori del passato. I balletti succinti, ammiccanti, le canzoni melodrammatiche sono citati con ironia, come l’immagine delle affascinanti e bellissime soubrette alla Wanda Osiris (che per motivi politici prima e durante la guerra si chiamerà Vanda Osiri). La Prima Donna per eccellenza, amata non solo per la sua esagerata prestanza fisica, ma anche per la sua profumata accoglienza, i suoi veli, i suoi trucchi, le sue pettinature che sfioravano il kitsch… Immagini che hanno fatto la storia dell’avanspettacolo.

Un’idea, quella dell’inarrivabile star, sfatata nel tempo da soubrette come Delia Scala o Sandra Mondaini, che sostituivano alla seduzione della Wandissima la scaltrezza e la simpatia.

Marta Marangoni e Rossana Mola preferiscono indugiare sui personaggi di Tina Pica nelle commedie di Eduardo De Filippo e sugli sketch di Bice Valori e di Franca Valeri, che ironizzavano sulla stupidità femminile e sui suoi stereotipi, dalle popolane del sud alle signorine e signore snob del settentrione.

E citano a più riprese Anna Magnani, che fa storia a sé per il fascino e per il pathos che riusciva a infondere in ogni suo personaggio.

Interpretazioni a loro modo memorabili, legate a doppio filo al contesto popolare del dopoguerra, ma che difficilmente smetteranno di influenzare l’immaginario dello spettacolo italiano.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro della Cooperativa
via Hermada 8 – Milano
Fino a domenica 10 marzo 2013

Varia donnità – Scene per femmina
di e con Marta Marangoni e Rossana Mola
regia Piero Lenardon
al pianoforte Fabio Wolf

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.