Vergognosamente esilaranti

Uno spettacolo spumeggiante accende il LET – Libere Esperienze Teatrali. Impossibile non lasciarsi travolgere dal divertimento.

Le signore a modo le riconosci al primo sguardo. Hanno la sobrietà di una squilibrata, la profondità di un’ostia, l’affabilità di un cecchino e l’onestà di un tele-guaritore. Due autentiche matrone sono giunte al Cometa Off di Roma e hanno scompigliato il teatro con irresistibile brio. Ida Barranco affusolata come un archetto di violino e Marinella Lio, minuta e spaesata quanto una talpa in superficie, condividono una carriera onorata, teste di serie del corpo docente di un liceo palermitano, e non riescono proprio a resistere all’impulso di spettegolare. La pressa dei loro animati discorsi comprime le sventure di alunni e conoscenti, come le proprie. Implacabili, criticano l’abiezione attuale, rimembrando con nostalgia gli alti valori rappresentati dal Fantastico rai e sbandierati al Family Day. Persino in chiesa, durante un funerale, sciorinano i loro commenti, rimminchionite da ciò che, evidentemente, è divenuto un vuoto automatismo. È proprio dal vuoto che comincia lo spettacolo, dallo sbatacchiamento e dal tintinnio nervoso di un imprecisato materiale plastico. Il suono, inesorabile, fruga l’attesa e, temperato dal buio della sala, tormenta con la sua punta affilata i timpani. Un rumore simile al cicaleggio. Quando, poco dopo, le luci si accendono, le vediamo ferme, rivolte verso il pubblico, in biancheria sì, ma in un tripudio di collane. Quindi indossano i loro abiti, una libera interpretazione dell’eleganza e si ritrovano a scuola, in sala professori. È il loro ultimo anno prima della pensione, il tratto finale di un esaurimento. Non occorre molto per intuire quanto siano sbroccate, appese a un’assoluta, quanto cieca, dedizione alla scuola, alla famiglia, alla comunità parrocchiale o, più in generale, alla società cui appartengono. Ridicole certo, ma anche grottescamente comiche. Ispirano immediatamente simpatia e vederle, la sera della loro festa per il pensionamento, prendere coscienza del loro futuro privo di scolaresche chiassose, bidelli nullafacenti, gite in cui subire la tortura della discoteca e l’angoscia di correggere compiti in classe miserrimi, non può che commuovere.
Vergognaa! è uno spettacolo semplice, ma di grande impatto, che scuote i ricordi di quando eravamo studenti. Rielaborando Che piacere! (2010), loro debutto registico, Lidia Miceli e Massimo Vinti, i due talentuosi e trascinanti protagonisti, ci regalano una perla di intrattenimento e due “madonne addolorate” che restano impresse per il loro vivido realismo con i loro tic, il loro modo didascalico di gesticolare, di torcere la bocca come a sopportare con sforzo ogni secondo di un’esistenza grama, il modo in cui inforcano gli occhiali.
Consuetudine vuole che l’insegnante entri in classe al suono della campanella, si accomodi sul proprio scranno sciagurato e osservi la babilonia di anime brute dimenarsi fesse e infami. A scuola è l’insegnante che è chiamato a esprimere una valutazione sulla porzione sintomatica di mondo davanti ai suoi occhi, chiunque di noi ha la propria devastante esperienza al riguardo. Vergognaa! inverte la direzione degli sguardi e, per una sera, non siamo più studenti che si fanno disperatamente scudo dietro a un banco per non subire la iattura dell’interrogazione, al contrario il nostro sguardo è dominante, diveniamo osservatori e spetta a noi, nel caso, esprimere un giudizio. Il test di verifica di una battuta di spirito è la risata, e con Vergognaa! si ride parecchio e di gusto.

Lo spettacolo continua:
Teatro Cometa Off
via Luca della Robbia, 47 – Roma
fino a giovedì 16 febbraio
orari: da martedì a domenica ore 20.45 e ore 22.30 (lunedì riposo)
(durata 1 ora circa senza intervallo)
Vergognaa!
scritto, diretto e interpretato da Lidia Miceli e Massimo Vinti

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