Note da toccare

All’interno di Uovo – Performing Arts Festival, giunto quest’anno alla IX° edizione, la performance Vexations insegna ad ascoltare la musica senza sentirla.

Un pannello con il conto alla rovescia segna che sono già passate più di quindici ore da quando Kerstin Kussmaul e Jan Burkhardt hanno iniziato la loro performance: per ventuno ore consecutive suoneranno lo stesso brano al pianoforte, per un totale di 840 ripetizioni. Per gli spettatori, anzi, per gli ascoltatori, si tratta di un’esperienza sensoriale amplificata all’ennesima potenza.

Nella prima sala si odono le note che provengono da dietro un telo bianco. Per terra sono trascritte le istruzioni per usufruire al meglio della performance: togliersi le scarpe, mettersi comodi sulle sdraio e lasciarsi trasportare dalla musica. Solo quando si è veramente pronti si può oltrepassare il telo bianco – entrando letteralmente in una dimensione altra – e godere delle note direttamente, in prima persona.

Al di là del telo ci attendono un pianoforte, sistemato al centro, e un mucchio di tappeti di gommapiuma tutt’intorno. Tra il pubblico c’è chi dorme, chi segue la musica rotolandosi per terra, chi si trova nella sala da oltre dodici ore. Vexations è una ed è infinite perché ogni spettatore può viverla trasformandola nella performance che preferisce, dato che si tratta di un’esperienza talmente personale e intima con la musica, che le sensazioni e i modi per apprezzarla si differenziano a seconda del carattere, del proprio bagaglio culturale e della propria sensibilità.

La musica diventa un esercizio non solo uditivo, ma percettivo a 360 gradi, nel quale tutti e cinque i sensi sono coinvolti da autentici protagonisti. La ripetitività del brano permette al nostro orecchio di farsi da parte – quasi fosse in standby – dando la possibilità alla percezione sensoriale di esaltarsi attraverso il tatto, la vista, la memoria. Nella stanza si respira un’atmosfera quasi magica, come se il tempo si fosse fermato – anche se a pochi metri, il tabellone luminoso scandisce con rigore il tempo, che continua a scorrere senza pause.

Tra i tanti numeri che hanno caratterizzato la performance, c’è da ricordare il 255 – le persone che, nell’arco delle ventuno ore, ha preso parte all’esecuzione. E ancora una volta, Uovo Festival ha saputo regalare al pubblico milanese un’esperienza unica nel suo genere, quasi d’altri tempi, dove la calma, quel take your time di derivazione britannica, l’ascolto dell’altro e la pazienza sono fattori indispensabili per cogliere in pieno il messaggio. Abituati allo zapping e all’iPod, il segreto è resistere: superata una determinata soglia si può ancora essere trasportati in un’altra dimensione.

Kerstin Kussmaul e Jan Burkhardt per
Uovo – Performing Arts Festival IX° Edizione
Vexations
Cattedrale ex Fabbrica del Vapore
via Procaccini, 4 – Milano
giorni e orari: dalle ore 11.00 di sabato 19 alle ore 8.00 di domenica 20 marzo

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