Inutili violenze

piccolo-teatro-milano-80x80Fadhel Jaïbi porta in scena al Piccolo di Milano Violence(s). Una riflessione necessaria sulla nuova Tunisia. Una prova di resistenza per il pubblico.

Che cosa è successo alla Tunisia? Che ne è stato della promettente Rivoluzione dei gelsomini, che aprì una tragica stagione di rivolte contro i dittatori nordafricani e mediorientali, troppo frettolosamente battezzata Primavera araba? Il regista Fadhel Jaïbi ha cercato di capire, assieme all’autrice Jalila Baccar, nello spettacolo Violence(s) perché nel suo Paese è esplosa una violenza terribile. Anche se, in realtà, non del tutto inedita. Fadhel fa una riflessione importante: mette insieme tutti i tipi di violenza. In particolare trova che esista un filo rosso tra la violenza domestica (tradizionale in tutti i contesti patriarcali), quella delle madri che uccidono i figli, dei giovani che massacrano gli insegnanti, degli amanti che si scannano tra di loro, con il terrorismo. Non è una riflessione banale, anche se non è del tutto nuova. Ma è coraggiosa: guardate, ci dicono Baccar e Jaïbi, che qui la religione non c’entra proprio nulla. Vero: ci sono giovani che si fanno saltare in aria per massacrare bambini, turisti e semplici passanti. Ma c’è qualcosa che è saltato, nei rapporti tra tunisini, che è più profondo del dato ideologico-religioso. Uno degli attori, a un certo punto, cita Camus e il suo L’uomo in rivolta (1951), in cui lo scrittore francese avvertiva dei pericoli di una violenza non contenuta e una rivolta non limitata. Detto tutto questo, apprezzate la scena, severa ed efficace, e la musica, eseguita in diretta da un percussionista digitalizzato, cominciano i dubbi. Alla fine Baccar e Jaïbi riescono soltanto a fare un cruento decalogo di quanto cattivi siano diventati i tunisini. Se ne esce spaventati, ma senza averci capito molto. Lo spettacolo di fatto è un carosello di violenze e di storie intrecciate, ma non ha un vero svolgimento drammaturgico. Gli attori sono bravi, ma sono spinti un po’ ai limiti: oggi non si dovrebbe più recitare in modo così esasperato. Il ritmo, poi, è di una lentezza estenuante, nonostante gli scoppi di violenza. In definitiva, lo spettacolo visto al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (in originale, arabo e francese, con sovratitoli in italiano) è come una promessa non mantenuta. Peccato perché abbiamo tutti un disperato bisogno di capire. E il teatro potrebbe essere uno straordinario strumento per farlo.

Lo spettacolo è andato in scena
Piccolo Teatro Studio Melato
via Rivoli 6, Milano
4 e 5 settembre
Visto il 4 settembre

Violence(s)
di Jalila Baccar e Fadhel Jaïbi
regia, scene e luci di Fadhel Jaïbi
collaborazione alle scene e musica originale di Kaïs Rostom
con Jalila Baccar, Fatma Ben Saïdane, Noomen Hamda, Lobna M’lika, Aymen Mejri, Nesrine Mouelhi, Ahmed Taha Hamrouni, MouïnMoumni
assistente alla regia: Marwa Mannaï
costumi di Salah Barka
Produzione del Teatro nazionale di Tunisia

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